NON E’ MAI UN SEMPLICE: “CIAO!”

Quando devo insultare me stessa, mi stupisco della quantità di aggettivi negativi che conosco.

In questo preciso momento mi sto etichettando come: idiota, stupida, patetica, pazza, squilibrata, vigliacca, paranoica… Prendo fiato e ricomincio in ordine alfabetico: antipatica, brutta, cretina, deficiente, ebete, fifona…

Non potrei giudicarmi diversamente. Sono ipnotizzata da più di due ore fissando lo schermo del telefono, incapace di inviare un semplice sms.messaggi-sms_c

Semplice?? Manco per niente…

Il nome del destinatario poi, mi apre scenari apocalittici, però accompagnati da una musica dolce e romantica. Il mio cuoricino rattoppato accelera. Bum! Bum! Sì, il problema è proprio quello.

Oddio ho i crampi allo stomaco. Devo vomitare…

«Ce la puoi fare! Ce la puoi fare! Ce la puoi fare!». Ok, niente panico.

«Ma che fai?? Lascia proprio perdere!! » Ecco, perfetto, ora si mettono a litigare anche le Voci nella mia testa!

Zitte, per favore, sono già abbastanza nel pallone!!

È un messaggio, una cosa carina…

«Ciao!» Sì, ok. Si inizia sempre con un “Ciao”, ma poi? Come finisce?

È un messaggio, una cosa carina, un saluto, un pensiero. Quanti ne inviano al giorno nel mondo? Miliardi! E io non sono in grado di farlo?? No, penso di no… È un messaggio, un semplice messaggio, che gli scrivo? (…e poi come finisce?) Stai calma, stai calma, stai calma…

Mi accendo un’altra sigaretta.

«Ciao, come stai?» Eccooo… Bravaaa… La banalità fatta donna!! Ma che gran bel testo!! Che profondità! E ti ci sono volute addirittura due ore per partorirlo?? Complimentiiiiiii!!!

Caspita, è vero. È il messaggio più triste nella storia dei messaggi!!

Cosa scrivo allora? Una battuta magari, ma mica faccio il clown di professione, cavolo! Sono una personcina seria! Ecco, lui pensa che sono una seriosa barbosa. Sì, lo sapevo. Ok che scrivo?

Uffa che palle! Ma chi me lo fa fare? No, non gli scrivo, che poi magari neanche mi risponde. Se gli scrivo e non mi risponde, potrei morire, allora perché dovrei torturarmi??

Meglio lasciar perdere…

«Disse la vigliacca…» Senti Vocina, per favore, lasciami in pace pure tu. Non ce la posso proprio fare. Già è difficile mandare un messaggio, poi ora mi sono venuti pure in mente almeno un miliardo di “E se?”. E se mi ignora? E se mi risponde male? E se magari gli rompo le scatole? E se non gli fa piacere che gli scrivo? Perché sennò mi avrebbe scritto lui, no?? E se, e se, e se… “E se” altro che ipotesi, queste sono certezze! Di catastrofi!! E se si imparanoia pure lui per scrivermi? No! Ti pare? Impossibile…

Mi accendo un’altra sigaretta.

Ecco, la canzone che ha scelto il lettore non mi piace, questo sarà un segno che mi dice di non mandarlo. Ecco, lo sapevo. Non lo devo fare!!

Ok, scritto così è perfetto. No, aspetta. Lì ci va la virgola. No, forse no. Qua tolgo i puntini e metto un bel punto esclamativo, sì! Qua cambio le parole che non mi piacciono proprio…

Mica è un concorso di stato! È un sms!! Non prendo i voti sulla grammatica! Cavolo!!

Oddio quanto sono complicata. Va be’, almeno prendo tempo. (Si inizia sempre con un “Ciao” … ma poi come finisce?)

Mi accendo un’altra sigaretta.

Allora: se non lo mando, non cambia nulla. Se lo mando e non mi risponde, non cambia nulla comunque. Se invece lo mando, mi risponde e… Be’ cambierebbe tutto!! Però siamo a un terzo delle probabilità, contro due terzi. Cavolo, pure la statistica parte sfavorevole. Niente, è un segno, non lo devo mandare!!

Ecco, questa canzone mi piace. Forse se glielo mando mentre la ascolto, ci riesco. Forse…

Oddiooooooo… Ho lisciato il tasto di invio!!! Fiùùùùùùù… Che paura!! Dannato touchscreen del cavolo!! Non è proprio fatto per me, siamo incompatibili!! Ci mancava poco e lo inviava così! Senza che fossi pronta! No, devo riprendere fiato, non ce la faccio.

Mi accendo un’altra sigaretta.

Inviare-SMS-durante-il-sonno edOk che ora è? Non è troppo tardi, perché i messaggi a tarda notte non si mandano mai, è la regola base. Non si scrive di notte, perché sennò si capisce che quella persona la pensi di notte e non sta bene. Poi può pensare pure che sono ubriaca e che, quindi, il messaggio sia stato dettato da una disinibizione alcolica.

No, no, sono sobria e l’orario è perfetto.

Però forse è meglio scrivergli domattina. Ma non troppo presto, perché sennò poi sembra che mi sono svegliata pensando a lui. Come se non fosse vero… Va be’ lui non deve saperlo, però. No, non ce la posso fare!!

Stai calma, stai calma, stai calma…

Mi accendo un’altra sigaretta.

È che mi piace, capito? «Daaaiii non si era capito!!» Le Voci nella testa, ora finalmente d’accordo e in stereofonia. Sì, mi piace. E quindi sono terrorizzata.

«Ciao!» …ma poi come finisce? Non è mai un semplice «Ciao!». Perché mette in moto qualcosa. Ecco, è questo quello che temo. Bum! L’ho ammesso. L’incognita. Già non riesco a mandarlo e poi che succederà?? Come finisce? Ho paura. No, no, ho paura. Tanto le cose vanno sempre male… Come quando mi ha scritto… e io ho scritto a… che poi dopo… No, non ci devo pensare!!

Non gli scrivo. Perché «Io vorrei scriverti, ma ho paura» rientra nelle “Cose che non si possono dire”.

Questa è la triste verità. E per tutto ciò devo ringraziare dei nomi e dei cognomi. Questo è quello che mi fa incazzare di più. Per colpa di persone distanti anni luce, non sono più in grado di inviare un sms, perché ho paura delle conseguenze.

Bum! L’ho ammesso di nuovo. Loro si stanno ponendo problemi? Non credo proprio. Uno starà giurando amore eterno a qualsiasi gonna gli passi sotto il naso, un altro starà riversando l’astio nei confronti dell’ex su qualche altra incolpevole, un altro… Ma che mi frega di loro! Perché ci penso?? Non ci devo pensare. Ma non riesco a non farlo… Non è mai un semplice «Ciao!» perché pensiamo sempre a come finisce. E dietro c’è un pregresso che rovina con prepotenza un futuro che ignoriamo. È curioso, ma, quasi sempre, a parità di probabilità tendiamo a ipotizzare gli scenari più tragici.

Perché se io penso a lui, a parte che sorrido subito, ma poi parte una musichina dolce e immagino lui ed io che… Niente! Sono pazza! A ‘sto punto partono sempre le paranoie e buttano giù noi, la casa, i cinque figli, il cane… Ah non lo avevo detto questo? Va be’, ormai l’ho detto…

Di nuovo i crampi. Devo vomitare.

Non è mai un semplice «Ciao!».

Ogni volta che aspettate un sms che non arriva mai, pensate che il mittente non ha voluto inviarlo. Al mittente non gliene frega niente. Il mittente è uno stronzo. Chiaro, no? Ormai siamo abituati a fare due più due con tutto, perfino con l’inestricabile labirinto della grandiosa mente umana. Pensate questo e archiviate il problema.

Oppure… Pensate che qualcuno, da qualche parte, in questo stupendo mondo, è fermo come un ebete con un telefono in mano, a fissare un display di uno smartphone, che fa tutto fuorché parlare, in attesa di non si sa bene cosa.

Magari non è così, ma giurereste che non vi sia mai capitato?

shakesms

Ora scusatemi, mentre nel mondo qualcuno pensa che io sia un’insensibile e indifferente menefreghista, torno a fissare il mio telefono. Magari, prima o poi, inizia a parlare e mi suggerisce cosa fare…

«Se alzi un muro, pensa a cosa lasci fuori… »

Italo Calvino

Dedicato sempre a chi mi ha detto della paura…

Tifo per te!! Ci serve un” Lieto Fine”… 😉

 Prima pubblicazione: 08.01.2015

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