IL CLASSIFICONE

Ultimamente nel mondo virtuale, impazza la “catena” delle classifiche: 10 libri che ti hanno cambiato la vita, film e serie preferiti, personaggi storici, canzoni, ecc…

Ne hanno sfornate davvero a centinaia. Ma, quando pensavo di averle lette tutte, me ne è venuta in mente una assolutamente degna di menzione: la classifica delle tipologie di persone più fastidiose.

Volevo farne dieci, poi la lista cresceva e quindi non le ho numerate, così non vi spaventate. Anche l’ordine è casuale, perché TUTTI meritano un primo posto ex aequo. Sul serio non saprei dire quale sia il peggiore!primo-classifica ed

Andiamo a scoprirli…

Il lamentoso, ovvero quello cha ha tutti i problemi del mondo. C’è crisi, lo sappiamo tutti. C’è crisi economica, sociale, esistenziale,  di sentimenti. Siamo tutti in crisi. Ora, lamentarti di tutto, esattamente, in cosa ti aiuta?? A parte fracassare le scatole di chi ti circonda, riesce a cambiare la situazione? Ne dubito fortemente. Ma, per questi esemplari, è una vera e propria missione: ogni volta che li vedi o li senti, ti devono fare l’elenco completo di tuuutti i loro problemi. Bada bene che per loro rappresenta un problema insopportabile anche il più banale contrattempo e, quindi, la loro lista sarà sempre più lunga. Problemi di salute, anche un semplice raffreddore, mal di testa; problemi di lavoro: troppo, troppo poco, stressante, noioso; problemi a casa: il compagno, se c’è, se non c’è, i figli, idem… Non so voi, ma io mi sono già stancata…

Quelli sempre in occhiali da sole. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un incremento dell’utilizzo di questi variegati accessori, fin qui, nulla di male. Le cose che non capisco sono giusto un paio: perché indossarli sempre, sempre, sempre?? Anche con la pioggia? Anche nei luoghi chiusi? Anche di sera?? C’è un’inflazione di cataratte, quindi devono proteggersi tutti?? Siamo circondati da VIP o spie in incognito?? (che poi, con gli occhiali di sera, non è che passate poi così tanto inosservati, eh?!) Paura di farsi guardare negli occhi? Questa la sospetto e la temo. Siamo così spaventati dal prossimo da cercare di celare il più possibile il nostro sguardo, oltre che i nostri sentimenti.

L’impiccione. Non ha bisogno di presentazioni e tutti ne conosciamo a iosa. Cosa spinga tali soggetti ad appassionarsi anema & core alle vite altrui, lo ignoro. Generalmente sono anche quelli che bramano per diffondere notizie succulenti appena apprese e che, infatti – appena li incontri – ti salutano con un «Hai saputo che…» per poi passare, manco a dirlo, al terzo grado, per estrapolarti quante più notizie possibili da riferire al prossimo. Quindi, parafrasando in termini quotidiani, la giornata di questi individui è incentrata sui cazzi degli altri. Ma una vita vostra, no?!

Il TiMettoInDifficoltà. Simile all’Impiccione, ma con una buona dose di veleno in più. Questi esemplari godono nell’arrecare imbarazzo ponendo domande dolenti o assumendo atteggiamenti fastidiosi. Esempio cretino: ti spunta un enorme brufolo sul naso ed esci di casa implorando, invano, che nessuno se ne accorga? Il TiMettoInDifficoltà – avendo cura di essere udito da due chilometri di distanza- ti accoglierà con un: «Oddiooo… ma che hai fattooo??».

Altro esempio cretino:

Comperare alcune cose crea sempre un po’ di imbarazzo: assorbenti, preservativi, creme per “certe” patologie o “certe” parti del corpo. Quando mi capita di dover fare questi acquisti, mi incoraggio dicendomi che sono abbastanza grande e matura da poterli affrontare senza vergognarmi. Un bel giorno, incontrai un giovin farmacista non altrettanto maturo, che accolse la mia richiesta con una risatina e una data di gomito al suo collega. Decisi che la sua poca delicatezza doveva essere punita e che lui, per la legge del contrappasso, avrebbe dovuto provare almeno un po’ del mio imbarazzo. Perciò, quando tornò coi miei prodotti, gli feci cenno di avvicinarsi, mi umettai le labbra e, con voce vogliosa, gli sussurrai all’orecchio:

«Vorrei anche una scatola di preservativi xl… Sai, ho questi problemi perché faccio troppo sesso occasionale, ma non posso proprio farne a meno…»

Lui, pur avvampando in volto tra l’imbarazzato e l’eccitato, ebbe cura di scrivermi il suo numero di cellulare sullo scontrino e io ebbi altrettanta cura di trascriverlo nel bagno di un locale gay. Il Karma applicato alle scaramucce.

Il pugnalatore folle. Ormai, ahimè, la mia è una battaglia più che persa. Continuo a vedere persone che si impegnano in una copiosa produzione di smancerie in presenza e innumerevoli pugnalate in assenza. Mi chiedo sempre: perché? Una cosa dovrebbe escludere l’altra: non pugnali chi vuoi bene e non sbaciucchi chi non ti sta tanto simpatico, giusto? No, a quanto pare, no. Mi dicono che questa pratica si chiami “diplomazia”, io sono una scema perché l’ho sempre considerata “falsità”. Va da sé l’elementare corollario: se lo fa con gli altri, lo fa anche con me, di chi ci si può fidare? Di questi tempi, a quanto pare, di nessuno.

Il pessimista cronico. Abbastanza collegato al lamentoso, il pessimista, oltre a lamentarsi, paventa continue tragedie. «Potrebbe esser peggio, potrebbe piovere» sui pessimisti piove quasi sempre. Ma come si fa a vedere sempre e solo nero? Ad auspicare sempre terribili tragedie? Poi è normale che la sfiga ti ascolta e asseconda, ci credo! L’ultimo, in ordine di tempo, che non sopportavo più, l’ho infine debellato con una semplice frase: «Ogni volta che apri bocca mi viene l’irrefrenabile voglia di toccarmi. Ma ti assicuro che non è una cosa erotica».coppa ed

La donna col SUV. Non so come e quando sia successo, immagino che un giorno una donna abbia preso in prestito la Jeep del marito, altre donne l’abbiano vista e abbiano urlato in coro: «La voglio pure iooo!!!» e da lì, il boom! Ogni donna che si rispetti, deve essere alla guida di un potente SUV. Tante considerazioni da fare. La prima è meramente fisica: essendo le donne generalmente non molto alte, alla guida danno un effetto che manco l’Uomo Talpa dei Simpson, ma, niente, hanno da guida’ il SUV! Sulla seconda tante si arrabbieranno, ma va detta: la maggior parte delle donne non sa guidare, stateci, è così! Perché, allora, mi chiedo, avventurarsi al volante di un mezzo enorme, poco pratico, con zero visuale e impossibile da parcheggiare?? (calcolando che vi è impossibile qualsiasi normalissimo parcheggio??) Mistero… Ultima cosa: le donne al volante sono prepotenti e arroganti. Date la colpa agli ormoni, allo stress, arrabbiatevi, ma è così! Inoltre il SUV concede loro un insopportabile senso di onnipotenza. Donna prepotente alla guida del SUV? Insopportabilità all’ennesima potenza…

Il consigliere non richiesto con Master in “Tuttologia”. Quanti ne conoscete? Lasciamo perdere… Sono un continuo profluvio di: «Sai dovresti fare/dire/andare/cercare…». Ma quanto sono urtanti?? Da morire…

Tu sbagli sempre qualcosa, ma loro sanno sempre, ed esattamente, quello che ci sarebbe da fare.

Più che “Vivi e lascia vivere”, il loro è un “Vivi e dì agli altri come vivere”. Stessa domanda degli impiccioni: Ma una vita vostra, no?!

Il giudice puntatore di dito. Anche questi soggetti sono molto diffusi. Oltre a prendere cura di tutti i comportamenti altrui, sono una continua fucina di sentenze, molto spesso, poco carine. Mi torna in mente la vecchia storia della pagliuzza e della trave… Come fate a giudicare sempre e comunque, e senza appello, chiunque vi capiti sotto tiro?? Come fate a non riconoscere delle attenuanti, a non provare un briciolo di empatia nei confronti di nessuno? Come fate a essere sempre pronti ad additare e, mai, a tendere la mano?

Queste persone dimenticano che siamo tutti sotto lo stesso cielo e che non si può, davvero, mai dire cosa la vita ci riservi. Mi viene in mente la vecchia storia dello sputo per aria…

Il presuntuoso. Io spero vivamente che esista un girone dell’Inferno dedicato a questi individui. ma non condannati a portare macigni, no! Troppo semplice. Spero che, come in Arancia Meccanica, vengano costretti a rivedere ogni singolo episodio di presunzione attuato durante la loro vita, commentato da qualcuno che li insulta. Perché i presuntuosi sono straconvinti di non sbagliare mai e la loro boria si sente a chilometri di distanza. Noi comuni mortali passiamo la vita a farci l’analisi di coscienza, loro, per loro stessa convinzione, ne sono assolutamente esonerati perché, giammai, possono essere in errore. Perciò nel loro vocabolario non è contemplata la parola “Scusa” ed è, altresì, assente la parola “Grazie”, perché credono che loro sia tutto dovuto. La presunzione, accompagnata dalle sorelle arroganza e superbia, è la dote che, per me, più rende insopportabile un essere umano. Scusate, avete ragione, mi correggo: noi siamo esseri umani umili, fallibili e titubanti. Voi siete semidèi scesi in terra per onorarci della vostra presenza. Vi dovremmo pure ringraziare…

La iena ridens. Questa è una categoria soltanto femminile, perché nessun uomo, per quanto malvagio, potrà mai essere neanche lontanamente paragonabile alla cattiveria di una donna iena. La cosa terribile di queste donne è che se ne vanno in giro tutto il giorno con un sorriso contratto e palesemente finto che malcela la loro ienaggine. La quale, al momento opportuno, uscirà fuori più smagliante che mai. Ne conoscete qualcuna? Evitatela!! Anzi, chiamate quella col SUV e fatele sfogare!! Magari le aiuta.

Il buffone triste. Questa invece è solo maschile, perché nessuna donna ha la pazienza di un uomo che cerca di aggradarsi la simpatia altrui. Mi fanno pure parecchia tenerezza, perché deve essere davvero dura indossare tutti i giorni la maschera del giullare per elemosinare consensi! Ma, generalmente, non fanno ridere nessuno e vengono spesso additati come: «Ariecco quel cretino…»

Io, ormai, mi limito a mostrargli i canini per pena, perché, l’ho premesso, non ho assolutamente più la pazienza di essere cortese con chi non lo merita.

I logorroici. La gente ha bisogno di parlare, ma se aggiungiamo che la gente è insofferente e, per questo, ha bisogno di parlare, ma non vuole ascoltare, saprete esattamente a che livello siamo.

Ormai le persone ti chiedono: «Come stai?» soltanto per poterti raccontare come stanno loro.

Anche qui la componente emotiva gioca un ruolo fondamentale.  Temiamo di non essere capiti, vorremmo spiegare come siamo, far sapere quello che ci piace, essere considerati simpatici e interessanti. Pensate solamente che ogni volta che qualcuno ci racconta un aneddoto di vita vissuta ci sta implicitamente dicendo: «Capisci che posso essere piacevole e sorprendente? Vedi quante cose divertenti potresti scoprire e vivere? Questo è quello che puoi aspettarti, nel bene e nel male. Ma non fermarti all’idea che ti stai facendo di me. Vai oltre, ti prego…».

La parola chiave è: insicurezza. Questa simpaticona se, a volte, può paralizzare la lingua tanto da renderci ebeti mummie, altre, per evitare di essere considerati tali, ci spinge a una superproduzione di parole.

Parla! Buttati! Racconta! Sì lo so, stai pensando a tutte le volte che ti è capitato…

Parecchio logorroici sono anche quelli che, all’interno del GRA, chiamiamo Cantanti (volevo scrivere Cazzari, ma mi sembrava un po’ forte…). Molto famigerati, non necessitano di presentazioni. Io ne invidio la memoria. Il motivo principale per cui io, infatti, non mento mai è proprio questo: non mi ricorderei quello che racconto, se inventato. Ma vi immaginate che sforzo?? Infatti non sempre ci riescono e, proprio per questo, vengono smascherati. I meno furbi si contraddicono perfino da soli! E tanti di loro non riescono a distinguere la realtà dalle frottole raccontate. Anche qui, profonda tenerezza: devono amare così poco la loro vita da doversene inventare una parallela, perfetta…

L’incazzato cronico. Potrebbe sembrarvi simile al pessimista, ma è di una sfumatura diversa. Perché, se il primo ha un’aura triste e rassegnata, il secondo è bello sveglio e bellicoso!! A questi individui invidio, invece, l’energia. Ne hanno davvero tantissima per affrontare tutto il giorno e tutti i giorni una continua guerra verso chiunque! Che cavolo ma possibile che ogni giorno troviate migliaia di motivi per arrabbiarvi?!

Ma fate pace col mondo! In fondo loro sono di più…

Paradossalmente, trovo altrettanto insopportabili i seguaci dei sorrisi finti. Credo che l´ostentazione positiva si stia diffondendo in maniera preoccupante. Quelli «Bene! Sempre Bene! Molto bene!»  che vedi più tirati di una starlette in decadenza.

Già “Ostentazione positiva” implica una contraddizione implicita. La positività dovrebbe essere insita, non – appunto – simulata. Dovrebbe essere una forma mentis, non una maschera giornaliera. Io, per esempio, sono solare, sorridente e positiva… Ma mi riservo il diritto di farmi girare le palle ogni volta che mi va!

A questo punto dell’articolo, so perfettamente cosa sta succedendo: stai ridendo di gusto e pensi che io abbia ragione. Ad ogni categoria hai esclamato: «È verooo!!! Quello è insopportabile! No, questo di più! Ah mi ricorda tanto tizio/a! Coso/a è proprio così!»

Giusto?piccoli-atenei-classifica-censis-2013-295x200 ed

Ok, ora ti dirò una cosa… Secondo una leggenda psicologico-sociale negli altri non sopportiamo i difetti che, inconsciamente, riconosciamo come nostri, ovvero i difetti altrui sono lo specchio dei nostri. Chiaro?

Perciò ci sono molte probabilità che qualcuno, leggendo questo stesso articolo, per qualche categoria abbia pensato a te o a me…

Non fa più così tanto ridere, vero?

Va be’, consoliamoci… Stiamo tutti messi male! Ma sarebbe carino, ogni tanto, prenderne coscienza…

 «Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre».

Carlo Mazzacurati

 NdBB: Se pensate che ne abbia scordato qualcuno, si accettano suggerimenti… soliti consiglieri, impiccioni e giudici!!

Prima pubblicazione: 10.12.2014

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