APPROCCI RAVVICINATI DELL’ORRIDO TIPO – PARTE II

Ho già avuto modo di trattare l’argomento, che trovate QUI, ma credo proprio che non lo esaurirò mai. Sono di nuovo a parlare dei c.d. “Approcci Ravvicinati dell’orrido tipo”. Rappresentano una serie di comportamenti messi in atto da ometti Tutt’altro-che-Principi-Azzurri volti all’ottenimento dello scopo primordiale: la conquista della femmina. Purtroppo spesso sono così grotteschi e indelicati da ottenere l’esatto contrario, l’allontanamento istantaneo e senza ritorno. Oppure gli approcciatori possiedono requisiti fisici, psichici o attitudinali che ce li fanno subito scartare dalla lista dei papabili.single

Sarò superficiale, ma la discriminante tra un amico e un amante, risiede nell’ormone. Perché, parliamoci chiaro, la differenza quella è. Ora, i fattori che possono far scattare, o uccidere, l’ormone sono molteplici: “pelle”, sintonia, aspetto fisico, affinità mentale, chimica, alchimia, empatia, colpo di fulmine. L’elenco è lungo e anche abbastanza soggettivo. In genere sintetizzo la possibilità o meno in un aggettivo: “Attizzevole”. Se uno è “Attizzevole” ci faccio un pensierino (ma pure parecchi…) sennò, per niente. Nota bene: l’Attizzevolezza può anche scemare. Tipo se per uno hai un’attrazione meramente fisica, ma poi scopri che possiede una personalità latitante, lasci perdere. A meno che non siate amanti di quelli che io chiamo i “Soprammobili”, in quel caso avrete trovato l’uomo della vostra vita.

Invece, molto spesso, agiscono eccome. Andiamo a vedere come.

“L’Approcciatore Ottimista”

Rientrano in questa categoria quelli che, contro ogni previsione umanamente concepibile, ci continuano a provare a oltranza. Nonostante non ci sia una benché minima, miserrima speranza di successo, nonostante tu lo guardi sempre pensando, e non celandolo: «Se fosse nostro compito ripopolare il mondo, ti giuro che farei estinguere la specie…» Nonostante preferiresti, e spesso lo fai, fingerti gay. In questa categoria inserisco di default quelli che mi potrebbero essere nonni.

Ora non mi venite a dire che l‘amore non ha età. Magari l’amore non ce l’ha, ma questi “una certa” ce l’hanno di sicuro e si chiama terza età. «Amore andiamo a prendere la pensione?» No, grazie.

Io, Te & le pilloline blu? AIUTO.

La cosa fastidiosa è che, purtroppo, per la troppa educazione e rispetto reverenziale verso gli anziani, non riesco a maltrattarli. Sicché quando mi trovo di fronte a una sfrontata avance non riesco ad essere così dura da stroncarla. Il risultato è che loro non capiscono e continuano, ottimisticamente, a provarci.

L’ultimo in ordine di tempo, perché ho la gran fortuna di andare fortissimo tra i nonnini, mi ha detto non so più quante volte di essersi specializzato, in mio onore, nella cucina vegetariana e che, quindi, mi aspettava a cena

Mi ha fatto l’elenco completo di tutto quello che vorrebbe cucinarmi e io mi sono sempre limitata a ghignare, di fatto non gli ho mai detto né «Sì» né «No».

Un bel giorno ha sentito il dovere di correggere il tiro, perché ha capito? Manco per niente:

«Forse pensi che una cena a casa mia sia troppo compromettente, quindi ho pensato che potresti venire a pranzo…»

Io ho solo sorriso, incapace di proferire parola e dubito che sia bastato per farlo desistere. Vi presento il corteggiamento vecchio stile, garbato, educato, rispettoso e tenace, insomma il corteggiamento perfetto… dalla persona sbagliata. Beata me!

“L’Approcciatore VIP”

Ho davvero diverse fortune, tra queste rientrano quelle di conoscere personalmente vari VIP. I contatti sono molto esigui e le uscite lo sono ancora di più.

Dopo mesi di silenzio un bel giorno un VIP mi scrisse:

«Sono a Roma stasera e sono solo, soletto allo Sheraton…»

«Solo soletto? Allora credo proprio che verrò a farti un po’ di compagnia… ;-)»

Questo è quello che probabilmente si sarebbe voluto sentire dire…

«E ci sarà un motivo se stai da solo!!»

Questo è quello che avrei voluto dire io, ma quello che dissi fu semplicemente:

«Povero! Sono sicura che allo Sheraton avranno comunque tutti i comfort per non farti pesare la solitudine…»

Non l’ho sentito mai più e non so proprio perché.

Domandina: se il suddetto mi avesse semplicemente detto «Sai stasera sto a Roma, che ne dici se ci vediamo? Ceniamo insieme/Ci beviamo una cosa?» Semplice, carino, senza menzionare alberghi, secondo voi, considerando pure che appartiene alla categoria dei Fighi-da-pauuura, sarei andata? Probabilmente sì, magari poi avrei pure vagliato l’ipotesi albergo, dopo.

Siamo donne, siamo sceme e volubili, ma raramente disprezziamo e non premiamo la galanteria.

Viceversa, comportamenti irrispettosi ci fanno allontanare subito. Meditate gente…

Very Important Person, ma con personalità non altrettanto importante.

(Ma la mia nomea da stronza, avendo rifiutato addirittura un VIP quanto si impenna?? ‘na cifra propriooo…)

“L’Approcciatore Che-Ti-Stima”

Talvolta da alcuni soggetti non ci aspettiamo approcci di nessun tipo. Se i soggetti li conosciamo, poi, di sicuro non ci aspettiamo approcci Orridi. Perché siamo ottimiste, perché pensiamo che, dopo diversi anni di casta conoscenza, la stima, la fiducia e l‘affetto abbiamo congelato il testosterone. Pensiero sbagliato.

Caffè e quattro chiacchiere con quello che consideravo un amico, che comunque non aveva mai lesinato complimenti nei miei confronti. Sposatissimo, chiaramente.

«Mia cara BB, ti conosco da anni, lo sai la stima che ho per te, ti trovo davvero simpatica, mi piace passare del tempo con te, anche cinque minuti mi rendono felice. Poi è inutile che te lo dica, sei una donna bellissima, lo sai. Quindi, detto tutto questo, dopo tutto questo tempo che ci conosciamo, direi che, a questo punto, CI STAREBBE PROPRIO BENE!»

«Ma cosa, scusa??» (come se non avessi capito BENISSIMO)

«Come cosa? Dai che hai capito…»

«Ma che modo è? Sei vergognoso!»

«Scusa, visto lo schifo che c’è in giro, che mi dici pure tu, di tutti quelli che vorrebbero prenderti in giro, io almeno sono sincero!»

Miei cari Signori sinceri, noi donne adoriamo l’onestà, ve lo concedo, preferiamo sempre che le cose ci vengano dette in maniera chiara, però… Non so come dirlo in maniera gentile, perché forse un modo carino non c’è, rimaniamo sull’onda della chiarezza: ok l’onestà, ma non è che la possiamo dare come Premio-sincerità!!!

«CI STAREBBE PROPRIO BENE!»

Ma che modo è?? Se una ci avesse fatto un minimo di pensierino, in questo modo, fate passare totalmente la voglia e che cavolooo!!!

Mai più sentito. Non hai perso solo una gloriosa botta-e-via, hai perso una gran persona: ME.

Un’altra feroce vittima del testosterone impazzito e del pensiero “basso”. Peccato.10299113_693682147348381_7992704154573358931_n

 “L’Approcciatore Impegnato”

E un bel giorno arrivò LUI… “Biondo era bello e di gentile aspetto” (e con due occhioni azzurri che mi stendono sempre…)

«Ma tu vai in quella palestra?»

«Sì…»

«Ti ho vista una volta, di fuori, mi hai colpito subito, non sai quanto ti ho pensato…»

«Sì?»

«Ogni volta che ci tornavo speravo di incontrarti, ma non è più successo… E ora ti trovo “per caso” qui…»

«Il “Caso” è tremendo…»

«Non ci credevo che fossi tu, pensavo che non ti avrei ma più rivista…»

«Davvero?»

«E invece ora sei qui davanti a me… quel giorno parlavi con uno, ma è il tuo ragazzo?»

«No, non ce l’ho il ragazzo…»

«Com’è possibile? Sei talmente bella! E oggi ho scoperto che sei anche molto simpatica…»

«Grazie…»

«È la verità, sei splendida, sei fantastica!»

«Esagerato… Grazie»

«Ti andrebbe se qualche volta ci vedessimo?»

«………………..Be’ NO!!!!!!!»

Ok, stoppate la musica dei violini e trattenete le lacrime di commozione. Facciamo un piccolo passo indietro di cinque minuti.

Dopo avermi sbirciata dalla vetrina del negozio (non di quelli di Asterdam!) per un quarto d’ora abbondante, prende coraggio ed entra.

Sarebbe stato tutto perfetto se tra il suo ingresso e quelle dolci parole non ci fosse stato un intermezzo in cui mi ha chiesto di aiutarlo a scegliere un regalo per la sua compagna nonché convivente. Ecco.

Sarebbe stato ancora meglio se dopo non avesse aggiunto le seguenti frasi:

«Sai, la convivenza è bella, però dopo un po’ ti cerchi dei diversivi…»

Ciao sono BB e sono stata appena scelta come “diversivo”. Che culo!

«Cose fugaci, di una sera, però non tutte le donne accettano questo genere di cose…»

«Non capisco proprio perché, è il sogno di ogni donna ricevere proposte del genere…»

«Dici sul serio?»

«Uh!»

«Lo vedi?»

«Poi guarda, non capita mai, mai, mai che uno voglia solo portarti a letto, quindi…»

«Quindi mi capisci…»

«Capisco benissimo, guarda…»

(Appunto Mentale: con certi soggetti evitare ironia, non viene recepita.)

«Con te posso parlare perché non sei come le altre, ti vedo una “sveglia”».

Notare la soave falsa lusinga del tipo classico “Quando il diavolo ti accarezza vuole l’anima” (sì, mo se chiama anima…) secondo quesito: mi sta velatamente dicendo che sono una facile??

«Allora va bene per te?»

«Sono tanto lusingata, ma no, grazie».

E lì, nonostante il rifiuto, il biondo e bello tentò la mossa delle mosse: provò a baciarmi. Mi scansai così veementemente da procurarmi uno strappo al collo…

Sul suo viso profonda delusione.

Ma quanto sono cafona?? Rifiutare di farmi baciare sul posto di lavoro, da un tizio visto due volte, convivente e indelicato! Cattiva BB!!

Il suo commento fu:

«Però non “ci caschi” eh?»

«Magari in un’altra vita rinasco pera e ci casco pure, ma in questa resto stronza e no, non ci casco».

Commento finale: dai, devo pure commentare?? Non basta il racconto da solo??

“L’Approcciatore Che-non-è-geloso”

Col passare degli anni e degli approcci, abbiamo affinato sia le nostre tecniche di conquista, sia quelle di rifiuto garbato. Stai dicendo di «No» a qualcuno, perché dirglielo anche in malo modo? Infatti, molto spesso, piuttosto che rispondere «Con te non ci uscirei mai» (per svariate motivazioni) abbiamo adottato la risposta più diplomatica: «Non posso, sono fidanzata». Da usare, ovviamente, con chi non ti conosce per niente.

Quello che non abbiamo considerato, è che anche gli ometti hanno adattato le loro avances a ogni tipo di nostra riposta. Così, di fronte a un rifiuto del genere, il loro fastidiosissimo rilancio è sempre il seguente:

«Embè? Io mica sono geloso!»

Non ci siamo! Non ci siamo proprio!! Dovresti essere geloso, invece. Dovresti anelare a un “possesso” univoco della mia persona. Ma che sono diventata, una multiproprietà?? E mi dici pure che ti sta benissimo così?? E il maschio latino geloso che ti vuole tutta per sé dov’è finito?? Non pervenuto… Al maschio moderno basta averti per qualche minuto… E perdonate la rima involontaria, perché in tutto questo c’è decisamente pochissima poesia.

In due giorni realizzai un’invidiabile doppietta di tutt’altro-che-gelosi. Pensai si fosse diffusa un’epidemia.

Capii che la diplomazia (come avevo sempre saputo) non faceva per me e che dovevo essere più diretta. Il giorno dopo ebbi modo di sperimentare il cambio di tattica.

Entrò baldanzoso in negozio:

«Scusa, ma pure il tuo numero è in vendita?»

«No, il mio numero è assolutamente gratis…»

«Bene, allora me lo dai…»

«…NO…….»

Uscì, un po’ meno baldanzoso, dal negozio…

Colpirne uno, per educarne cento. Palla al centro, anzi, ai “cento”. Rima volontaria.

Infine, due categorie già analizzate ma che, per diffusione, meriterebbero non un articolo, ma un libro a parte!!

“L’Approcciatore DietroLoSchermoLeone”

2014-08-31 11.19.14Non sono per niente fisionomista e ho una grossa difficoltà a ricordare i nomi, per cui, quando mi arrivano richieste di amicizia su Facebook, mi assale subito il panico: «E chi è?? Lo conosco??» Se non ho amici in comune (ai quali chiedere) la cosa si complica ulteriormente. Perciò do uno sguardo al profilo in cerca di indizi. Eccolo qui:
nientepopodimenoche il Sig. Topolino in persona. Caspita, che fortuna! Nome sconosciuto, nessuna foto reale,
nessun messaggio di presentazione. Rifiuto immediato. Scusa Mickey, ma dei VIP ne ho abbastanza…

Quasi paragonabili ai VIP, ci sono quelli dai nomi fantasiosi: Ghiro, Randagio, Lupo Solitario, per ora non è tra i miei programmi, ma se aprirò uno zoo vi ricontatterò di sicuro.

Poi ci sono quelli che preferisco: i cacciatori molesti. A lato potete mirarne un pregevole esempio.2014-08-31 11.21.14

Nome ovviamente sconosciuto, quasi sicuramente inventato, assenza di foto, doverosa controllata al profil
o. Sebbene solleticata parecchio dal’idea di fare amicizia con uno amico, nientemeno, che di Lois Griffin-Porca, Gwyneth Paltrow e svariate modelle di biancheria intima, la sua graziosa richiesta «Mandatemi foto» mi ha leggermente indispettita. Scorrendo più sotto -sorpresa, sorpresa!- ho avuto il piacere di scoprire che aveva condiviso delle MIE foto… Bannato, bloccato e segnalato. Perché, purtroppo, non je potevo mena’.

Ho alcune domande:

Caro Zuckerberg, a parte il fatto che non capisco proprio per quale motivo l’immagine di copertina debba essere per forza “pubblica”, ma poi? Un “non amico” condivide le MIE foto e non è previsto che io ne venga a conoscenza tramite notifica?? Mi notificate pure chi mi respira accanto e quello no?? Ah Mark! E daje!! Altro che terza spunta, questi sì che sono problemi seri!!

Ora ai maschietti: ma la continua ricerca di nuove prede virtuali, il collezionare foto o contatti, per non so bene quale motivo (anzi ce n’è uno che mi viene proprio in mente…) vi fa sentire più virili o cosa? E vi aiuta a sentirvi meno soli? Dubito…

Sì, avete ragione. Tra i vari Facebook, Instagram le signorine si stanno sbizzarrendo e io stessa, ormai, conosco più parti del loro corpo che del mio, però a maggior ragione!! Vista tutta questa offerta e liquidazione di gnocca, tette, cosce e culi, visti gli innumerevoli fake generosi di foto in cui mostrano perfino l’anima, creati apposta per gli sbavosi di turno, visto tutto il porno così facilmente fruibile, ma non vi pare di esagerare passando in rassegna tutto il giorno le foto per “piacere” e commentare?? Andando a cercare gente, tipo me, che, non solo non si è mai a mostrata svestita sul web, ma non ci tiene minimamente a farlo neanche in futuro??

Ci tenete così tanto a fare la figura dei MdF?? (vd significato per conto tuo, grazie).

E la domanda che pongo sempre, sempre, sempre a me stessa: ma ‘sti soggetti, come cavolo mi trovano???

“L’Approcciatore Poeta

«Ti metti anche l’illuminante? Ma non basta la tua di luce?»

«Sai, le cose belle vanno guardate, per questo io vengo sempre qui da te, perché sei stupenda!»

«Non la guardare troppo, perché lei poi ti sorride, sorride sempre, sorride a tutti. Ma, appena ti sorride, ti ha già fregato…»

«Hai il porto d’armi? Perché con quello sguardo uccidi…»

«Sono pazzo di te dal primo giorno che ti ho visto…»

«Non riesco a starti vicino, mi fai “sbroccare”…»

Sono solo alcune delle frasi sentite dai suddetti soggetti. Sempre quelle e dette a TUTTE. Mi scuso con gli uomini che le dicono con convinzione, dotati di un autentico animo nobile e spinti da vero sentimento. Mi scuso profondamente perché sono io, probabilmente, ad essere diventata arida e insensibile, forse perché ne ho sentite troppe e sempre prive di significato. Forse perché per una vita ho creduto nelle favole e ora non credo davvero più a niente.

Mi scuso tantissimo, non è colpa vostra, è colpa mia e di tutti gli approcciatori sbagliati che, invece, non si sono scusati mai. Se avessi ancora un cuore magari le apprezzerei.

Ogni volta che domandate o vi domandate perché qualche vostra conoscenza sia single, rispondetevi: «Perché questo è quello che c’è in giro…».

Forse agli ometti sopra descritti va riconosciuto il disinteresse palese nei loro confronti, da farci apparire grottesco ogni loro approccio. Forse. Però non lo credo del tutto. Come ho già detto, apprezziamo un invito cortese, anche se non possiamo sempre premiarlo. Così come siamo in grado di riconoscere comportamenti sbagliati da parte di chi ci piace da matti. Il problema è che al giorno d’oggi, sembra siano nella norma gli orridi approcci e quindi del tutto accettabili. Nel mondo del regno della superficialità e della fugacità è normale che sono sposato ma comunque ci provo, non ti conosco ma tento di baciarti, ti conosco da anni tanto che credo di meritarmela, visto che te la chiedo con sincerità.

Che male c’è? Famose ‘sta s******* no? Ognuno è libero di fare ciò che vuole, nel rispetto degli altri, si aggiungeva una volta. Ora non più. Ora il non-rispetto è quotidiano. Allo stesso modo, anche io credo di essere libera di fare ciò che voglio, ma sempre nel rispetto di ME STESSA. Quindi scusate, ma preferisco risultare acida che essere accomodante verso chi non mi mostra rispetto.

Siate UOMINI e non ometti e trattateci da DONNE, non da passatempi.

A conclusione del precedente articolo, invitavo chi fosse sprovvisto dei requisiti o degli orridi approcci a chiamarmi. Stavolta facciamo che vi chiamo io, magari il 30 Febbraio.

Ah! Prima che lo diciate voi, lo dico io: «Ecco un’altra che se la tira, che tra qualche anno supplicherà qualcuno di darglielo». Sicuramente. Cercherò ogni giorno di appagare con chicchesia la mia profonda solitudine, ma mi sentirò sempre più sola. È curioso, perché penso di esserlo già.

PS: visto che a noi piace sempre pensare positivo, un noto tombeur de femmes (anche più di uno…) mi ha confessato quanto segue: «Quando di una non me ne frega niente, io sono tutto “Vediamoci! Facciamo! Usciamo!” non perdo tempo. Invece quando una mi piace parecchio, divento un idiota e non so che fare…» Ecco. 😉

 Prima pubblicazione: 18.09.2014

Gli orridi Approcci continuano QUI

3 risposte a "APPROCCI RAVVICINATI DELL’ORRIDO TIPO – PARTE II"

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