LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO (“FOTTITI” PER ESEMPIO…)

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È passato diverso tempo…19 - parole_non_dette ED

Non ti penso spesso…

Non mi fai più paura, non mi fai più bene, non mi fai più male, non mi fai più niente. Una volta mi facevi di tutto, in senso figurato e fisico, ora non mi fai davvero più niente. Ma è un peccato che io sia ancora qui a parlare di te.

Non ti penso spesso. Quando lo faccio penso più che altro a come ti abbia permesso di trattarmi così di schifo e allora mi arrabbio con me stessa.

Ma io ci credevo. Quando una è innamorata ci crede sempre ed è spesso cieca di fronte alla realtà.

Ero arrivata a pensare di non meritare Amore. Che stupida, vero?

Penso a quel piedistallo sul quale ti avevo messo e io piccola a guardarti con timore dal basso.

Penso a quanto io ti abbia quasi supplicato di tenermi con te per non ricordo più quanto tempo.

Penso a tutte le attenzioni che ti chiedevo disperatamente di darmi e a tutte le premure che io invece avevo nei tuoi riguardi.

Penso a tutte le possibilità che ti ho dato e che tu hai puntualmente disilluso. Perché io ero una cosa bella che non sapevi tenere ma che non volevi lasciare andare… Perché? Ego? Narcisismo? Sadismo? Perché? Se ti rendi conto di non tenere a una persona quanto lei tenga a te, perché non lasciarla andare semplicemente via? Perché continuare a illuderla piuttosto che sperare che venga amata altrove come merita? Perché approfittare di un sentimento sincero? Per nutrire il proprio ego? Ma sei davvero così insicuro?
Ero una cosa bella che tu sapevi di non meritare e forse proprio per quello non lasciavi andare. Allora me ne sono andata io, in silenzio, nel periodo più buio della mia vita, e me ne sono andata per sempre.

Non sai quanto mi abbia reso forte.
Ero a pezzi e avevo assoluto bisogno di una spalla sulla quale piangere, ma tu non mi asciugavi le lacrime, se mai me le moltiplicavi e io non potevo più permetterlo. Non potevo più accettare quella situazione. Non più.

Perché tu lo sai come sono io. Mi stanco di darti opportunità, sembro quasi stupida, sembro quasi senza dignità, né amor proprio. Sembro. Certe volte voglio solo vedere fino a che punto le persone possono arrivare. Soprattutto non voglio avere rimorsi. Non voglio pensare un domani che forse meritavi un’altra possibilità e tornare indietro sui miei passi. Te le do tutte subito, anche quelle che non meriti, per non dovermi poi pentire delle mie scelte. E infatti dopo non mi pento. Se ti cancello dalla mia vita lo faccio sul serio. Basta. Tu per me non esisti più. E infatti io me ne sono andata e tu non sei esistito più… E non ho più sofferto. Soffro prima, durante, ma quando decido io non soffro più.

Sai cosa ho pensato quando me ne sono andata? Non te l’ho detto mai… L’ho tenuto per me, ed ero sicura di quel pensiero. Ho sorriso dentro e ho pensato: «Non hai idea di quanto ti mancherò…»

Il nostro modo di “giocare”, come ti guardavo, le nostre risate, il prenderti la mano per camminare, l’attenzione alle piccole cose vitali per me, insignificanti per te, la continua guerra verbale, i miei graffi, le abbuffate e bevute insieme, il solletico, i giochi da bambini e i problemi seri affrontati senza paura, il mio «Che ti disturbo?» ogni volta che ti chiamavo, gli abbracci forti da toglierti il fiato, la luce sempre spenta e i sensi sempre accesi, la mia vergogna e insicurezza, il nostro mondo speciale e felice che raggiungevamo ogni volta che stavamo da soli… «Non sai quanto ti mancherò…»

È quello che poi è successo, ma che io l’avessi pensato, non te l’ho detto mai.

Quante parole che non ti ho detto, quante domande che non ti ho posto, quanti “Perché?”. Non sai per quanto tempo mi sia torturata con tutte le cose non dette, gli “avrei dovuto fare, non avrei dovuto fare, non avrei dovuto dire, avrei dovuto dire”… Quanti turbini di pensieri, rimpianti, rimorsi, tormenti, tutti insieme! Per quanto tempo… Finché… Non me n’è fregato proprio più niente di chiedere, sapere e dire.

E ora invece interessa parecchio a te…

Penso a quella riva del fiume sulla quale mi siedo spesso e dalla quale ho visto passare praticamente tutti, a dimostrazione che il karma esiste eccome e che io sono una cosa bella se ne rendono conto sempre tutti dopo, quando è troppo tardi. Ma perché? Perché tu e tutti quelli come te si accorgono del valore delle persone che hanno accanto solo quando non ci sono più? Perché non avere cura di loro quando se ne ha la possibilità? Perché rimpiangerle solo dopo? Penso che sia un problema di presunzione. La certezza che le persone non si stancheranno mai di starti dietro e che non vorranno mai perderti, nonostante i tuoi comportamenti non impeccabili. Ma no, tu non sbagli mai e non chiedi mai scusa. Perché è quella stessa presunzione che ti dice che tu hai sempre ragione, non commetti errori e non hai bisogno di nessuno. I sentimenti puri devono andare oltre l’orgoglio e oltre la presunzione, almeno questo sembra che sia riuscita a insegnartelo. Forse un po’ troppo tardi…

Penso a quell’occhio che dopo hai tenuto sempre e comunque su di me.

Penso ai sorrisi che hai cercato invano di strapparmi ogni volta che ci siamo incontrati “per caso”. Perché tu non meritavi più di godere del mio splendido sorriso che hai oscurato per troppo tempo. Solo una volta ti ho sorriso, ti ricordi? All’ennesimo incontro fortuito in una bella giornata di sole. Quel giorno mi sentivo bella e i capelli mi stavano benissimo, un attimo prima mi ero giusto guardata allo specchio e mi ero detta – come pochissime volte nella mia vita – «Dai non sono male però…» e poi il tuo «Buongiorno!» e in un attimo si è fatto buio. Non ti ho risposto e ti ho superato, tu mi hai presa per un braccio. Con gli occhi ti ho detto «Non mi toccare!» lo sai che detesto essere toccata da chi non mi piace, ma mi hai stretta ancora più forte e mi hai detto: «Mi manchi». Non sai cosa avrei dato in precedenza per sentirmi dire un «Mi manchi» da te. Avrei dato e ti avrei dato TUTTO, per tutta la vita. Ed è stato proprio in quel momento che ti ho sorriso a lungo e poi ti ho detto quello che non ti avevo detto mai. Non stavo giocando al rialzo, non aspettavo di vederti supplicare abbastanza per poi cedere, tu lo sai. Il mio Basta è PerSempre.

Nonostante tutto questo, continui a chiedere di me e ad interessarti della mia vita.

Penso alle tue telefonate che ho finto di non sentire e ai tuoi messaggi che ho finto di non ricevere. Ma no. Sai perfettamente che ti stavo volutamente ignorando.

Penso a tutte le volte che ho saputo che ti informavi su di me, su quello che facevo, chi vedevo, mentre per me eri lontano anni luce e non mi interessava sapere assolutamente nulla di te.

Quant’è strana la vita, vero? Si sono invertite le parti… Quelle attenzioni che avrei voluto da te sono arrivate dopo. E tutte le premure che io avevo per te si sono dissolte in un attimo. Questo mi ricorda che tutto è possibile e tutto può cambiare in qualsiasi momento.
Anche se tutte queste cose mi fanno ancora male, alla luce dei fatti recenti, tutti questi e tanti altri pensieri si sintetizzano in una sola semplice parola: …GODO…

Oggi, come quel giorno di sole in cui, prima di allora, non te l’avevo detto mai, oggi come quel giorno, davanti al tuo ennesimo tentativo di contatto, l’unica cosa che mi sento di dirti è: «Fottiti…»
E… Quell’occhio che tieni sempre e comunque su di me, fai il favore, ciecatelo…!

Prima pubblicazione: 13.09.2013

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