LIBERTA’ & (IN)DIPENDENZA

In questi giorni riflettevo sul concetto di libertà: «La condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni…». (fonte: Wikipedia) Curiosamente se cerchiamo “indipendenza” ci viene fornito il significato nell’accezione meramente politica: «Situazione in cui un Paese non è sottomesso all’autorità di un altro». E dipendenza? «Alterazione del comportamento che da semplice o comune abitudine diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere attraverso mezzi o sostanze o comportamenti che sfociano nella condizione patologica. L’individuo dipendente tende a perdere la capacità di un controllo sull’abitudine». La dipendenza è, quindi, un’alterazione che può sfociare in una patologia. Ecco perché, forse, la temiamo così tanto…37 - 137012

Dipendenza: “non posso fare a meno di”. Allora è Indipendenza: posso fare a meno di tutto/i. E la libertà? E l’autonomia? Si può essere liberi e, allo stesso tempo, dipendenti? O una cosa esclude l’altra? O, magari, possiamo liberamente scegliere di essere dipendenti, a dispetto della nostra autonomia e indipendenza, assumendocene perfino le conseguenze?

In genere tendiamo ad evitare tutto ciò che possa delimitare la nostra libertà, in primis le relazioni. Abbiamo le nostre abitudini, seguiamo i nostri ritmi e, quando instauriamo un legame, l’altra persona si frappone tra noi e loro, è inevitabile. Già riuscire ad incastrare, tra tutti i nostri impegni, gli incontri con quest’individuo è una gran fatica. Poi, se malauguratamente, il soggetto in questione lamenta di voler godere un po’ di più della nostra compagnia, accade il dramma: «I giorni dispari ho la palestra, nei pari il calcetto, il corso di cucina e ricamo, mi hai conosciuto così e devi accettarmi così». Giusto, no? Come si permette di delimitare la nostra libertà? Sono libero di fare ciò che voglio! Io non capisco proprio, un perfetto sconosciuto/a che cerca di dettare i tempi della nostra vita, è inammissibile! Ok, ora pensiamola al contrario. Se noi volessimo vedere spesso una persona e questa ci dicesse di non avere del tempo da dedicare a noi, o averne molto limitato, come ci sentiremmo? Male, sicuramente. È davvero fastidioso. Eppure noi stessi lo facciamo di continuo. Tutti lo facciamo. Non ho il tempo, ovvero non lo voglio trovare. A piccolo dosi sì, nei ritagli, ma eviterei un impegno costante. Non è fantastico sapere che qualcuno – che ci piace, sennò il problema non si porrebbe nemmeno – voglia dedicarsi a noi? E cosa c’è di più bello che passare del tempo con qualcuno di speciale? Perché lo evitiamo? Io un sospettino ce l’avrei: temiamo la dipendenza.

“Non posso fare a meno di”, equivale a dire: “non posso vivere senza”… Oh cavolo!

Mantengo una discreta dipendenza dal fumo, abbastanza strana. Se mi trovo in posti o situazioni in cui non mi è consentito fumare, mi scordo persino di avere questo vizio. Viceversa, se mi accorgo di aver quasi finito le sigarette, inizio a diventare isterica. Curioso, vero? È la mancanza che crea problemi. Il venir meno della possibilità di poter fruire di una determinata cosa.

La dipendenza in sé, non limita la nostra libertà, poiché siamo noi a scegliercela. Ma è il venir meno dell’oggetto della nostra dipendenza, che prescinde dalla nostra volontà, a crearci dei danni. Per questo cerchiamo il più possibile di essere indipendenti da tutto e da tutti, così da avere il pieno controllo della nostra vita. Troviamo un nostro equilibrio e facciamo molta attenzione a fuggire tutto ciò che possa, in qualche modo, minarlo. Non possiamo permettere a niente e nessuno di destabilizzarci. Se sconvolgi il mio equilibrio io inizierò a “dipendere” da te e non so se ce la faccio…

Ogni tanto, qualcuno prende la deliziosa abitudine di inviarmi, quotidianamente, il messaggio del buongiorno. Ammetto di adorare questa pratica. Appunto per questo, lo lascio fare per una settimana, dieci giorni massimo e poi inizio a non rispondergli più. Come se mi scocciasse o non mi facesse piacere, finché lui non si stanca e smette. Perfetto. Oppure ci sono frasi apposite che tutti, chi più chi meno, abbiamo pronunciato, almeno una volta nella vita: «Non mi stare troppo addosso, ho bisogno dei miei spazi…» Eppure dovrebbe essere la cosa più fantastica del mondo, una persona (che ci piace) che ci sta addosso, che si preoccupa per noi, che ci riempie di premure e attenzioni. Dovrebbe essere un costante stato di beatitudine. Dovrebbe…

dipendenza_affettivaQualcuno mi ha detto: «Fai bene a comportarti così, perché si sa che “In Amore vince chi fugge”». Innanzitutto penso che sia una cazzata immane, perché – semmai – in Amore vince chi si viene incontro. Nessuno ha la pazienza, né merita di rincorrere e basta. Infatti io scappo sempre, ma è pur vero che nessuno mi ha mai trattenuta… Ma tutto questo non gliel’ho detto, un po’ per non rovinare la sua convinzione e poi perché la mia immagine ne traeva un gran vantaggio. Essere quella che “fugge per tattica” è molto meglio di essere quella che “fugge per fifa”.

La motivazione per questi comportamenti insani è sempre la stessa: temiamo di crearci una dipendenza, da una consuetudine carina, da un sentimento o perfino – orrore, orrore – da una persona.

Come posso abituarmi a un qualcosa non essendomi garantito che si protrarrà per sempre?

Come posso appoggiarmi a qualcuno non avendo la certezza che domani ci sarà? Meglio fare da soli, pensare da soli, camminare da soli. “Fino a un certo punto”, oltre non si va. Oltre non ti permetto di andare. Preservo la mia libertà e la mia indipendenza. Sono libero, non ho legami, non ho dipendenze, non ho schiavitù.

Con la scusa di salvaguardare la nostra libertà ci siamo incatenati da soli.articolo1210_2

C’è un film che amo molto, del compianto Luigi Magni, “Nell’Anno del Signore” che narra una storia tutt’a
ltro che romantica e un finale, manco a dirlo, tragico. Ho avuto il piacere e il privilegio di interpretarne un riadattamento teatrale, ma, purtroppo, la trasposizione scenica non prevedeva alcune battute del finale del film. Peccato. Avrei voluto dire con coraggio, almeno per finzione:

«…Ma che me ne frega a me della libertà! Io voglio essere schiava di un uomo… Se è schiavo pure lui, che me frega…?»

 

«Ok, non ero riuscita a domare Big,

ma il vero problema era che lui non era riuscito a domare me…

Forse certe donne non sono fatte per essere domate…

Forse hanno bisogno di restare libere…

Finché non trovano qualcuno altrettanto selvaggio con cui correre…»

Sex and The City 2×18

 

PS: usando il correttore, mi sono divertita a verificare i sinonimi di “dipendenza”: relazione, connessione, legame, correlazione, attinenza, soggezione, subordinazione, sottomissione. Come sinonimo solo di quest’ultima viene indicato “Schiavitù”. Ma mi è parso curioso che il primo sinonimo di dipendenza fosse, proprio, “relazione”. 😉

Prima pubblicazione: 11.02.2015

 

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