I PRELIMINARI DEI PRELIMINARI: FASE AVARIATA

«Che cosa hai fattooo??»

Ecco, poi si lamentano quando non racconto loro le cose! Ma è normale che lo faccia, subito parte un terzo grado che mi fa rimpiangere la maturità e ho detto tutto!

«No, non urliamole contro sennò si blocca e non ci dice più niente»Barbie Bastarda (34)

Mi conoscono proprio bene, non c’è che dire.

«Ci dici per favore cosa è successo? Cosa TI è successo?? Come sia possibile che TU abbia fatto tutto quello che hai fattooo?? Non è da te!»

«Mi porti un altro Campari, per favore?»

«Brava, bevi così poi ci racconti…»

Uff… “Non è da me”, in questi giorni sto riflettendo su questa frase, in effetti l‘ho usata anche io su me stessa. Ma poi chi lo dice quello che è “da me” e quello che non lo è?? Però, in verità, comportarmi non in maniera abituale mi è piaciuto, parecchio pure. Mi sono sentita viva, mi ha risvegliata. Forse è questo il famoso “cambiare strada per vedere nuovi paesaggi”. Già. “Non è da me”. Eppure lo rifarei, eccome se lo rifarei e ha scatenato una serie di eventi che non avevo proprio previsto, ma dei quali avevo bisogno. Perché…

Oh ecco il bicchiere della mia salvezza,

«Ci dici cosa è successo? E non uscirtene con il tuo solito “Io non ho fatto niente”!»

«Ma io non ho fatto niente, davvero! Io sono vittima degli eventi!!»

È la mia battuta preferita, adoro pronunciarla. Ma niente, vogliono sapere tutto. Eppure, parzialmente, ho già confessato. Nella nostra chattina di WhatsApp, appena commesso il fatto, ho mandato loro dei maialini abbastanza esplicativi. Loro giù domande e qualcosa ho dovuto scrivere, sennò me le trovavo sotto casa.

Ah ovviamente hanno provato anche a chiamarmi, ma non ho mai risposto e mi sono data latitante per giorni interi.

Oggi mi tocca, devo confessare per bene.

Iniziamo…

Avete presente quando siete in vacanza, conoscete qualcuno di zona, instaurate il classico filarino estivo e poi decidete – una volta rientrati – di rivedervi? Capita che ci si incontri una o due volte, tanto per illudersi di essere ancora in ferie e poi tendenzialmente si torni alle proprie vite.

Io? Ma scherzate?? Sono troppo asociale e stronza per fare queste cose. Anche per questo, quello che sto per dire, è stato giudicato “Non da me”… È successo a una mia amica. Per la prima uscita post vacanze, hanno preferito non essere soli. Lui ha detto che avrebbe portato due compari, giusto per non farla sembrare proprio un’uscita a quattro e lei ha deciso di portare me, l’unica che poteva tener testa a due uomini, mentre lei si spupazzava l’amore estivo.

Questo è esattamente quello che è accaduto. I due piccioncini tubavano, mentre io cercavo di destreggiarmi tra due ometti parecchio diversi tra loro. Uno notevolmente figo, ma che non ero riuscita ad inquadrare bene e l’altro brutto e antipatico. Ecco. Magari non sei bellissimo, ma è piacevole parlarti, capita spesso. Prediligo di gran lunga questa compagnia a quella dei figoni mononeuronici. Invece no, questo oltre ad essere cesso era anche irritante e fastidioso.

Ero riuscita a non rispondergli parecchio male per tutta la sera – per evitare di presentarmi subito – mentre l’amico interveniva poco, ma senza mai dire una parola fuori posto, finché il cesso non ha deciso che doveva proprio dirmi quel che pensava di me. Ammiro le persone che hanno la supponenza di giudicare tutti dopo pochi minuti, la presunzione di sapere esattamente, e senza appello, chi sei, quali siano i tuoi problemi e le tue mancanze. Se non mi stessero così sulle palle, li ammirerei tantissimo.

«Quelle come te sono odiose!! Se la tirano, sono altezzose, acide e non te la danno mai! Le detesto quelle come te!» L’ho lasciato continuare, per vedere quante riuscisse a tirarne fuori. Quando mi sono scocciata, neanche la soddisfazione e il tempo di replicare con un: «Dubito che ci sia qualcuna disposta a dartela, non necessariamente “come me”» e, soprattutto con un: «Quelle come me, quelli come te li mandano affanculo!» che il figo ha bloccato il vomito di improperi da parte dell’amico che gli sedeva a fianco. Prima mettendogli una mano sul braccio, poi con un’occhiataccia e poi con un perentorio: «Basta! Smettila!» Giuro che ho pensato che lo picchiasse e credo di aver sperato che lo facesse. Poi ha risposto a quel che diceva lui guardando fisso me negli occhi.

«No, non è così. Lei è dolcissima…» E con quel solo gesto e quelle parole mi ha conquistata.
Non so come riescano certe persone a guardarti così bene dentro e a scorgere la tua intima essenza. Lui ci è riuscito subito. A poco sono valse le mie deboli proteste:

«Dolce io?? Tsè… Ti sbagli non lo sono affatto. Non farti ingannare dagli occhioni da cerbiatta… »

Mi guardava sorridendo con quell’aria insopportabile da «Sì, sì, come no» odio quando lo fanno!

In quel preciso istante ero pure consapevole di tutto quello che sarebbe successo dopo. Anche se non era “da me”.

Per il resto della serata, abbiamo scordato che ci fossero anche gli altri tre. Eravamo lui ed io, le nostre parole e i nostri sguardi.

A fine uscita, si è concretizzato quello che sapevo sarebbe successo:

«Ti va di farci un giro?»

«Ehm…»

Le voci nella mia testa – ovviamente – avevano aperto una conferenza:

«Scusa, ma dove vaiii??? Neanche lo conosciiii!!»

«Sììì!! Andiamo! Andiamo! Che mi sta così simpatico!»

«Uhm non mi convince molto…»

«A me sì! È figo, dolce e simpatico! Ma che vuoi di più?!»    

«Sì, certo che mi va… »

Ammetto che provavo un discreto disagio. In effetti non era comportamento “da me” andarmene in giro di notte con un tizio appena conosciuto e anche lucidamente consapevole di dove mi avrebbe condotta e perché, ma mi sentivo così bene…

«Perché hai detto che sono dolce? Io non sono dolce!»Barbie Bastarda (14)

«Ma piantala!»

«Ero dolce, una volta, ora ho solo un sacco di dolcezza andata a male… »

«Ma qualcuno ci crede davvero quando lo dici?»

«Certo, perché è vero! Non capis…»

Mi ha chiuso dolcemente la bocca con un bacio.

«E se stasera non ti riporto a casa?»

Di nuovo, l’assemblea nella mia testa:

«Che cosaaa??? Ma che diceee?? Ma non sarai così folle da andarci, vero?? Neanche lo conosciiii!!»

«Sììì!! Andiamo! Andiamooo!!»

«Ma poi contravvieni alla regola aurea del non concederti subito!!»

«Ma che ci fregaaa!! Per una voltaaa!! Si vive una volta sola, ecco!! E poi abbiamo visto dove ci ha portato fare sempre le brave ragazze!!»

Mi aveva smascherata, tanto valeva mostrare la mia vera natura e farmi coccolare:

«…Però se dormiamo insieme mi devi abbracciare tutta la notte… »

«Che cosaaa?? Tu gli hai detto una cosa del genereee?? TUUU??»

Uffa! O racconto o mi interrompete! Senti che commento del cavolo, poi! Come se io fossi un’algida, insensibile, fredda, stronza! Lo sono, ma mica sempre!

«…certo che ti abbraccio. Era mia intenzione stringerti tutta la notte…»

Ed è esattamente quello che ha fatto.

Ecco, ho confessato, ora sapete tutto. Che “Non è da me” fare certe cose l’ho già detto??

Che mi è strapiaciuto tutto, anche??

Niente “Preliminari dei Preliminari”, niente studio, niente congetture, niente paranoie. Possibile sia così semplice e senza stress? Sì, fantastico!

E poi cosa è successo? Vi chiederete voi…

Quel che era abbastanza prevedibile…

A volte esiste un tacito accordo secondo il quale due vite sono destinate ad incrociarsi per un brevissimo e intenso istante, poi ognuno riprende la propria come se nulla fosse e come se non fosse mai successo.
Un tacito accordo secondo il quale è meglio non sentirsi è meglio tornare sconosciuti. È sicuramente più semplice.

Col cazzo.

La logica, l’esperienza, i precedenti pessimi incontri, mi avevano fatto pensare che non ci saremmo visti, né sentiti, mai più, perché è così che vanno queste cose. Perché lui aveva già ottenuto il risultato, io ero una sgualdrina che si era concessa subito, quindi che motivo c’era di mantenere un rapporto? Questo è quello che mi aspettavo.

Quello che assolutamente non mi sarei mai aspettata, è stato quello che, effettivamente, è successo dopo.

DOLCEZZA. Questa sconosciuta.

L’aver raggiunto l’obiettivo, non gli è bastato per sparire ed evitarmi, per niente.

Ci tiene a scrivermi, a chiamarmi, a darmi il buongiorno, a vezzeggiarmi, tutti gesti ai quali non sono affatto abituata.

Mentre io mi chiedo: «Che succede?» cercando di capirci qualcosa. Possibile che non sia il solito stronzo che sparisce il giorno dopo? Possibile che sia realmente interessato a me?? Possibile che avverta l’esigenza di sentirmi, che non si scordi di me nonostante non ci siamo più visti?? Possibile che gli manchi davvero?? Possibile, sennò non avrebbe senso continuare a mantenere un contatto, no? Boh!

Ma è davvero possibile?

DOLCEZZA. Questa sconosciuta.

Triste verità: siamo diventati talmente cinici e disincantati, da guardare con diffidenza spontanei gesti di dolcezza. Cercando ad ogni costo la fregatura, ponendo resistenza a oltranza e scoraggiando i portatori sani di gentilezza. Per fortuna c’è ancora chi non si arrende e cerca in ogni modo di scavalcare il nostro muro…
Vorrei… Ehm… Potrei quasi abituarmi alla dolcezza… Quasi… Ma non so se lo ammetterò mai…

Forse avevo bisogno di questo, di capire che uomini carini e gentili ne esistono ancora. Perché non dargli una possibilità?

Mentre io mi nascondo dietro il mio bel muro, lui si sporge dall’alto per tirarmi fuori a suon di gesti amorevoli che non contraccambio per intero. Non che lo tratti male, intendiamoci, anzi! Però se lui è a livello dolcezza dieci, io mi assesto sul sei, appena sufficiente. Non ce la faccio, capite? Ho pau… no, che dico? Sono diffidente, sì. Poi quando mi sciolgo rimango sempre fregata, quindi è difficile farlo. Nonostante questo, lui continua…

E, lo ammetto, anche se fingo di non accorgermene, ogni tanto mi chiama “Amore”…

«Io non mi stupisco tanto del fatto che lui ti chiami “Amore”, rimango basita che TU glielo permetta senza ribellarti! Ma non è che glielo dici pure tu??»

«No, va be’! Adesso non esageriamo!»

«Ah ecco, ora ti riconosciamo…»

Ecco, senti che altro commento del cavolo! Come se io fossi una specie di aliena incapace di “Amoare” qualcuno.

Amore. Io ho molto rispetto della parola “Amore”. In realtà ho un assoluto rispetto (timore) dell’Amore in generale.

Per questo credo che il termine “Amore” sia troppo abusato. Ci si chiama “Amore” tra amici, amiche, si dice “Ti Amo” con estrema leggerezza. Non chiamo i miei amici “Amore” e non dico loro che li amo, anche se in realtà amo più loro di qualsiasi uomo. Perché penso che se un giorno riuscirò a chiamare qualcuno “Amore” lo sarà veramente, Il mio “Amore”. E quindi avrà maggior significato visto che ne ho fatto un uso così parco.

Eppure una volta c’è stato un Lui che chiamavo Amore, tempo fa. Così intenso, ma così breve, da non aver avuto neanche il (dis)piacere di presentarlo alle amichette. A dimostrazione della mia devozione, un episodio del quale non vado per niente fiera, ma che prova che anche le migliori possono sbagliare. Ricordo perfettamente il giorno in cui arrivai al bar con un tremendo nuntio vobis:

«Ragazze ho fatto una cosa per la quale potrete prendermi in giro per il resto della vita…»

Loro hanno sgranato gli occhi, incuriosite e ansiose:

«Che hai fattooo??»

«Ehm… ho fatto quella cosa… quella… ehm… quella, dai! Quella cosa del telefono… due… chiamate… gratis… Ehm… Dai, quella lì!»

Continuavano a fissarmi come se non avessero proprio idea di cosa stessi parlando. Stronze. Avevano già capito, ma – niente – dovevamo proprio sentirmelo dire!

«You & Me!! Ho fatto You & Me con LUI! Questa cosa da “coppia” così facciamo pucci pucci gratis per telefono!!  Ooohhh, l’ho detto!!»

Ero totalmente presa da uno, tanto da fare questa cosuccia da fidanzatini adolescenti  e pure alla Tim lo sapevano. Che vergogna.

Ero proprio innam… va be’ quella cosa lì. Cotta e stracotta, ridotta a fare «Attacca tu, no attacco io» per telefono, tanto è gratis.

L’atroce beffa è che ho ancora quel numero come “preferito”. Il motivo? Ti chiedono cinque euro per cambiare la scelta del candidato, capito? Quanto costa un’umiliazione? Cinque euro. E poi non ho aspiranti “You” da inserire, quindi – per il momento – mi tocca tenermelo.  Gli amori passano, le tariffe restano, che mestizia!

Comunque è stata l’ultima volta che mi hanno sentito chiamare “Ammmoooreee” qualcuno.

Un anno e mezzo di aridità sentimentale, passato a dire sistematicamente «No!» a qualsiasi tipo d invito.

«Ti andrebbe un…»

«No!»

«Posso offrirti un… »

«No!»

«Ti va se qualche volta ci…»

«No!»

Un anno e mezzo di rassegnazione: «Ho chiuso coi sentimenti, basta. Tanto va sempre tutto male e io sto bene così… Da sola…»

Finchè un giorno, dopo svariati mesi passati così, una delle voci che abitano la mia testa si era fatta portavoce di tutte le altre per affrontarmi:

«Senti, noi ti dobbiamo dire una cosa… E, dopo che te l’avrò detta, tu negherai e protesterai, però non possiamo più fare finta di niente. Senti… Mi sa che questo ci piace…»

«Ma nooooooo…»

«Tanto sapevamo già la risposta, sei prevedibile e noi ti conosciamo bene, ma tranquilla non lo diciamo a nessuno».

“Questo”, l’ultimo, ve lo ricordate? Lui mi piaceva tanto, ma tanto. Generalmente la quantità di interesse che provo nei confronti di una persona è direttamente proporzionale al numero dei MAVVVAFFA che mi fa pronunciare. Lui… Lo adoravo!! Finché non ho pronunciato quello definitivo e per me il caso si è chiuso.

Lui ha continuato a mandarmi qualche messaggio saltuario. Capito?? Che me ne faccio di qualche messaggino ogni tanto?? Ma non sa chi sono io?? Io sono l’inventrice della “Teoria della Pagotta” checccazzo! Basta briciole, vogliamo la PAGNOTTA!! Continuava a propinarvi bocconcini e io ho detto basta. Sono stata brava, no?

Potrei fare l’elenco di tutte le cose carine, e sono tante, che ha fatto per me. Le ricordo tutte. Però non mi bastavano, voglio sicuramente di più e lui non poteva o non voleva darmelo. Pazienza. Nonostante questo, sento di volergli bene, tanto, non potrebbe essere altrimenti. Ma bene e basta. Sul film romantico che ci vedeva protagonisti, sono definitivamente scesi i titoli di coda. E forse non saprò mai se l’avevo interpretato solo io o anche lui.

Ok, ok, non li posso chiamare tutti “Lui”, questo è “Un-passo-avanti-cento-indietro”AKA “Non-lo-so-manco-io-quello-che-voglio”AKA “Oggi-ti-amo-domani-scusa-chi-sei”  o, per semplicità, “L’Indeciso”.

L’altro lo chiameremo “Il Dolce”, ok? Perfetto! In fondo i soprannomi sono il mio forte.

Hanno ascoltato con attenzione tutto il racconto, ora arrivo il momento in cui mi dicono la loro. Sono pronta.

«Comunque è bellissimo quello che ti è successo, lui è carinissimo, io gli darei una possibilità!»

«Non era previsto… Non è… Non lo so!»

«Scusa, cos’hai da perdere?»

Eccola qua, la domanda più insidiosa e stronza del mondo. La risposta non è “Niente”, la risposta esatta è: ho da perdere quei quattro, cinque grammi di fiducia in me stessa e nel genere umano che mi sono rimasti; ho da perdere, per l’ennesima volta, l’illusione che certe volte le cose non sono complicate, ma funzionano da sole; ho da perdere nuovamente il sorriso ritrovato; ho da perdere quelle tre, quattro file di mattoni che ho tolto dal mio muro al “Dolce”, con il timore che, se va male, stavolta non lo abbasserò davvero più per nessuno. Ecco cos’ho da perdere.

«…Tanto c’è da perdere…»

«Sì, ma per una volta potresti anche guadagnare un briciolo di felicità, non ci hai pensato?»

Cazzo, mi danno sempre queste risposte ad effetto che mi destabilizzano.

Stritolo con i denti la cannuccia e alzo gli occhi.

Agrodolce

Al nostro tavolo del bar, una mia amica fissa il vuoto pensierosa:

«Cos’hai?» le chiedo «Ti ho annoiata, vero?? Lo so che poi vi ammorbo, stilo paranoie, congetture e vi sfinisco!»

«No, non è quello…»

«Allora cos’hai?»

È pensierosa e un po’ imbronciata, mentre si gira con le dita la fedina che campeggia sull’anulare sinistro.

«Pensavo solo che… la tua vita è così eccitante, la mia ormai… abbastanza monotona…»

Sorrido e, senza neanche fermarmi a pensarci, replico:

«Eccitante?! Io mi diverto più a raccontarle a voi queste cose che a viverle. La tua vita non è affatto monotona, tu hai la felicità vera, vuoi mettere?»

Mi guarda e mi sorride. Deve essersi ricordata che è vero, è felice e appagata e il mondo qua fori è tutto fuorché eccitante.

Missione compiuta: ho soddisfatto la loro curiosità e fatto tornare il sorriso ad un’amica. Ora posso anche congedarmi.

«Ragazze io vado via…»

Ho bisogno di schiarirmi le idee e stramene un po’ da sola. Inforco gli occhiali da sole e la strada verso casa, a testa bassa, mirandomi il tacco dodici. Inizia a fare freddino, se fossi una di quelle donnine melense, direi che vorrei essere scaldata da un suo abbraccio, come è già successo:

«Ho tanto freddo…»

«Ti scaldo io…»

Cavolo non riesco a smettere di pensarci, ma…

«Ciao!»

Alzo la testa. No, non è possibile!!

Gli uomini hanno un talento incredibile nel ricomparire nella tua vita quando sanno che non li pensi più. Come ci riescono?? Hanno un radar?? Qualche neurone fa la spia?? Ma come è possibile??

Colui che occupava i miei pensieri in maniera costante, che mi ha fatto passare ore intere a rimuginare sui suoi comportamenti, mi si palesa davanti e io quasi non me ne accorgo. Signori, “L’Indeciso” è qui!

«Ciao…»

«Come stai?»

«Bene…»

Si aspettava un «E tu?» Lo so che se lo aspettava. E a me non va di chiederglielo, ok??

«Si vede… Ti trovo bene…»

«Grazie… Ehm… Scusa, devo proprio andare…»

Abbozzo un sorriso, abbasso la testa e riprendo la mia strada. Niente, non ho più niente da dirti, avrei voluto, avrei sperato, avrei pensato, ma i condizionali non fanno proprio per me…

«Mi manchi…»

Mi volto a guardarlo, ho capito male, ho sognato sicuramente. Lui mi fissa serio. Ho immaginato tutto, non c’è dubbio, ma lui continua a scrutarmi aspettando un mio gesto. L’avrà detto davvero? Come se leggesse il mio pensiero lui risponde:

«Davvero, mi manchi tanto BB…»

Quanto dura un secondo? Ovvio, un secondo. Ma, a volte, può sembrare interminabile e in quel solo secondo una miriade di pensieri mi scorrono nella testa.

Ti rendi conto di quanto tempo ho passato sperando in una frase del genere?? In un qualcosa che mi facesse capire che il tuo interesse verso di me era reale e non solo una creazione della mia testa?? Quanto ho aspettato che ti esponessi di più?? Poi dico “Basta!” e tu mi dici che ti manco?? Poiché ora mi hai persa e non ci sono più?? MA PERCHÉ CAPITA SEMPRE COSÌ???

Lo fisso incapace di replicare, non so neanche cosa dire, alla fine un flebile mugolio balbetta un:

«…grazie…»

Che risposta è “Grazie”?? Va be’, mi è uscita questa, mi volto e me ne vado quasi correndo.

Quando lo racconterò alle mie amiche, non ci crederanno.

Arrivo fino a casa completamente confusa, ma sicura della scelta che ho fatto. Caso chiuso, cuore anche. Non posso tornare ad essere una bambolina in preda delle emozioni, manovrata da lui e i suoi umori. Non posso più permetterlo.

Tante immagini sono comparse nella mia mente, “L’indeciso”, contrapposto al “Dolce”, ricordi, speranze, delusioni, tutto insieme, tutto e troppo. Ho pensato troppo. Ho ignorato perfino lo squillo ripetuto del telefono.

Prendo coraggio e lo guardo. TRE messaggi.Barbie Bastarda (35)

“Il Dolce” dice: «Mi manchi, ti voglio vedere, domani sono da te» Che carino!!

“L’Indeciso” risponde: «Spero di rivederti presto…» Ovviamente non prende mai posizione e si affida al “Caso”!!

E poi LUI: «Ciao, settimana prossima sono a Roma…» …Oh Cazzo!!

Devo vomitare…

 

 

A TE: ho poche certezze nella vita,

ma una di queste sei tu SISTER! Ti lovvo!!

I “Preliminari dei Preliminari” I Parte QUI

I “Preliminari dei Preliminari” II Parte QUI

I “Preliminari dei Preliminari”Saga Completa QUI

PRENDI UN UOMO, TRATTALO MALE!

In questi giorni (per non dire anni…) sto assistendo – da spettatrice, ovviamente – alla verifica empirica della sempiterna teoria del “Trattali Male”: gli uomini? Bisogna trattarli male, bisogna farli soffrire! Ci hanno scritto su pure svariati libri.Barbie Bastarda (6)

Allora…

C’è questa fanciulla che si sta divertendo a massacrare un uomo di mia conoscenza. Le scene pietose che devo vedere, concernono lei che gli dà GRATUITAMENTE delle risposte sgarbate, ma così sgarbate che io, al confronto, sono uno zuccherino e le accompagna con atteggiamenti da checca isterica con mestruo, davvero insopportabili. Giuro fa venire voglia a me di reagire. Invece lui, niente. È sempre lì pronto a scodinzolare come un cagnolino.

Dato che non è proprio la prima volta che vedo tali melodrammi, dato il proliferare e la diffusione della gattamortaggine & affini che risultano sempre vincenti, tutto questo mi fa scaturire una serie di considerazioni che voglio esternarvi, partendo dal caso in esame:

  • Lui è masochista. Ok, allora caso chiuso. Se sono felici così, buon per loro!
  • Lui la vuole avere ad ogni costo (non Lei, altro…). Mi ricordo un vecchio sketch del comico Migone – del quale, purtroppo, non trovo più traccia – in cui rappresentava un uomo infoiato alla prese con le prime uscite con una nuova ragazza. Con la manina protesa in avanti mimando la questua e ripetendo «Dammela, dammela, dammela», sottostava a tutte le richieste della nuova fiamma, con la speranza che assecondandola in tutto – finalmente – lei gliela desse. E come asserisce pure il buon G. G. Giacobbe, a un uomo arrapato si può chiedere di tutto. Ecco. Forse lui è in fase ormone “Attizzamento On”, la femminuccia in questione è perfettamente conscia di questa massima e sfrutta il momento. Alcune donne lo scordano, altre ne sono sempre consapevoli e, con la promessa di darla, riescono a far fare ai maschietti qualsiasi cosa. Ma non è mica detto che poi la diano, anzi… Comunque anche questa teoria presuppone che gli uomini siano dei totali coglioni in balìa del testosterone che è un po’ il pensiero comune, ma molti non accettano tale definizione. In questo caso specifico, però, i fatti confermano senza dubbio il postulato.
  • Lui è un buono. Non è detto che gli uomini siano tutti stronzi, alcuni sono davvero di buon cuore, anche se ci tengono a non farlo sapere in giro. Ma questo spiegherebbe l’incessante abbozzare di lui. Sopporta. Magari non vuole litigare. C’è una cosa che molti non sanno a proposito dei buoni: a un certo punto si rompono il cazzo. Eh sì, ma sul serio. Un fanculo di un buono è per sempre. Perché, avendo tollerato fino allo stremo, se chiude lo fa senza rimpianti. Quindi c’è da aspettarsi che, prima o poi, anche il lui in questione si rompa. Questo è il finale che auspico e quel giorno io sarò lì, a godermi la scena.
  • Lui se l’è meritato. Questo, onestamente, non lo so. In genere un uomo che si comporta male, sparisce come un lampo, quindi tenderei ad escluderlo. In più se incassasse per espiare la sua colpa, visti gli insulti reiterati, e che le avrà fatto per meritarsi tutto questo?? Mangiato il canarino?? Mah, mi sembra strano, ma magari mi sbaglio…
  • Ora veniamo a te, donna acida. Forse sei molto furba e, come sopra, approfitti della mancanza di lucidità maschile data dal fomento ormonale. Forse non gliela darai mai per paura che lui dopo scopra che, oltre quella, non hai null’altro da offrire. Forse neanche una massiccia dose di Vitamina C ti farebbe addolcire. Non lo so, non so davvero quale sia il tuo problema, ma pare che – ahimè – funzioni…

 

Per aggravare ulteriormente il quadro generale, devo aggiungere che, nove volte su dieci, la iena scassamembri è decisamente poco attraente (e sono gentile…) e qui la questione si fa ancora più complessa.

Barbie Bastarda (1)A  tal uopo, mi sovvengono le parole di uno dei miei mentori preferiti, il quale asseriva che: “Le brutte hanno l’acidità preventiva”. Che vuol dire? «Se ci sono una ragazza bella e una brutta e tu ti avvicini loro per approcciare, la brutta sarà sempre quella più sgarbata, perché prevenuta. Penserà che tanto non sei interessato a lei, ma alla bella, e sarà preventivamente acida…»

Quindi se gli uomini amano farsi trattare male, la torturatrice sarà per forza brutta!

Ma allora è vero che gli uomini preferiscono le stronze??

Se tutto questo fosse vero – come sembra – sarebbe finalmente palese il perché, allora, con gli uomini io non abbia mai capito nulla! Mai stata una rompipalle.

Mi ferisce molto quando qualcuno mi dice: «Tu odi gli uomini…» in realtà non è per niente così, anzi!

Uno dei miei motti è “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” e siccome detesto chi rompe, sono la prima a non farlo.

Vuoi uscire da solo? Esci, così esco pure io. Non vuoi che ti stia addosso? Va benissimo, pure io odio i cerotti. Coltivi i tuoi interessi? Perfetto, io ho i miei… e così via.

Ho sbagliato tutto.

Vedo la vita di coppia un’oasi di pace nella quale rifugiarsi a dispetto del mondo infame, un nido d’Amore tranquillo e libero, un punto di incontro di due anime che si scelgono in armonia.

Invece no, gli uomini si aspettano che tu rompa le palle costantemente, perché, se non lo fai, forse pensano che tu non sia abbastanza interessata. Ho sbagliato tutto.

Se non sei cronicamente incazzata, forse credono che ci sia qualcosa che non vada in te.

Ho sbagliato tutto.

Non solo gli uomini credono nell’equazione “più urla, più ci tiene”, ma sono portati a pensare che visto che sono accomodante, sia concesso farmi/dirmi tutto. Pensiero sbagliato.

Avete presente quel che ho detto più sopra a proposito del VAFFA dei buoni tolleranti? Ecco. Precisamente quello.

Ho sempre pensato che un legame dovesse essere sereno, felice, senza stress. Ho sbagliato tutto.

E, visto che questo finora non è stato apprezzato, ho deciso che cambierà tutto.

Quindi sappiate che, al prossimo che mi capita, propinerò tutte le rotture di maroni che ho sempre lesinato.

Ho fatto una piccola lista come promemoria – tanto per cominciare – ma accetto suggerimenti da stronze patentate per migliorarla e arrivare, finalmente, ad una completa mortificazione del maschio alfa.

 

  • Non uscirai con nessuno all’infuori di me;
  • In qualsiasi posto tu debba andare, io ti seguirò;
  • Se mentirai, saranno guai;
  • Se rimani a casa, mi devi mandare la posizione gps in modo che abbia la certezza che non stai mentendo;
  • Scordati calcetto, palestra, squash e lo stadio. Non li vedrai mai più!
  • Su Facebook dobbiamo assolutamente creare un profilo in comune che gestirò solo IO!
  • Per strada, sguardo fisso a terra e guai a guardare un’altra!
  • A parte tua madre, tua sorella ed eventuali figlie, non ti è concesso frequentare alcun esponente del sesso femminile. No, neanche le parenti. Le cugine sono le più pericolose…
  • Io, invece, posso uscire con chi voglio. Se non lo accetti vuol dire che non ti fidi di me e non mi ami abbastanza.
  • Preparati a ricevere sistematicamente rispostacce, perché – in qualche modo – te le meriti;
  • Non mi puoi mai lasciare da sola perché non sono in grado di affrontare il mondo, quindi preparati a tour di Ikea, H&M e Kiko. Non ti dovrai MAI lamentare;
  • Se sono stanca, non usciamo. Se tu sei stanco, usciamo perché io lo voglio!
  • I tuoi amici sono degli idioti, è bene non frequentarli;
  • Se ami me, devi amare e frequentare anche le mie amiche;
  • Scordati dei tuoi, ma ogni sera saremo a cena dai miei;
  • Ah, lo so che sei abituato a vedermi sempre curata, truccata, in perenne tacco dodici, ma ormai ti ho accalappiato, quindi, benvenute felpone antistupro in pile! E non voglio sentire lamentele, perché sennò vuol dire che guardi solo il mio aspetto fisico!!Barbie Bastarda (11)

Aaahhh! – Sospiro commosso – Quanto saremo felici io e te insieme!!

Porello, già mi fa pena… Ma sicuramente a lui piacerà!

 

PS: Gli elementi della lista sono drammaticamente REALI, ovvero ripresi da scene quotidiane che vedo in giro. Solo per il fatto di non essere così, penso che mi sarei dovuta meritare svariate candidature a diventare il Signor BB. Ma ormai è troppo tardi, avete perso il treno, da oggi sarò ancora più Bastarda. Amen.

L’ESERCITO DEGLI SS: SCOPA & SCAPPA!

Siamo nel 2015, c’è stata l’evoluzione sessuale, quella culturale, dello stile, quella lessicale, ma certi uomini non si sono ancora evoluti, praticano ancora il grazioso gioco dello “Scopa & Scappa”, ovvero scomparire con la stessa velocità con la quale sono venuti (sì, il doppio senso è voluto).2 (1)

Le donne si sono emancipate e – a volte – sono loro stesse a proporlo, ma di sicuro possono accettare di sentirsi dire: «Voglio solo una cosa e una volta sola».  Anzi lo sentono pure spesso e, dopotutto, questi uomini sono anche da ammirare per la loro onestà, sul serio! Certo, non è detto che le fanciulle accettino, ma di disponibili ad una amichevole “botta-e-via” ne trovate parecchie, ve lo garantisco!

E allora perché esistono ancora fieri arruolati dell’esercito degli SS??

Perché non manifestare apertamente i propri intenti, piuttosto che prodursi nello squallido numero della sparizione post-coitale? Non sarebbe più pulito e trasparente e senza feriti lasciati sul campo?

No, troppo semplice e poco divertente, perché i membri dell’SS sono un’altra storia.

Sono quelli che ordiscono tutto un bel piano ben preciso per raggiungere il loro unico obiettivo: l’accoppiamento.

Ti dicono quello che vuoi sentire, assumono comportamenti impeccabili, sono pazienti, possono aspettare anche mesi, esattamente come un predatore attende il momento preciso per cacciare senza errori fatali. Sono astuti e implacabili.

Di fronte a tutta questa messinscena molto ben congeniata, qualsiasi donna, anche la più disincantata, anche la più diffidente, anche la più prevenuta, inevitabilmente capitola.

Anziché dirsi: «No, non farlo» dice: «Be’ perché no? In fondo mi ha detto un sacco di cose! Mi sembra pure esagerato. Cioè se sta facendo la parte mi sembra pure troppo! No, non mi sta prendendo in giro. È seriamente interessato. Ma ti pare che ha architettato tutto questo solo per riuscire a portarmi a letto? In fondo sarebbe più corretto chiederlo! Tutti quei discorsi, tutte quelle telefonate, no, sicuramente è sincero… » Perché ogni fanciulla non vede l’ora di trovare qualcuno che la faccia ricominciare a credere alle favole…

Gli SS lo sanno molto bene e sfruttano la nostra ingenuità di bimbe cresciute per raggiungere l’agognato amplesso. Credo di schifare poche cose al mondo più di questa…

Ma vi specchiate? Sul serio??

Potrei riempire pagine e pagine con esempi dati dalle mie esperienze personali e da quelle vissute come spalla di supporto, a dimostrazione che, purtroppo, il fenomeno SS è molto diffuso quanto frequente. Potrei riempire piscine intere con le lacrime versate dalle loro vittime e, se si potessero misurare i livelli di delusione e rabbia, forse sarebbero pari al numero di volte che sono state pronunciate le frasi:

«Come ha potuto farmi questo?» ma, sopra ogni altra cosa: «Come ho fatto ad essere così stupida?»La_verità_è_che_non_gli_piaci_abbastanza

Noi donne non ci arriviamo. Per quanto macchinose, ossessive, paranoiche, non ce la facciamo a congegnare piani del genere. Rimango sconcertata pensando che un uomo riesca a fingere per giorni, sentimenti, progetti, sorrisi, parole.

È la presa in giro quella che proprio non tolleriamo. Ci sentiamo cretine, ci sentiamo ancora più insicure, ci sentiamo usate.

Se una storia finisce, è un discorso e – seppur doloroso – è accettabile, ma se tu sparisci subito dopo aver marcato il territorio, vuol dire che quello era il tuo traguardo e altresì quello era l’epilogo programmato.

Perché la logica imporrebbe che, se hai voluto fare sesso con una persona, ti piacerebbe rifarlo, e rifarlo, e rifarlo…

Invece no, ai membri dell’SS basta un obiettivo raggiunto: una bella “X” e si passa oltre. “Ce l’ho, ce l’ho, mi manca!” Ecco la prossima preda…. E, in questa battaglia, vengono usati TUTTI i mezzi messi a disposizione.

Ho davvero, davvero, davvero, sentito e visto l’impossibile: gente che ti chiama “Amore” dopo trenta secondi, che ti tempesta di messaggi per farti sapere quanto ti pensa, che ti presenta gli amici, che ti aspetta.

Signore mie, di fronte a tutto questo teatrino non c’è scampo, ahimè!

La domanda principe rimane sempre quella: ma possibile che un uomo possa fare tutto ciò solo per una tacca sulla spalliera del letto??

Perché se scappi subito dopo, tutto questo era una squallida messinscena. Perché se davvero hai interesse, se tutto quello che hai detto e fatto era vero, se ci tenevi come dicevi, rimani. Avoja se rimani.

Tutto questo piano solo per un orgasmo che dura quanto? Cinque secondi?

Ma perché?

Forse, inconsciamente, pure voi vi fate talmente schifo da essere consapevoli che –  per conquistare qualcuna – dovete per forza fingere di essere altro. Vi fate schifo? Bravi, avete ragione, perché fate schifo!

Mi dicono che alcuni scappano perché temono di ritrovarsi troppo stretti da queste donne piovra che poi si attaccano come koala in calore. Mi viene da sorridere per due motivi: non pensate che dopo una notte una vada di corsa a scegliere l’abito nuziale, non ci sperate, perché bisogna vedere quanto vogliamo tenervi. A volte una sera e basta è più che sufficiente. Nelle donne pare che si liberi l’ossitocina, l’ormone dell’amore, che fa sì che una donna si senta legata alla persona con la quale ha condiviso il letto. A parte che non è detto per niente, ve lo garantisco, ma, anche se fosse, deve essere davvero terribile per voi sapere che c’è qualcuna che desidera starvi accanto e vivervi. Vi compatisco tanto.

Mirate a un amplesso senza nessun tipo di conseguenze e responsabilità? La soluzione è semplice…

Perché non vi pagate una mignotta? Sul serio, risparmiate tempo e denaro! Perché tra telefonate, messaggi, cene per convincerci che siete bravi ragazzi, ma non vi costa di meno andare direttamente sulla Salaria?

Ah no, giusto. Non ci sarebbe gusto. Volete mettere la soddisfazione di veder cedere una, dopo averla riempita di bugie e falsità, per poi sparire con la stessa velocità della vostra ridicola prestazione?

Avete ragione. Immagino debba essere un’immensa ricompensa per il vostro minuscolo ego. Bravi, ci siete riusciti. E giù a riderne con gli amici.

Questo porta le donne – sempre campionesse olimpiche del famoso gioco “Come posso riuscire a incolparmi anche di questo?” – a pensare «Se è scappato vuol dire che gli ho fatto schifo, non gli è piaciuto, sono terribile…»

phone-callFortunatamente la natura ci aiuta a rispondere, perché è tangibile se l’uomo ha gradito o meno. Inoltre, già se il rapporto è stato possibile, vuol dire che la donna piaceva – perché mi insegnano che sennò, viceversa, il fratellino neanche collabora .

Forse siamo circondate da un manipolo di insicuri che hanno bisogno di distruggere qualcuno per sentirsi forti.

Mi scoccia dare soddisfazione al vostro patetico orgoglio virile, ma questo fate quando vi comportate in questo modo con una donna, la distruggete.

Quando vi ritrovate a ridacchiare di quella povera cretina che ha creduto alle vostre fandonie ricordatevi questo.

Pensate se qualcuno lo facesse a vostra sorella, vostra cugina, vostra FIGLIA. Non vi sentite neanche un po’ delle merde? Sbagliate, perché lo siete. Eccome.

Provo pena per voi. Ovviamente il disprezzo è sottinteso.

Se non vi fa effetto neanche questo, ricordatevi sempre che c’è il Karma che è micidiale e anche noi siamo molto pazienti. Vi aspettiamo su quella riva del fiume, vi garantisco che – prima o poi – passerete…

Nel frattempo ringraziateci comunque perché faremo girare l’economia affidandoci agli amici Cioccolata & Alcol, conditi con lacrime amare…

Uhm… Forse esiste un patto commerciale segreto tra le Associazioni dei maschi stronzi e le multinazionali produttrici di alcol e cioccolata, che sostengono la resistenza dell’Esercito degli SS. Se fossi una complottista, avrei risolto un bel quesito!

Va be’, ridiamoci su che è meglio…

Rimane l’infinita questione: lo chiamo per insultarlo o no?

Apparentemente chiamare per sfogare il proprio rancore, per dire esattamente quel che pensi di lui, per riversargli tutto l’astio e la delusione addosso, potrebbe sembrare l’unica via percorribile e non sapete quante volte lo abbia fatto io stessa.

Ora non la penso più così. Sono convinta che i membri dell’SS sappiano esattamente di essersi comportanti in maniera inqualificabile. Sono stronzi, non stupidi, né sbadati.

Far sapere loro pure QUANTO sono riusciti a fare grande il danno, mi sembra un po’ troppo. E comunque lo immaginano, purtroppo. Perciò consiglierei di smettere di pensare a loro, con la stessa rapidità che ci hanno messo a fuggire. Non meritano di più.

E soprattutto smettetela di incolparvi, di pensare di essere sbagliate, cretine a cadere per l’ennesima volta in trappole del genere. Vi dirò di più, avete fatto bene! Perché ogni tanto credere ancora in qualcosa non fa male, anzi!

A quei tre, quattro uomini decenti che sono rimasti:

perdonateci se siamo diventate troppo prevenute, se ce l’abbiamo con voi a prescindere, se vi scoraggiamo e allontaniamo, ringraziate i vostri colleghi per questo e magari anche voi stessi se mai avete praticato l’abile piano.

E voi Sorelline, tranquille che passa. Passa tutto. Il sorriso tornerà e la delusione svanirà. A noi alla fine va pure bene. A loro decisamente meno, perché invece se sei una merda, no quello non cambierà mai.

«Gli uomini che nascono sono figli delle donne,

ma non sono come noi…»

Mia Martini

A TE, meravigliosa donna miope,

sempre dalla stessa parte mi troverai…

…A parole l’ho insultato, adesso gli posso menare???

I PRELIMINARI DEI PRELIMINARI: FASE AVANZATA

Apro gli occhi…

Che giorno è??

È IL GIORNOOO!!!

Sorrido.

Sono felice.

Guardo l’orologio.

Giorgia alla radio canta:

«…Solo uno fra tanti ti guarderà come sei e viaggerà quando ridi nei pensieri che vivi, negli sbagli che fai. Solo uno fra tanti importerà come sei…»

Sorrido. Sono felice. Guardo l’orologio.

Dodici ore e ci vedremo. Lui ed io, finalmente. A cena lui ed io. Sono felice e non ho nemmeno vomitato.

Quando arrivano le venti??

Ok, ora vi racconto…

Dunque, vi ricordate quando vi ho parlato dei “Preliminari dei Preliminari”?? Ecco, siamo andati oltre… No, che avete capito?? Un pochino oltre, Preliminari dei Preliminari fase avanzata, insomma! Io & Lui Primo Appuntamento!!primo_appuntamento (1)

Quando arrivano le venti??

Canticchiando vado a fare la predoccia. La doccia seria la farò stasera, ma intanto mi lavo con cura e mi depilo completamente. Non che abbia premeditazione di concedermi, ma essere del tutto priva degli schifosissimi peli superflui, mi fa sentire notevolmente più figa!

Che mi metto?

Sono giorni che ci penso, da quando lo so. Da quando è stata fissata la data.

«…Ti va di cenare con me?» Semplice, no? Un milione di paranoie, di pensieri, di seghe mentali e poi lui pronuncia sei parole e si aprono le porte del paradiso! «Mi farebbe molto piacere…»

Comunque alla fine ho optato per un fantastico vestitino e rigoroso tacco dodici comodo. Ho pure una discreta scollatura. Sì, mi deve apprezzare per il cervello e bla, bla, bla, ma è opportuno anche mettere in mostra la mercanzia. Stiamo in ogni caso parlando di un uomo, non dimentichiamocelo. E facciamolo godere! Solo con gli occhi, per ora…

La giornata è trascorsa non so come. Sono andata in giro con una paresi facciale stile jolly sghignazzante e  non sono riuscita a pensare ad altro: Lui ed io, “Noi” a cena, un misto di eccitazione e terrore.  Non è vero, la paura c’è, ma è troppo più grande la gioia, questa è la verità.

Non vedo l’ora di vederlo e non vedo l’ora che arrivi domani per fare tutto il resoconto alle mie amiche, sedute al nostro solito tavolino del bar.

Mi sono lavata, truccata e vestita con cura, specchiata non so più quante volte e – alla fine – mi sto criticando pure poco, sono accettabile!

Esco finalmente di casa per dirigermi verso di LUI e la nostra serata.

«Ti passo a prendere?»

Lo apprezzo davvero tanto che si sia proposto, però non ce la faccio. Mi viene una specie di ansia se devo farmi venire a prendere a casa, non so spiegare nemmeno i motivi. È un problema, lo so, ma ci sto lavorando.

Un’ultima occhiata allo specchietto, un’ulteriore spruzzatina di profumo che ho sempre in borsa e percorro gli ultimi metri che mi separano dal luogo dell’incontro.  Ed eccolo lì, puntualissimo, ad aspettarmi. Sorrido e il mio cuore danza un rock’n roll acrobatico.

Una maschera di tranquillità all’esterno, un uragano di emozioni dentro di me…

«Ciao!»

«Ciao…»

Doppio bacino sulle guance e saliamo in macchina, è stata lavata. Per me!! L’ha lavata PER MEEE!! Trattengo una risatina nervosa di soddisfazione.

«Dove andiamo?»

Ma non l’hai letto il mio articolo più famoso?? Ma che mi frega dove mi portiii!! Andiamo dallo “Zozzone”, prendiamo la pizza al taglio, io sto con te! Che mi frega “dove”!!

«È uguale, dove ti pare…»

«Sapevo che l’avresti detto, ho prenotato in un posto carinissimo. Lo adorerai…»

Un uomo come si deve un piano ce l’ha sempre e mi piace colui che programma la serata, che sa, che agisce. Lui è così. Quindi mi ha fatto una domanda trabocchetto?? Hai capito che parac…

«Il tuo profumo è buonissimo»

Parac… delizioso!

«…Grazie…»

Dovevo metterne di più, lo sapevo! Gli piace!! È fantastico!! L’odore è fondamentale, siamo animali, dopotutto.

Che dico?? Che dico?? Che dicooo?? I silenzi imbarazzanti li odio, che dico?? Sicuro me ne esco con qualche stupidaggine, meglio che sto zitta. Sì però è fastidioso:

«Hai sentito che caldo oggi?»

Tu sei l’idiota, più idiota, più completa che abbia mai conosciuto!! Il tempo!! Parli del tempo?? Ma io dico??

Ma che potevo dire?? Mo ci mettiamo a fare alta filosofia!

«E dimmi, che ne pensi del mito platonico della caverna?»

Certo, ci manca Platone! Così mi dice «Restiamo amici» ed eccoti servito l’amore platonico! Sono un disastro, sono un disastro totale! Dopo stasera non vorrà vedermi mai più, è sicuro.

Per fortuna siamo arrivati.

Scendiamo dalla macchina, ci avviamo vicini verso l’ingresso del ristorante e, di botto, lui si ferma e io mi blocco. Che è successo?? Mi guarda da capo a piedi e, dalla bocca padrona del più bel sorriso del mondo, esce un: «Stai benissimo… Sei stupenda»

Devo decidermi a frequentare pure un corso di “Accettazione dei complimenti”, perché la mia reazione è stata:

«Stupenda?? Ma hai visto che culone che ho?? E il brufolo puntuale delle occasioni speciali?? E i capelli?? No dico, è proprio vero che quando ti devono venire meglio è sicuramente il momento in cui ti vengono peggio!! E vogliamo parlare dell’eye- liner e di quello stronzo di un mascara che proprio stasera ha deciso che voleva fare i grumi?? Guarda, lascia proprio stare!

Per fortuna la mia temporanea incapacità di articolare frasi di senso compiuto si è dimostrata utile. Con un filo di voce balbetto un:

«G…G…Grazie… » (Fammi tua, qui, nel parcheggio!)

Te lo possono dire cento volte al giorno senza sortire particolari effetti, ma quando te lo dice quello che ha aperto un varco nel tuo cuore come un grissino nel tonno, cazzo che botta! Per lui sono STUPENDA. Esagera, o non mi avrà visto bene…

Il posto è carino e accogliente, ma davvero non aveva importanza. Sul tavolo un bigliettino col suo nome e un “2”. Ha chiamato, ha prenotato, pensando a me. Poi dicono che è difficile far felice una donna, solo a pensare questo  potrei urlare di gioia. Va be’ ma io sono scema, è vero.

Guardo il menù e trasalisco: no, non è possibile!cena-romantica-1748x984

«Ma… ma… ma… è un… un… [cacchio, parla!!] È un ristorante vegetariano!»

Mi guarda tra il divertito e il compiaciuto.

«Ti sei ricordato che sono vegetariana?» Neanche pensavo di avergliene parlato, sarà uscito involontariamente in qualche discorso e lui l’ha memorizzato.

«Certo che mi ricordo, me l’hai detto…»

Voglio davvero urlare di gioia, perché questi sono i gesti che mi fanno impazzire, quando qualcuno si ricorda quello che gli dico e fa caso ai dettagli.

Ha una cartella nella sua testa chiamata “BB” e dentro ci archivia tutto ciò che mi riguarda, quello che mi piace, quello che detesto, quel che gli dico. Ce le abbiamo tutti, ma pensandolo mi sento importante. Io abito nella SUA testa. Fico, troppo fico!!

La cartella nella mia mente che riguarda lui, straripa. Poi io sono patologica, perché mi ricordo TUTTO. Quello che mi dice lui, certe volte me lo scrivo. Sì sono pazza, ma occhio a puntare il dito, siamo tutte così, sappiatelo.

Mi piace ascoltarlo, non ci posso fare niente. È la cosa principale in un uomo. No va be’, non diciamo cazzate, per prima cosa mi deve attizzare, però se quando apre bocca non mi stimola, poi mi si affloscia tutto, ecco. E invece lui mi piace da matti. Lo ascolterei per ore. È simpatico, interessante, brillante. Trovo fantastico quando sceglie una parola piuttosto che un´altra, perché penso che sono le “sue parole”. Adoro quando mi racconta qualcosa del suo passato, perché comunque mi rendo conto che c´era anche senza di me, anche prima che lo conoscessi io. Era qualcuno che non conosco ma che sto imparando a comprendere. A volte mi diverto a cercare di prevedere le sue risposte o le sue azioni, per appurare quando mi sbaglio e quando invece ho già capito come è fatto. Lo trovo entusiasmante.

Sì, sono pazza. (di lui…)

Sorrido.

Macché sorrido? Sono un’ebete. Non ho smesso di sorridere da quando l’ho visto, sono raggiante. Ecco c’avrò la faccia da scema!! Ma lui se ne sarà accorto?? Contegno, contegno, devo darmi un contegno. Calma, calma, calma!!

Sono come i bambini, quando vedo qualcosa che mi piace tanto non riesco a smettere di guardarla e di sorridere. Se sto bene, sorrido. Sembro stupida, ma in realtà lo sono. Completamente rincretinita da lui, dalla sua presenza. Potrei chiedere di più? No, non credo.

Oddio mi ha preso la mano! Muoio. Felice ma muoio. Adoro, adoro, adoro quando mi prendono la mano. Perché l’ha tolta?? Avrò fatto una smorfia e penserà che non mi piace, ma perché lo pensa?? Che faccio, glielo dico? No, ma ti pare?? Non glielo posso dire!! «Puoi rimetterla la mano, mi piace da matti. Prendimela, anzi te la posso regalare, in fondo con la sinistra non ci faccio granché!» No, ma che gli dico?? Non posso dire niente! Gliela prendo io?? No, mi vergogno troppo…

«Mi piacciono da morire le tue fossette…»

«…G…G…G…Gra…zie»

Oggi è un gran giorno perché ho imparato a dire «Grazie» e sembra che sia l’unica parola sensata che riesca a pronunciare. Scema, scema, scema!

«Signori, gradite del vino?»

Sì! Sì! Sì! Tanto, tantissimo!!!

Ti prego, ti prego, fa che non pronunci quelle tre parole che detesto, ti prego!

«Certo che lo gradiamo, vero?» e si rivolge a me. Che domanda retorica!

«Sì, il vino va benissimo»

Grazie, grazie, grazie! Per due motivi… Se avesse detto «Io sono astemio» sarei stata costretta a rispondere «Io e te non abbiamo niente da dirci» ad alzarmi e andarmene. E sarebbe stato un peccato, perché mi piace. Ammazza quanto mi piace… Poi non voglio ubriacarmi, ma un pochino di alcol mi aiuterà a stemperare la mia tensione e a non essere solo la cretina inebetita che riesce solo a dire «Grazie» e a parlare del tempo. Forse. Perché se continua a guardarmi e sorridermi perdo l’uso della parola per sempre, è sicuro. 

Forse ha aiutato il vino, o forse dopo un po’ la mia ansia tende a scemare, o forse è merito suo che riesce sempre a mettermi a mio agio, ma mi sto finalmente godendo la serata. Tanto, troppo.

Siamo riusciti anche a mangiare! Non sono una di quelle che, quando esce con uno, ordina un’insalata. Se si va a mangiare, si deve mangiare! Per fortuna lui la pensa allo stesso modo. E, se è vero che un sano appetito a tavola fa presagire un sano appetito anche altrove, allora noi stiamo messi bene. Parecchio bene.

Senza che ce ne accorgiamo, siamo rimasti gli unici clienti del locale. Com’è quell’ovvietà? Il tempo vola, quando stai bene…  Prima di andare bisogna superare uno dei momenti cruciali delle uscite.

primo-appuntamento-595x400Gli uomini non si rendono conto di quanto sia imbarazzante per una donna il momento del conto. Non per tutte, ovviamente, certe lo fanno quasi di professione, perché il galateo impone che sia lui a pagare, però – porelli – certe volte mi dispiace pure. Ma una non sa mai se deve fare la vaga o chiedere di smezzarlo, perché certi uomini si risentono di brutto solo a sentirtelo dire. Invece, se lui accetta di dividere, in fondo sei tu che ci rimani male, diciamocelo! Ci cade l’illusione del cavaliere generoso, quindi è un momento terribile.

Una volta una mia amica mi ha detto:

«Un galantuomo si alza, con la scusa di andare in bagno e – senza che tu te ne accorga – paga il conto e torna al tavolo. Perché è così che si fa»

Io le avevo raccontato della mia terribile esperienza della sera precedente, quando ero uscita a cena con uno, incautamente, perché lo conoscevo poco e un’intera cena è difficile da gestire se ti trovi male. Non solo avevo passato una pessima serata, ma il peggio lo toccai quando lui si mise a fare il Revisore del conto.

All’inizio pensavo volesse scherzare, giuro, invece no. Con una mano teneva la ricevuta, con l’indice dell’altra passava in rassegna ciascuna battuta chiedendomi se effettivamente corrispondesse alle ordinazioni e se ogni piatto costasse davvero otto euro anziché sette e cinquanta come ricordava e così via.

Io, a fatica, ho tenuto botta fino ai contorni, poi – quando ha chiamato il cameriere per chiedere spiegazioni sulla presenza dei due euro per il pane – ho tirato fuori la mia carta di credito e, senza proferire parola l’ho porta al cameriere, sconcertato quanto me, per togliere entrambi dall’imbarazzo.

Il galantuomo ha bofonchiato qualcosa, ma avevo già smesso di ascoltarlo. Non avrei voluto dirgli nemmeno nulla, però mi aveva infastidito troppo. Occorreva specificare che il mio non era un atto di spocchia, ma un’evidente azione di risposta:

«Tanto per chiarire: non è che avevo bisogno di te per mangiare, stasera. Se volevi fare il galante, non mi pare così carino mettersi a spulciare e commentare il conto per farmelo pesare. Comunque tranquillo ti faccio risparmiare sui soldi della benzina che avresti speso per riaccompagnarmi, perché mi pago pure il taxi».

Perché è così che si fa. Coi cafoni.

Lui ha fatto tutto come si doveva e io ho fatto finta di non accorgermene. Seduta da sola, attendendo il suo ritorno, inizia a salirmi l’ansia del “dopocena”: e ora? Che succederà?? Ci baceremo? Ci avvinghieremo? Sono ancora capace a baciare con amore? Una volta ero brava… e se poi? Sembra incredibile ma era l’unica cosa alla quale non avevo pensato.

Ecco la stranezza: io che amo definirmi una ninfomane, un’adolescente con gli ormoni impazziti, un uomo che pensa solo a quello, quando mi piace davvero uno, “a quello” non ci penso mai. Vi pare normale?

Sapete la scena che principalmente mi balena in testa qual è? Lui ed io sdraiati sul divano a guardare la tv… Io completamente sopra di lui con la testa e una mano poggiate sul suo petto. Si può essere più patetiche? No, non credo…

Però, in effetti, se mi concentro, riesco a pensare anche… ehm… altro… Taaanto altro… Fa caldo, caldissimo… cambiamo pensieri che è meglio!!

Eccolo di nuovo.

Mi sembra sia andata bene. Abbiamo riso moltissimo, ma anche affrontato argomenti tosti. Alla fine la mia lingua ha fatto il suo dovere. Non pensate male!! Poi sono io la ninfomane…

Forse ho parlato troppo, forse troppo poco, non lo so. Domani mi rimprovererò per almeno un milione di motivi e sentirò l’esigenza di scusarmi per la mia ridicolaggine, è sicuro. Domani, ci penso domani.

Mi prende di nuovo la mano, stavolta svengo per forza.

«Ti va se facciamo qualcosa domenica? Abbiamo tutto il giorno, sarebbe bello passarlo insieme…»

Ok, devo smaltire tutte queste informazioni.

È andata bene, altrimenti non mi avrebbe chiesto di rivederci. Noi-domenica-NOI-insieme. Odio la domenica, perché uno la domenica pensa troppo semplicemente perché ha più tempo per pensare. Non si è presi dagli stress quotidiani, tranne il cervello che fa il superlavoro. Se non soffrissi di insonnia cronica, le dormirei tutte le domeniche.

«…magari andiamo al mare»

Ti prego, sposami!

Io ci starei sempre al mare! A volte ci vado da sola, anche d’inverno, rimango lì a fissarlo, ad ascoltarlo e mi fa stare bene.

«…Sarebbe bellissimo…»

LUI-Io-NOI-Mare-Domenica… Potrebbero iniziare a piacermi le Domeniche…

Mi guarda, mi sorride e…….

«Ehyyy… Yuuuuuuhhh… Ci seiii??? Terra chiama BB!!»

Che c’è??

Ma…hqdefault

Nooo…

Ah ecco.

Ero partita.

Nooo…

Perfetto.

Torno in me.

Non sono a un tavolo del ristorante, ma al solito tavolino del bar, i soliti quattro occhi davanti a me, il solito Campari diluito col ghiaccio. Perfetto. Ho iniziato ad avere anche le allucinazioni.

«A che pensavi tutta presa?? Anzi, a CHI??»

Le amiche sanno sempre quello che ti passa per la testa, anche quando ti incanti.

Prima reazione: faccio finta di non aver capito e parlo di altro.

«Insomma, che facciamo stasera?»

«Che fai, cambi discorso come al solito??»

È terribile avere gente che ti conosce così bene, checccazzo.

«Tanto lo sappiamo a CHI pensavi!»

«No, adesso dice che non le interessa più»

«Quello è pazzo di lei, lo sanno tutti, ma lei è la solita capocciona!!»

«Va be’ però pure luiii!!! Daiii!! Non è chiarooo!!

No, ma fate, fate! Parlate pure come se io non ci fossi, eh? E poi la mancanza di chiarezza, per me, è già palese chiarezza. Pensate sia una frase contorta? Rifletteteci e vi accorgerete di no…

Loro discutono sulla di lui ambiguità e sulla mia capoccionaggine, mentre io controllo i disegnini che ho fatto – senza accorgermene – sul tavolo, col mio calice. Mi ritrovo spesso a giocherellare con bicchieri e cannucce, Freud si fregherebbe le mani.

Cosa è successo? Quello che succede spesso, un sentimento o cresce o svanisce, il mio l’ho fatto morire. Se non lo si alimenta, è inevitabile che finisca. Mi sono resa conto che questa persona riusciva a cambiarmi l’umore e iniziava a sconvolgere il mio labile equilibrio. Ero governata dalle emozioni. Terribile. Quindi non sapevo più come comportarmi, se assecondarle o tornare in me e mi era venuta meno la naturalezza, perché in questi casi mutiamo i nostri atteggiamenti, è inevitabile. Siamo combattuti tra il cuore e la ragione. Siamo sciocchi? Tantissimo.

Mi sentivo una bambolina in balìa del batticuore, non più padrona delle mie azioni, priva di quella già poca scioltezza che possiedo e non riuscivo a gestirmi. Non tolleravo di essere destabilizzata da un’incertezza, da un sentimento che, forse, provavo solo io. Se qualcuno entra nella mia vita non voglio porgli delle barriere, ma devo essere certa che lo desideri davvero e lui questa sicurezza non me l’ha data.

Allora ho fatto quello che mi riesce meglio: ho fatto un passo indietro. Se questo fosse oggetto di guinness dei primati, lo vincerei  sicuramente. «Signori un bell’applauso a BB che anche stavolta si è tirata indietro e abbiamo raggiunto quota un milione di volteee!!!» Yeeeaaahhh!!! Bravaaa!!!

Ho ritirato le carinerie che riservo solo a poche, pochissime persone, le ho incartate insieme ai miei pensieri su di lui e li ho messi sotto a chiave. Caso chiuso. Cuore anche. E da “Solo uno fra tanti” è diventato “Come tutti gli altri”. Esattamente quel che sono io per lui.

Probabilmente non se ne è nemmeno accorto! Questo è quello che mi ferisce di più. La mia presenza dopotutto non era fondamentale. E allora sono felice di averlo fatto, evidentemente era la cosa giusta. Pensavo di partecipare a uno scambio di complicità, invece ho capito che stavo giocando da sola. Non ha fatto nulla per tenermi, è questa la verità.

Se fossi una femminuccia come tutte le altre, dovrei piangerne. Prossimamente sui vostri schermi “La ragazza che giocava da sola”: una sfigata che passa dall’essere totalmente disincantata al vivere d’illusioni create da lei, non perdetevelo! Come faccio a singhiozzare se penso a una cosa del genere?? Rido, rido di cuore. Uhm… devo lavorare sulla colonna sonora…

Ovviamente se non mi vedono piangere pensano che non me ne freghi poi tanto. Già, è normale.

Incredibile, loro ancora parlano:

«Sì, ma se lei fosse meno de coccio…»

«Sì, ma se lui invece l’avesse presa…»

Se… Se… Se… I discorsi ipotetici non mi sono mai piaciuti, lo sanno tutti.

Infine, si rivolgono di nuovo a me:

«Insomma tu che pensi??»

So che sto per pronunciare quella frase che io stessa temevo di enunciare perché perfettamente conscia di cosa significhi. Quella frase che sottintende una serie di ragionamenti e tante, tantissime cose che non si possono più dire a voce alta, né a qualcuno, né tantomeno a me stessa.  Caso chiuso. Cuore anche.

Senza nemmeno alzare lo sguardo sentenzio un:

«Non ne voglio più parlare. E intendo Mai Più…»

«…Ehm… quindi che facciamo stasera?»

Visto? Ora sono loro a cambiare la rotta dei discorsi.

È stupendo avere gente che ti conosce così bene.

Sono consapevoli che, quando emetto quelle parole, faccio sul serio. Non si gioca più, per me è un “Basta” tatuato. E di Tizo-Caio non ne sentiranno  più parlare.

«Brava, brava, sei proprio brava. Non vedevi l’ora di trovare una scusa per non pensarci più. Ritirataaaaaaa!! Brava, ti faccio un applauso!»

Ecco, ci mancava solo il rimprovero da parte della Vocina nella testa!

Senti che accuse ridicole poi, diciamocelo. Vigliacca io?? Puà… non sa proprio che inventarsi.

Poi mi sono davvero rotta di addossarmi sempre tutte le colpe! Che palle! E lui allora?? Basta. Caso chiuso. Cuore anche.

Inevitabilmente penso a quando mi avevano detto:

«Sai, è per questo che ci si prova ancora… »

«Per cosa?»

«Per l’espressione che hai fatto quando hai sentito il suono del telefono, per il sorriso che fai se vedi che è lui e per la gioia nei tuoi occhi quando vi vedete… E non ti vedevamo così da tanto… per questo ne vale ancora la pena…»

«… non ti vedevamo così da tanto… »sex-and-the-city_470x305

Già, neanche io mi vedevo così da tanto. Peccato…

Eravamo così carini a quel tavolo del ristorante, eravamo così carini in generale… 

Squilla il telefono.

Ho paura…

Stavolta non vi lascio con la suspense: è LUI…

Sorrido.

(ma tanto non me ne frega più niente…)

«We know that we fear to win

And so we end before we begin.

If you go your way and I go mine?

Are we so helpless against the tide?»

U2

A TE, senza che tu lo sappia mai… 😉

PS: Questi articoli stanno diventando una sorta di libro a puntate, non programmato, né previsto. E non so bene neanche dove mi condurrà, ma spero che vogliate scoprirlo insieme a me…xx 😉

La prima parte la trovate QUI

I “Preliminari dei Preliminari”Saga Completa QUI

LA “TEORIA DELLA PAGNOTTA”

Qualche mese fa, fomentata da eventi e qualche lettura tosta – e distaccandomi dalle influenze dannose degli “occhietti a cuoricino” – mi sono ritrovata a partorire una delle perle filosofiche più complete e strabilianti della mia vita.

Ringrazio di averla pronunciata – e quindi incisa – tramite messaggio vocale non solo perché me la risento quando mi sento giù, ma pure perché esistono prove di maternità e genialità estemporanea della stessa.

Pochi giorni fa mi sono ritrovata a ripeterla a una me stessa, nuovamente, disorientata e ad un’amica semidistrutta da un gentiluomo.

Oggi voglio elargirla al mondo intero…

Signore e Signori, con emozione, orgoglio  e commozione, vi presento “La teoria della Pagnotta”!

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Ho provato a dirvelo (dirmelo) con dolcezza, quando ho parlato della “Miopia Femminile” (leggi QUIvi ho detto praticamente le stesse cose, ma tenendovi la mano e accarezzandovi i capelli. Non è servito.

Mi vedo costretta ad usare un pizzico di cafonaggine e brutalità in più che mi sono tanto congeniali. Ma almeno si spera che stavolta capiate!! (capisco…)

Tutte noi abbiamo letto “La verità è che non gli piaci abbastanza” e iniziato a vedere gli uomini con occhi diversi, per almeno una decina di minuti. Poi niente, poi ci scordiamo, poi capita sempre quello che ti piace particolarmente e dimentichi tutti i buoni propositi. La base quindi l’abbiamo, ma bisogna rafforzare i concetti. Vi garantisco che, apprendendo e applicando questa teoria, la vostra vita sarà più semplice. È molto facile e si basa sul motto:

Basta briciole, VOGLIAMO LA PAGNOTTA!!

Notare che parlo di pagnotta, non di sfilatino. Sì, lo so, i doppi sensi sono il mio forte, ma – in questo caso – non solo è fuori luogo, ma invaliderebbe la bella differenza che, invece, voglio sottolineare.

Parliamoci chiaro: di sfilatini ne troviamo quanti vogliamo, ma è ben altro quello che cerchiamo: la Pagnotta, appunto.

La pagnotta grossa, piena, corposa e completa. Ecco, vogliamo l’intero pacchetto: imponenza, scorza, morbidezza e sostanza.

E ora vi spiego che intendo…

Siamo donne e solo noi, e i nostri provati neuroni, sappiamo di quante elucubrazioni mentali riusciamo a creare per analizzare i comportamenti maschili. Un lavoro che, non solo è sfibrante e ci distoglie dalla nostra vita, ma che NESSUNO dovrebbe mai fare. Gli uomini spesso sono bravi a non farci capire bene quello che sentono, noi – purtroppo – siamo altrettanto eccellenti nella nobile arte di comprendere solo quel che vorremmo. Ora basta. O, se continuate, poi almeno non lamentatevi. Se volete accogliere le briciole, fatti vostri, ma non sperate mai che un mucchio di molliche faccia una bella Pagnotta.

Impariamo a distinguere un Briciolaio da un Portatore sano di Pagnotta, per evitare di passare giorni, sere e notti a scervellarvi, bisogna capire in fretta CHI avete davanti  e smetterla di fargli incarnare per forza il ruolo del buono nella vostra favola, solamente perché ci volete credere. Tante volte lo vorrei anch’io, ma non tutti sono buoni o magari non hanno il nostro stesso tipo di interesse. A volte, semplicemente, tra noi e queste persone, c’è una disparità di intenti e di sentimenti, ma occorre rendersene conto.

Se vi si presentasse uno dicendovi:

«Sai non è che mi interessi poi tanto, però qualche volta mi piace stuzzicarti, o mandarti un messaggio, spesso perché non ho niente da fare, poi lo vedi pure tu che mi scordo di te. Comunque una botta te la darei pure, ma non è che ti penso, ecco, non sei sicuramente in cima alla lista dei miei desideri… »

Che cosa fareste? Suppongo che rispondereste: «No, grazie». Io lo direi sicuramente. (a meno che non sia esattamente quello che cercate…)

Il problema invece è che troppo spesso rispondiamo «Sì, ancora» a palesi azioni che sottintendono esattamente questa frase tremenda!

Un lunedì sera raccontavo a un mio amico che stavo – finalmente –  per uscire col fantastico ragazzo che – in quel periodo – mi faceva battere il cuore.  Subito lui mi disse:

«BB posso darti un consiglio? Non accettare mai di uscire con uno che ti invita di lunedì…»

«Perché?»

«Perché è… brutto… »

Ovviamente lo ignorai e mi piccai pure abbastanza per l’ennesimo consiglio non richiesto.

Mi ci volle un bel po’ per capire esattamente quello che intendesse…

Il week-end inizia il venerdì sera e termina la domenica sera. Siamo tutti più liberi e rilassati in quei giorni. Tre giorni.

Il mio cavaliere dell’epoca se l’era spassata per fatti propri in quei tre giorni e aveva riservato a me il lunedì.

Io, talmente felice di incontrarlo, non avevo voluto vedere l’evidenza di quel che mi stava offrendo: un bel piatto di briciole riscaldate.

Avrei dovuto lasciar tacere gli occhietti a cuoricino e dare retta all’amico che, solo attraverso quell’ informazione, aveva ben inquadrato il soggetto che – infatti – si rivelò solo un piccolo briciolaio abbastanza comune, quanto squallido. Ovviamente parlo in generale. L’invito di lunedì da uno che ha solo quella sera libera e decide di passarla con me, lo accetterei di corsa… E questa è un evidente esempio di differenza tra Pagnottaro e Briciolaio.Pagnotta (1)

È che siamo sempre pronte a sfornare un bel po’ di “però”

Però mi ha invitata…

Però mi piace tanto…

Però ci esco, poi vedo…

Ti ha invitata e allora? Dici che bisognerebbe pure ringraziarlo per questo immane sforzo??

Ti piace?? E tu dovresti piacerti molto di più e non accettare mai NULLA che sia al di sotto di quello che desideri!!

La verità che cerchiamo di non vedere, di giustificare, è che, di fronte a certi comportamenti, non occorre sapere nient’altro…! Inutile cercare di capire, interpretare, spiegare, certe azioni urlano più di qualsiasi parola.

Altro esempio: Lui è carino, gentile, affettuoso, ma a tempo determinato. Perché a un certo punto – senza motivo – scompare, per svariato tempo, per poi ricomparire – come se nulla fosse – con messaggio o chiamata carinissimi.

Cosa traduce la donna: «Sì, va be’, è sparito un mese eh… Però poi mi ha mandato quel bel messaggio… Che dolce!»

Lo sai cos’è quel bel messaggio?? Una dannata briciola! Infiocchettata, ma sempre briciola!

Sparisce senza un motivo? Non occorre sapere nient’altro.

Il messaggio della ritrovata via di casa? Briciola!

Chiaro?

Altra pratica nella quale noi donne siamo campionesse mondiali è quella di addossarsi colpe che non abbiamo. Infatti, di fronte ad una sparizione, generalmente iniziamo ad elencare tutti i nostri comportamenti sbagliati, anche inesistenti, che hanno portato all’allontanamento dell’ometto. E giù di: «Sono sbagliata io, ho fatto/detto qualcosa, cos’ho che non va?» Probabilmente nulla, forse hai solo scambiato uno Spacciatore di Molliche per un Panettiere.

Sparisce senza un motivo? Non occorre sapere nient’altro.

Ed è perfettamente inutile continuare a cercarlo, sperando in una redenzione sulla via verso casa.

Anche io ero così e un tempo mi sarei fatta viva io, a oltranza, perché quando ci tieni è così che si fa. Ma evidentemente se rimane un contatto  univoco, l’affetto non è ugualmente distribuito.  Quindi ora mi adeguo.

Se una persona si dimentica di me, non mi occorre sapere nient’altro.

Se una persona non avverte la necessità di vedermi o sentirmi, non mi occorre sapere nient’altro.

Magari ho frainteso, magari mi sono sbagliata, magari non sempre qualcuno tiene a te come tu tieni a lui. E parlo di qualsiasi tipo di rapporto, amore, amicizia, a volte ci rendiamo conto che avevamo investito, e ci eravamo affidati, tanto su persone che non avevano fatto lo stesso con noi. Fa male, ma bisogna in primis capirlo e poi accettarlo. Perché chi ti vuole davvero bene, non si scorda mai di te… È così semplice quanto doloroso…

Ma meglio un dolore rapido ed efficace che consumarsi in un’agonia alimentata da croccantini per cani che – ogni tanto – qualcuno si ricorda di darti. No tesoro, meriti ben altro.

Ci sono rapporti che vanno bene così, ci sono persone che sentiamo una volta al mese, entrambi ne siamo consapevoli e non chiediamo di più. I problemi nascono quando c’è una discrepanza tra quel che vorremmo e quel che ci viene dato e, soprattutto, quando cerchiamo di farcelo bastare.

Quando lo usiamo per alimentare speranze:

È finita, eppure continua a scrivere, ad essere presente, ad interessarsi della sua vita. Nella mente della donna un uragano che a confronto Katrina era una leggera brezza estiva.

«Però mi scrive, però mi cerca, però mi ha detto così, fatto così… »

Però, però, però… Però, niente. State insieme? No. Allora tutti quei però sono fantastiche briciole. Punto.

E cosa vogliamo noi? La Pagnotta! Brave.

images (1)O, ancora, cercando di dare immane importanza a cose fin troppo banali. Scelgo per esempio una frase che ormai sento davvero troppo spesso:

«Però mi mette sempre i “Mi piace” su Facebook…  Quindi mi “controlla”, si interessa…»

Ma ci rendiamo conto che ci siamo ridotte a dare importanza ai “Mi piace” di Facebook?? A misurare la nostra felicità in base alle polliciate ricevute?? Mi pollicia=Buono!=Ha interesse. Non mi pollicia=Non gli interesso=Potrei morire! Ci rediamo conto che ci attacchiamo a un mezzo virtuale, che con la socialità vera, il contatto autentico e un rapporto sincero – a qualsiasi livello – non ha NIENTE a che vedere?? Queste sono ancora meno delle briciole!!

Le persone davvero importanti nella mia vita, neanche le seguo su Facebook! Perché non mi serve un calderone virtuale per mantenermi in contatto con loro. Non so dirvi né cosa pubblichino, né quanto tempo ci passino. Non lo so sul serio!! E vi dirò di più: certe volte non faccio neanche caso a CHI ha pubblicato l’elemento che apprezzo, perché magari scorro così velocemente che non mi soffermo nemmeno più di tanto a guardare.

E invece dite che i “Mi piace” valgono tanti punti nel conteggio della felicità? Dai su… Le Pagnotte sono ben altro…

Finora ho parlato come se noi donne fossimo tutte delle povere pazze che capiscono o interpretano male e che fanno film romantici sulla base del nulla. In realtà non è del tutto così…

È finita? Allora perché cavolo mi continui a scrivere??

Non mi vuoi?? Idem. Ovvio, no?

Per motivi sconosciuti, gli uomini spesso attuano dei comportamenti ambigui (se lo si chiede loro, lo negheranno fino alla morte…) e sono esattamente quelli a destabilizzarci. Parole che contraddicono fatti e viceversa, premure che vanno oltre il semplice affetto, semplici sguardi parlanti… E poi? E poi un bel po’ di nulla. Briciole alla griglia.

Io li chiamo gli “Uomini Gambero”: un passo avanti e dieci indietro. Anche se dicono di no, lo fanno, lo fanno…

Appunto per questo, mie care, dobbiamo farci doppiamente furbe se vogliamo salvaguardarci e imparare a distinguere le pietanze. Non vi sto dicendo che sia semplice, che sia indolore, tutt’altro.

Ma, per evitare di passare la vita ad analizzare, ad essere alimentate da molliche fritte, occorre concentrarci sulla concretezza, sulle azioni, sulla Pagnotta!

Pagnotte sono: uno che fa di tutto pur di vederti cinque minuti e non quando non ha di meglio da fare; uno che ci tiene a sentirti sempre e non solo quando si ricorda; uno che si scorda di avere Facebook e non che lo controlla quando sta con te; uno che è presente effettivamente, non che promette solo di farlo. Chiaro?

Di fronte alle azioni di cui sopra, non occorre sapere nient’altro.

Ah ok… Ora devo elencare anche le attenuanti per sparizioni e indecisioni:

  • Magari ha perso il telefono (sì certo…)
  • Magari è partito (Sì come no…)
  • Magari è stato colto da Alzheimer precoce (sicuramente…)
  • Magari ha paura (questa lo sapete che non la reggo più…)

E, se qualcuno obiettasse che – certe volte – ci possono essere degli impedimenti tangibili e giustificabili, ricordo a tutti che esiste il Signor “Uso della Parola”, perché noi, purtroppo, il pensiero ancora non lo leggiamo. Quindi magari ditecele le cose, grazie. (se è così, ma indovinate quanto ci credo? Bravi! )

Rimane l’annoso dilemma: Perché lo fanno? Perché sono stronzi? Perché sono insicuri? Perché sono superficiali? Perché sono seriali? Perché non si rendono conto? Perché dicono le stesse cose a tutte?

Non lo so, non lo so davvero…

Quello che sicuramente so, è che non si può sprecare del proprio tempo a cercare di capirlo. Non si può e non si deve. E, anche qui, occorre sapere solo questo.

Ricordate: Basta briciole, VOGLIAMO LA PAGNOTTA!!

Tutto il discorso vale anche per gli uomini, perché mica solo noi siamo vittime dei briciolai folli, esistono delle graziosissime venditrici di sbocconcelli davvero niente male. State in guardia pure voi!

Con tutto questo non vi sto dicendo di analizzare per bene chiunque  si presenti al vostro cospetto… e invece ve lo sto dicendo, eccome!! Ve lo sto inculcando e gridando!! Basta briciole, VOGLIAMO LA PAGNOTTA!!

Liberiamoci di questi novelli Pollicino che ci tengono legate attraverso un percorso zeppo di miserrime briciole e ricerchiamo dei portatori sani di Pagnotta.

Cosa siamo? DONNE!pagnotta

Cosa non vogliamo? LE BRICIOLE!

Cosa vogliamo? LA PAGNOTTA!!!

Nuove adepte del Pagnottaresimo, ricordatevi di predicare e soprattutto razzolare, non concedetevi più miseri spuntini bricioleschi ma pretendete sempre una bella Pagnotta sostanziosa. In mancanza di essa, digiunate. Per quanto si possa essere affamate, le briciole non ci appagheranno mai. Potranno spegnere momentaneamente il languore, portando fastidiosi effetti collaterali, ma un pasto decente è ben altro.  Ripeto, il digiuno è preferibile.

Io ho sviluppato una curiosa intolleranza ai cibi minuti, forse sono diventata Piccoliaca

State meglio? Be’ ve l’avevo promesso…

Qual è il motto??

Grandi! Siete diventate proprio brave…  Sono fiera di voi… 😉

RICETTA PER DUE:

Prendere un bel Pagnottone e una Patata di egual misura. La patata ce l’abbiamo in casa,

il Pagnottone va scelto con cura.

Aggiungere sale, peperoncino e taaanto pepe. È sempre preferibile accompagnarli con taaanto riso e, facoltativo, un buon vino. Aggiungere poca zucca ma tanto cuore, sia del Pagnottone che della Patata.

Oliare sempre e non distogliere mai lo sguardo dalla fiamma. Cuocere finché entrambi  non saranno cotti a puntino.

Ma non troppo, che si bruciano.

Assaggiare e saggiare.

Aggiustare secondo necessità, a volte c’è troppo sale, altre poco pepe e così via. Dovremmo

raggiungere un giusto equilibrio di tutti gli elementi: q.b.

Unire gli ingredienti.

Mangiare a volontà.

Buon appetito!

NdBB: Se sei uomo, rileggi tutto sostituendo “Patata” con “Zucchina”…

Sì questa è piena di doppi sensi… Fantastici, vero? 😉

A TE e A TE, affinché non perdiate più né la vista né la PAGNOTTA… 😉

…E a TE, “Padrino” della Pagnotta… 😉

“Chi ti ama c’è sempre,

c’è prima di te, prima di conoscerti…”

M. Mazzantini

PS: Altra storia sono gli uomini che si fingono eccelsi Pagnottari per raggiungere il loro scopo e poi si rivelano enormi PDM. Ma ve ne parlerò prossimamente. Contro questi non c’è scampo mie care, solo il Karma. Ma tranquille che quello è micidiale e non scorda nessuno.

Ridiamoci su

LA GUERRA DELLE GATTE MORTE

Siamo circondati! È ora di fare qualcosa. Vi annuncio la nascita di un movimento che vede Presidentessa me medesima sottoscritta, il movimento AGM: AMMAZZA GATTE MORTE! E non se ne può piùùù!!!keep-calm-and-ammazza-la-gatta-morta

Una volta erano rare, adesso si sono riprodotte in maniera preoccupante! Dobbiamo assolutamente agire…

Sono perfida? No, credetemi. Le perfide sono loro. È ora di smascherare una volta per tutte queste nauseanti pantomime di donne che celano un’anima da spietate strateghe.

Non mi credete? Ok allora leggete…

Già Chiara Moscardelli aveva portato alla luce il problema con il libro “Volevo essere una gatta morta”:

“La gatta morta è una micidiale categoria femminile. Non fa battute divertenti, sta in disparte, non esprime opinioni. Ha paura dei thriller, le pesa la borsa, soffre di mestruazioni dolorose, non fa uscire il suo ragazzo con gli amici, non si concede mai al primo appuntamento e fin da piccola ha un solo scopo: il matrimonio”.

(Questa cosa delle mestruazioni dolorose e invalidanti mi ha sempre fatto ridere, ma tant’è… Quante volte lo avete sentito? «Non posso, ho il ciclo… » E allora?? In questo preciso istante almeno un miliardo di persone ce l’avranno e quindi?? Le GM non lo possono sopportare, scherziamo??)

Invece io, che sono molto meno diplomatica, nel mio libro le ho definite “ Fregnette Mosce AKA Femmine gne-gne” :

“Queste donne sono le classiche bamboline tutte mascara, lucidalabbra e sorrisetti. Se vedi una donna che non sa parcheggiare a spina nel deserto, questa sarà sicuramente una FREGNETTA MOSCIA. Il termine gnegne infatti deriva proprio dal fatto che, oltre che ridacchiare, non sa fare nulla. Non sa cucinare, non stira, non sa cosa sia un forno, non sa parlare di nulla oltre che del tempo, è la fonte di ricchezza di parrucchieri ed estetisti. E, ahimè, è il prototipo più amato dal genere maschile. Infatti tale donna, avendo una personalità decisamente latitante, non dà nessun tipo di problemi perché l’unica preoccupazione che ha è solamente quella di riuscire ad abbinare il rossetto con la mutanda. Lungi dalla FREGNETTA MOSCIA intavolare qualsivoglia tipo di discussione col suo uomo. Anche perché arrabbiarsi fa venire le rughe e non sia mai!”

Ma non ci importa la definizione, ciò che conta è che – mentre leggete – vi sono venute in mente almeno un paio di esponenti di questa categoria, quindi sapete bene di cosa sto parlando.

L’unica cosa che mi chiedo da sempre e alla quale non ho mai avuto risposta è: ma loro, le GM, sono consapevoli di esserlo o no?! Questo vorrei proprio saperlo…

Per un periodo della mia vita, ho provato anche simpatia per tali soggette, ora no. Ora mi hanno davvero rotto.

Non fatevi ingannare dai sorrisetti, da questa presunta debolezza, dal loro sapiente fare da finte tonte, da questa dolcezza sciapa come la loro personalità, queste sono macchine diaboliche che non lasciano MAI nulla al caso.

Sbagliando, molti ritengono che l’opposto di una GM, sia una donna aggressiva. Non è così. L’antitesi è quella che io chiamo una Donna-Donna (DD): intelligente, capace, indipendente, sveglia, cazzuta quanto basta, una donna con le palle, signori! Il tipo di donna che può tener testa e affiancare un Uomo (la maiuscola non è a caso…)

Ora qualcuno obietterà che gli uomini adorano sentirsi utili, quindi per questo preferiscano le GM, perfetto. Ma non è proprio così. Avete presente il detto “Non sai mai quanto puoi essere forte finché essere forte è l’unica scelta che hai”? Le DD lo conoscono molto bene. La GM si aspetta che qualcuno le risolva i problemi, la DD agisce. Se qualcuno la aiuta è meglio, ma non può rimanere ferma ad aspettare. «In qualche modo ce la farò» chiosa la DD. «Qualcuno lo farà» risponde la GM.  Capito la differenza?

«Lei da sola non ce la farebbe…» Non so voi, ma io mi sono stancata di sentire questa frase. Questa difesa di questa presunta vulnerabilità di questi animi puri. Ma de che?? Queste hanno capito tutto!! Si celano dietro una fragilità d’animo e fisica per farsi servire come regine.

Conoscevo delle GM che si facevano venire a prendere a casa da qualche poveretto cotto di loro, così lo illudevano e attuavano uno ”Sfruttamento dell’infatuazione”. Sfruttare, sì, è il termine giusto. Perché se tu sei certa che a uno non gliela darai mai, ma fai leva sul suo debole per te per farti scarrozzare, quello fai. Lo sfrutti. E le state ancora a difendere??

Le GM si circondano di un bell’harem al maschile perché tutti possono tornare utili. E poi… puntano le loro prede e gli si dedicano con una cura minuziosa e dettagliata.

Una GM che stava circuendo un ometto, mi ha confessato:

«Io gli faccio la Goccia Cinese… »

«In che senso??»

«Lo martello, piano, piano… giorno per giorno, finché non cede. Capitolano tutti…»10914572_588677167930047_1226531644_n

Nooo… va be’… E io non gioco più!! Queste sono delle sicarie del corteggiamento, delle professioniste della conquista, delle tattiche implacabili, non posso competere! Io al massimo metto in atto il vecchio gioco di sguardi-sorrisi. Che, poi, quando ti giri per cercarlo con gli occhi e vedi che pure lui ti sta guardando e entrambi sorridete, per me non ha paragoni… Posso vestirmi carina e lasciare sottointendere che sotto i vestiti mi piace agghindarmi anche meglio, posso sfiorarlo per avere un contatto fisico garbato. E poi gli faccio fare l’Uomo, mi piace l’Uomo che fa l’Uomo, mi farei portare in capo al mondo da un Maschio deciso. Ma queste sono imbattibili! Queste giocano in maniera scorretta, dai! Io ho sempre paura di disturbare, queste hanno l’invadenza del prezzemolo! E il loro amor proprio viene sacrificato in nome dell’accalappiamento. E giuro che l’ho visto tante, tante, tantissime volte!! Un’onnipresenza che manco un gps!! Neanche un’ombra! ‘Sti poveretti non hanno né scampo, né tregua! Se le trovano così addosso che davvero arrivano ad un punto in cui, poi, non riescono a farne a meno!! Sarà abitudine?? Sarà l’essere lusingati da questa geisha smorta che li riverisce con una devozione ossequiosa?? Sarà un sentirsi così importanti da volerne tutti i giorni?? Io non lo so, ma non sapete quante volte succeda… Io la vedo più semplice: se uno non mi vuole, non insisto. Perché dovrei?

Dovrei prenderlo per sfinimento? Non funziona così… E non c’entrano principi, favole e illusioni, un uomo vero fa di tutto per averti, o no? E, soprattutto, dovrebbe essere un piacere la mia presenza, non un’imposizione coatta. Un uomo che alla fine si prende quello che passa e permane con insistenza, come lo dobbiamo considerare? Oppure è il contrario? Un uomo interessato ad un tipo di donna come la GM, non potrebbe essere mai attratto da una come me e viceversa.

Qui ci sono uomini che, se ti vogliono, ti vengono a citofonare a casa! Lo giuro! È successo due giorni fa! (non a me, ovviamente…) Invece queste qua attuano una politica di stalkeraggio fine allo sfiancamento! Questa è una guerra impari, signore mie!

Ma, se glielo chiedi, tutti i maschi ti dicono che le GM non valgono niente. Allora perché poi finiscono sempre con loro?? Quindi… Visto che sono stanca di vedere Uomini che cercano Donne (e le maiuscole ancora una volta, non sono a caso…) e poi si buttano tra le fragili braccia di fregnette mosce, visto che mi sono rotta di sentirmi ripetere che sono bellissima, taaanto simpatica, troppo intelligente, veramente SPECIALE, che con me si sta benissimo e poi… tutti prendono un biglietto solo andata per la Culonia o comunque per qualche posto abbastanza lontano da me… Ci tenevo a dire che: in realtà non sono poi ‘sta gran strafica, di sicuro non così simpatica, veramente stupida, direi decisamente, ultra normale se non, oserei, banale e con me non si sta poi così bene, è difficile sopportarmi cinque minuti di fila, sul serio! Ecco. Lo volevo dire. Non sia mai cambi qualcosa… Ma siccome dubito che cambi qualcosa, vi annuncio che io non gioco più! Ci vediamo in un’altra vita, perché – in questa – mi avete rotto il cazzo tutti, voi e le GM!!!!!!!!!!!!!

…Ecco. E io avrei finito qui. Avevo finito qui… se non fosse che…

Signori, nulla capita per caso! Mentre lavoravo alla stesura di questo articolo ed ero impegnata nello sbircio di Facebook, la mia attenzione è stata catturata da un testo di una canzone di Califano, riportato integralmente. Ancor di più mi ha colpito CHI avesse riportato tale testo: noto tombeur de femmes che, ultimamente soffriva le pene per colpa del pene, o – meglio – per una che prima aveva piantato e che ora lo stava facendo penare, appunto. Quando vi dico che il Karma è micidiale, mi dovete credere!!!

Tutti noi conosciamo il Califfo-pensiero, un mio ex lo usava come mentore e io lo redarguivo sempre con un: «Sì, ma ti ricordo che è morto solo…» (e pure lui è rimasto solo, senza di me sicuro…) Califfo: sciupa femmine, la mia libertà, svariate canzoni a testimonianza di ciò. Questa no, questa canta l’amore verso una sola donna, nonostante tutte le altre. (Se volete, la trovate QUI )

Neanche il tempo di “polliciare” il mio apprezzamento, che il playboy denoartri mi scrive in privato (niente, la gente non lo capisce che ogni cosa che mi viene detta verrà poi scritta! Continuate comunque, io sono contenta!!!)

E da lì è partito il lamento del latin lover, su quanto fosse pentito di aver lasciato la donzella e, disposto a tutto per riconquistarla:

«È lei BB… Stronza, egoista, acida. Sono anni che ci scorniamo forte ore e ore. Poi troviamo la pace e ci lasciamo col sorriso. C’è voglia di affrontare le situazioni, i problemi e risolverli… Hai visto cosa c’è in giro? Un puttanaio… Sì, ti ci diverti una sera, ma poi? Questa è una Donna vera…»

E un sicuro, quanto mozzafiato:

«Io me la sposerò…»

Bum! Colpita e affondata… (Io, non lei…)

Per me è stato illuminante!

Innanzitutto, lasciatemelo dire, vi prego: ma sempre dopo?? Vi rendete conto sempre dopo di quello che avete perso?? Ce dovevate pensa’ prima! Ora attaccateve a una gatta morta, grazie!!!

Però… bisogna anche riconoscere il merito di quelli che hanno il coraggio di tornare indietro e ammettere i propri errori. Perché mica lo fanno tutti…

Forse è vero che tutti gli uomini, nessuno escluso, ambiscono a una Donna-Donna, ma – spesso – finiscono con una gatta morta perché più gestibile. Forse è vero che non tutti gli uomini hanno la forza di affrontare una donna forte. Forse è vero che alcuni uomini si scelgono le GM per essere sicuri di avere il controllo.

«…Perché quando vedi una cosa così bella, le altre non possono reggere il confronto…»
Così mi ha detto l’uomo che stavo aiutando a scegliere un regalo per la compagna. Sul tavolo tre borse: due belle ma abbastanza comuni, poco impegnative, una botta sicura, diciamo. E poi c’era LEI: la più diversa, complessa, non paragonabile a nessun’altra, lui non riusciva a staccarle gli occhi di dosso…
«Quando vedi una cosa così bella le altre non reggono il confronto. Sì, puoi trovarne altre che ti piacciono, ma non saranno mai come lei. È sicuramente la migliore… Però… Non lo so…»
Ho sorriso, abbassato il viso, scosso la testa e bisbigliato:
«È come con le persone…»
«Cosa?»
«È come con le persone… A volte ne incontri qualcuna così dannatamente diversa dalle altre da spiazzarti. E lì che fai? Come la gestisci? Pensi davvero di riuscirci? Meglio lasciar perdere…»
Avrei voluto tanto dirglielo, ma invece gli ho risposto:
«Nulla… Allora ha scelto?»
«Non lo so…»
E l’ha lasciata lì, non l’ha presa. Proprio come con le persone. Forse era troppo bella, sicuramente era la più impegnativa, ma particolare, differente e lui l’ha comunque lasciata lì.
«Ci penso…» mi ha detto.
Magari non tornerà, magari tornerà e scoprirà che qualcun altro, con più coraggio, l’ha portata via e si racconterà che non era poi così speciale, magari andrà sul sicuro e ne prenderà un’altra più “comune”… Ma, in cuor suo, saprà per sempre che lei è la migliore di tutte quante!

fare-la-gatta-morta-testoQuindi, scusatemi, ritiro tutto. Niente Movimento AGM, perché le GM ci servono vive. Ci servono nella grande catena alimentare della riproduzione perché sono le donne minuscole adatte agli uomini minuscoli. Quindi è giusto e sacrosanto che copulino tra di loro.

Sono stronza? No, sono una fiera DD, una leonessa, una Pantera viva, almeno non fingo di essere una mansueta femminuccia e sarò sempre orgogliosa di questo. Nonostante tutto. E sapete anche voi che siamo le migliori.

E lo sanno pure quelli che, mentre stanno con voi a coccolarvi perché siete stanche, vi si sono spezzate le unghie e avete addirittura guidato, sognano di spassarsela con noi che siamo sempre sveglie.

È una magra consolazione? Forse… ma pensando questo, mi sento già molto meglio. 😉

PS: Anche questo me lo chiedo da una vita: ma le GM si stancheranno pure a fare sesso?? Perché si suda e fatica, eh!!

“Questo mio apparire forte e che supero tutto, è come se m’avesse marchiata.

È un po’ come se avessi scritto in fronte: “Passatemi sopra, schiacciatemi a dovere,

tanto mi rialzo comunque…”
Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

 

 

«Ok, non ero riuscita a domare Big,

ma il vero problema era che lui non era riuscito a domare me…

Forse certe donne non sono fatte per essere domate,

forse hanno bisogno di restare libere…

Finché non trovano qualcuno altrettanto selvaggio con cui correre…»

Sex and The City 2×18

APPROCCI RAVVICINATI DELL’ORRIDO TIPO – PARTE II

Ho già avuto modo di trattare l’argomento, che trovate QUI, ma credo proprio che non lo esaurirò mai. Sono di nuovo a parlare dei c.d. “Approcci Ravvicinati dell’orrido tipo”. Rappresentano una serie di comportamenti messi in atto da ometti Tutt’altro-che-Principi-Azzurri volti all’ottenimento dello scopo primordiale: la conquista della femmina. Purtroppo spesso sono così grotteschi e indelicati da ottenere l’esatto contrario, l’allontanamento istantaneo e senza ritorno. Oppure gli approcciatori possiedono requisiti fisici, psichici o attitudinali che ce li fanno subito scartare dalla lista dei papabili.single

Sarò superficiale, ma la discriminante tra un amico e un amante, risiede nell’ormone. Perché, parliamoci chiaro, la differenza quella è. Ora, i fattori che possono far scattare, o uccidere, l’ormone sono molteplici: “pelle”, sintonia, aspetto fisico, affinità mentale, chimica, alchimia, empatia, colpo di fulmine. L’elenco è lungo e anche abbastanza soggettivo. In genere sintetizzo la possibilità o meno in un aggettivo: “Attizzevole”. Se uno è “Attizzevole” ci faccio un pensierino (ma pure parecchi…) sennò, per niente. Nota bene: l’Attizzevolezza può anche scemare. Tipo se per uno hai un’attrazione meramente fisica, ma poi scopri che possiede una personalità latitante, lasci perdere. A meno che non siate amanti di quelli che io chiamo i “Soprammobili”, in quel caso avrete trovato l’uomo della vostra vita.

Invece, molto spesso, agiscono eccome. Andiamo a vedere come.

“L’Approcciatore Ottimista”

Rientrano in questa categoria quelli che, contro ogni previsione umanamente concepibile, ci continuano a provare a oltranza. Nonostante non ci sia una benché minima, miserrima speranza di successo, nonostante tu lo guardi sempre pensando, e non celandolo: «Se fosse nostro compito ripopolare il mondo, ti giuro che farei estinguere la specie…» Nonostante preferiresti, e spesso lo fai, fingerti gay. In questa categoria inserisco di default quelli che mi potrebbero essere nonni.

Ora non mi venite a dire che l‘amore non ha età. Magari l’amore non ce l’ha, ma questi “una certa” ce l’hanno di sicuro e si chiama terza età. «Amore andiamo a prendere la pensione?» No, grazie.

Io, Te & le pilloline blu? AIUTO.

La cosa fastidiosa è che, purtroppo, per la troppa educazione e rispetto reverenziale verso gli anziani, non riesco a maltrattarli. Sicché quando mi trovo di fronte a una sfrontata avance non riesco ad essere così dura da stroncarla. Il risultato è che loro non capiscono e continuano, ottimisticamente, a provarci.

L’ultimo in ordine di tempo, perché ho la gran fortuna di andare fortissimo tra i nonnini, mi ha detto non so più quante volte di essersi specializzato, in mio onore, nella cucina vegetariana e che, quindi, mi aspettava a cena

Mi ha fatto l’elenco completo di tutto quello che vorrebbe cucinarmi e io mi sono sempre limitata a ghignare, di fatto non gli ho mai detto né «Sì» né «No».

Un bel giorno ha sentito il dovere di correggere il tiro, perché ha capito? Manco per niente:

«Forse pensi che una cena a casa mia sia troppo compromettente, quindi ho pensato che potresti venire a pranzo…»

Io ho solo sorriso, incapace di proferire parola e dubito che sia bastato per farlo desistere. Vi presento il corteggiamento vecchio stile, garbato, educato, rispettoso e tenace, insomma il corteggiamento perfetto… dalla persona sbagliata. Beata me!

“L’Approcciatore VIP”

Ho davvero diverse fortune, tra queste rientrano quelle di conoscere personalmente vari VIP. I contatti sono molto esigui e le uscite lo sono ancora di più.

Dopo mesi di silenzio un bel giorno un VIP mi scrisse:

«Sono a Roma stasera e sono solo, soletto allo Sheraton…»

«Solo soletto? Allora credo proprio che verrò a farti un po’ di compagnia… ;-)»

Questo è quello che probabilmente si sarebbe voluto sentire dire…

«E ci sarà un motivo se stai da solo!!»

Questo è quello che avrei voluto dire io, ma quello che dissi fu semplicemente:

«Povero! Sono sicura che allo Sheraton avranno comunque tutti i comfort per non farti pesare la solitudine…»

Non l’ho sentito mai più e non so proprio perché.

Domandina: se il suddetto mi avesse semplicemente detto «Sai stasera sto a Roma, che ne dici se ci vediamo? Ceniamo insieme/Ci beviamo una cosa?» Semplice, carino, senza menzionare alberghi, secondo voi, considerando pure che appartiene alla categoria dei Fighi-da-pauuura, sarei andata? Probabilmente sì, magari poi avrei pure vagliato l’ipotesi albergo, dopo.

Siamo donne, siamo sceme e volubili, ma raramente disprezziamo e non premiamo la galanteria.

Viceversa, comportamenti irrispettosi ci fanno allontanare subito. Meditate gente…

Very Important Person, ma con personalità non altrettanto importante.

(Ma la mia nomea da stronza, avendo rifiutato addirittura un VIP quanto si impenna?? ‘na cifra propriooo…)

“L’Approcciatore Che-Ti-Stima”

Talvolta da alcuni soggetti non ci aspettiamo approcci di nessun tipo. Se i soggetti li conosciamo, poi, di sicuro non ci aspettiamo approcci Orridi. Perché siamo ottimiste, perché pensiamo che, dopo diversi anni di casta conoscenza, la stima, la fiducia e l‘affetto abbiamo congelato il testosterone. Pensiero sbagliato.

Caffè e quattro chiacchiere con quello che consideravo un amico, che comunque non aveva mai lesinato complimenti nei miei confronti. Sposatissimo, chiaramente.

«Mia cara BB, ti conosco da anni, lo sai la stima che ho per te, ti trovo davvero simpatica, mi piace passare del tempo con te, anche cinque minuti mi rendono felice. Poi è inutile che te lo dica, sei una donna bellissima, lo sai. Quindi, detto tutto questo, dopo tutto questo tempo che ci conosciamo, direi che, a questo punto, CI STAREBBE PROPRIO BENE!»

«Ma cosa, scusa??» (come se non avessi capito BENISSIMO)

«Come cosa? Dai che hai capito…»

«Ma che modo è? Sei vergognoso!»

«Scusa, visto lo schifo che c’è in giro, che mi dici pure tu, di tutti quelli che vorrebbero prenderti in giro, io almeno sono sincero!»

Miei cari Signori sinceri, noi donne adoriamo l’onestà, ve lo concedo, preferiamo sempre che le cose ci vengano dette in maniera chiara, però… Non so come dirlo in maniera gentile, perché forse un modo carino non c’è, rimaniamo sull’onda della chiarezza: ok l’onestà, ma non è che la possiamo dare come Premio-sincerità!!!

«CI STAREBBE PROPRIO BENE!»

Ma che modo è?? Se una ci avesse fatto un minimo di pensierino, in questo modo, fate passare totalmente la voglia e che cavolooo!!!

Mai più sentito. Non hai perso solo una gloriosa botta-e-via, hai perso una gran persona: ME.

Un’altra feroce vittima del testosterone impazzito e del pensiero “basso”. Peccato.10299113_693682147348381_7992704154573358931_n

 “L’Approcciatore Impegnato”

E un bel giorno arrivò LUI… “Biondo era bello e di gentile aspetto” (e con due occhioni azzurri che mi stendono sempre…)

«Ma tu vai in quella palestra?»

«Sì…»

«Ti ho vista una volta, di fuori, mi hai colpito subito, non sai quanto ti ho pensato…»

«Sì?»

«Ogni volta che ci tornavo speravo di incontrarti, ma non è più successo… E ora ti trovo “per caso” qui…»

«Il “Caso” è tremendo…»

«Non ci credevo che fossi tu, pensavo che non ti avrei ma più rivista…»

«Davvero?»

«E invece ora sei qui davanti a me… quel giorno parlavi con uno, ma è il tuo ragazzo?»

«No, non ce l’ho il ragazzo…»

«Com’è possibile? Sei talmente bella! E oggi ho scoperto che sei anche molto simpatica…»

«Grazie…»

«È la verità, sei splendida, sei fantastica!»

«Esagerato… Grazie»

«Ti andrebbe se qualche volta ci vedessimo?»

«………………..Be’ NO!!!!!!!»

Ok, stoppate la musica dei violini e trattenete le lacrime di commozione. Facciamo un piccolo passo indietro di cinque minuti.

Dopo avermi sbirciata dalla vetrina del negozio (non di quelli di Asterdam!) per un quarto d’ora abbondante, prende coraggio ed entra.

Sarebbe stato tutto perfetto se tra il suo ingresso e quelle dolci parole non ci fosse stato un intermezzo in cui mi ha chiesto di aiutarlo a scegliere un regalo per la sua compagna nonché convivente. Ecco.

Sarebbe stato ancora meglio se dopo non avesse aggiunto le seguenti frasi:

«Sai, la convivenza è bella, però dopo un po’ ti cerchi dei diversivi…»

Ciao sono BB e sono stata appena scelta come “diversivo”. Che culo!

«Cose fugaci, di una sera, però non tutte le donne accettano questo genere di cose…»

«Non capisco proprio perché, è il sogno di ogni donna ricevere proposte del genere…»

«Dici sul serio?»

«Uh!»

«Lo vedi?»

«Poi guarda, non capita mai, mai, mai che uno voglia solo portarti a letto, quindi…»

«Quindi mi capisci…»

«Capisco benissimo, guarda…»

(Appunto Mentale: con certi soggetti evitare ironia, non viene recepita.)

«Con te posso parlare perché non sei come le altre, ti vedo una “sveglia”».

Notare la soave falsa lusinga del tipo classico “Quando il diavolo ti accarezza vuole l’anima” (sì, mo se chiama anima…) secondo quesito: mi sta velatamente dicendo che sono una facile??

«Allora va bene per te?»

«Sono tanto lusingata, ma no, grazie».

E lì, nonostante il rifiuto, il biondo e bello tentò la mossa delle mosse: provò a baciarmi. Mi scansai così veementemente da procurarmi uno strappo al collo…

Sul suo viso profonda delusione.

Ma quanto sono cafona?? Rifiutare di farmi baciare sul posto di lavoro, da un tizio visto due volte, convivente e indelicato! Cattiva BB!!

Il suo commento fu:

«Però non “ci caschi” eh?»

«Magari in un’altra vita rinasco pera e ci casco pure, ma in questa resto stronza e no, non ci casco».

Commento finale: dai, devo pure commentare?? Non basta il racconto da solo??

“L’Approcciatore Che-non-è-geloso”

Col passare degli anni e degli approcci, abbiamo affinato sia le nostre tecniche di conquista, sia quelle di rifiuto garbato. Stai dicendo di «No» a qualcuno, perché dirglielo anche in malo modo? Infatti, molto spesso, piuttosto che rispondere «Con te non ci uscirei mai» (per svariate motivazioni) abbiamo adottato la risposta più diplomatica: «Non posso, sono fidanzata». Da usare, ovviamente, con chi non ti conosce per niente.

Quello che non abbiamo considerato, è che anche gli ometti hanno adattato le loro avances a ogni tipo di nostra riposta. Così, di fronte a un rifiuto del genere, il loro fastidiosissimo rilancio è sempre il seguente:

«Embè? Io mica sono geloso!»

Non ci siamo! Non ci siamo proprio!! Dovresti essere geloso, invece. Dovresti anelare a un “possesso” univoco della mia persona. Ma che sono diventata, una multiproprietà?? E mi dici pure che ti sta benissimo così?? E il maschio latino geloso che ti vuole tutta per sé dov’è finito?? Non pervenuto… Al maschio moderno basta averti per qualche minuto… E perdonate la rima involontaria, perché in tutto questo c’è decisamente pochissima poesia.

In due giorni realizzai un’invidiabile doppietta di tutt’altro-che-gelosi. Pensai si fosse diffusa un’epidemia.

Capii che la diplomazia (come avevo sempre saputo) non faceva per me e che dovevo essere più diretta. Il giorno dopo ebbi modo di sperimentare il cambio di tattica.

Entrò baldanzoso in negozio:

«Scusa, ma pure il tuo numero è in vendita?»

«No, il mio numero è assolutamente gratis…»

«Bene, allora me lo dai…»

«…NO…….»

Uscì, un po’ meno baldanzoso, dal negozio…

Colpirne uno, per educarne cento. Palla al centro, anzi, ai “cento”. Rima volontaria.

Infine, due categorie già analizzate ma che, per diffusione, meriterebbero non un articolo, ma un libro a parte!!

“L’Approcciatore DietroLoSchermoLeone”

2014-08-31 11.19.14Non sono per niente fisionomista e ho una grossa difficoltà a ricordare i nomi, per cui, quando mi arrivano richieste di amicizia su Facebook, mi assale subito il panico: «E chi è?? Lo conosco??» Se non ho amici in comune (ai quali chiedere) la cosa si complica ulteriormente. Perciò do uno sguardo al profilo in cerca di indizi. Eccolo qui:
nientepopodimenoche il Sig. Topolino in persona. Caspita, che fortuna! Nome sconosciuto, nessuna foto reale,
nessun messaggio di presentazione. Rifiuto immediato. Scusa Mickey, ma dei VIP ne ho abbastanza…

Quasi paragonabili ai VIP, ci sono quelli dai nomi fantasiosi: Ghiro, Randagio, Lupo Solitario, per ora non è tra i miei programmi, ma se aprirò uno zoo vi ricontatterò di sicuro.

Poi ci sono quelli che preferisco: i cacciatori molesti. A lato potete mirarne un pregevole esempio.2014-08-31 11.21.14

Nome ovviamente sconosciuto, quasi sicuramente inventato, assenza di foto, doverosa controllata al profil
o. Sebbene solleticata parecchio dal’idea di fare amicizia con uno amico, nientemeno, che di Lois Griffin-Porca, Gwyneth Paltrow e svariate modelle di biancheria intima, la sua graziosa richiesta «Mandatemi foto» mi ha leggermente indispettita. Scorrendo più sotto -sorpresa, sorpresa!- ho avuto il piacere di scoprire che aveva condiviso delle MIE foto… Bannato, bloccato e segnalato. Perché, purtroppo, non je potevo mena’.

Ho alcune domande:

Caro Zuckerberg, a parte il fatto che non capisco proprio per quale motivo l’immagine di copertina debba essere per forza “pubblica”, ma poi? Un “non amico” condivide le MIE foto e non è previsto che io ne venga a conoscenza tramite notifica?? Mi notificate pure chi mi respira accanto e quello no?? Ah Mark! E daje!! Altro che terza spunta, questi sì che sono problemi seri!!

Ora ai maschietti: ma la continua ricerca di nuove prede virtuali, il collezionare foto o contatti, per non so bene quale motivo (anzi ce n’è uno che mi viene proprio in mente…) vi fa sentire più virili o cosa? E vi aiuta a sentirvi meno soli? Dubito…

Sì, avete ragione. Tra i vari Facebook, Instagram le signorine si stanno sbizzarrendo e io stessa, ormai, conosco più parti del loro corpo che del mio, però a maggior ragione!! Vista tutta questa offerta e liquidazione di gnocca, tette, cosce e culi, visti gli innumerevoli fake generosi di foto in cui mostrano perfino l’anima, creati apposta per gli sbavosi di turno, visto tutto il porno così facilmente fruibile, ma non vi pare di esagerare passando in rassegna tutto il giorno le foto per “piacere” e commentare?? Andando a cercare gente, tipo me, che, non solo non si è mai a mostrata svestita sul web, ma non ci tiene minimamente a farlo neanche in futuro??

Ci tenete così tanto a fare la figura dei MdF?? (vd significato per conto tuo, grazie).

E la domanda che pongo sempre, sempre, sempre a me stessa: ma ‘sti soggetti, come cavolo mi trovano???

“L’Approcciatore Poeta

«Ti metti anche l’illuminante? Ma non basta la tua di luce?»

«Sai, le cose belle vanno guardate, per questo io vengo sempre qui da te, perché sei stupenda!»

«Non la guardare troppo, perché lei poi ti sorride, sorride sempre, sorride a tutti. Ma, appena ti sorride, ti ha già fregato…»

«Hai il porto d’armi? Perché con quello sguardo uccidi…»

«Sono pazzo di te dal primo giorno che ti ho visto…»

«Non riesco a starti vicino, mi fai “sbroccare”…»

Sono solo alcune delle frasi sentite dai suddetti soggetti. Sempre quelle e dette a TUTTE. Mi scuso con gli uomini che le dicono con convinzione, dotati di un autentico animo nobile e spinti da vero sentimento. Mi scuso profondamente perché sono io, probabilmente, ad essere diventata arida e insensibile, forse perché ne ho sentite troppe e sempre prive di significato. Forse perché per una vita ho creduto nelle favole e ora non credo davvero più a niente.

Mi scuso tantissimo, non è colpa vostra, è colpa mia e di tutti gli approcciatori sbagliati che, invece, non si sono scusati mai. Se avessi ancora un cuore magari le apprezzerei.

Ogni volta che domandate o vi domandate perché qualche vostra conoscenza sia single, rispondetevi: «Perché questo è quello che c’è in giro…».

Forse agli ometti sopra descritti va riconosciuto il disinteresse palese nei loro confronti, da farci apparire grottesco ogni loro approccio. Forse. Però non lo credo del tutto. Come ho già detto, apprezziamo un invito cortese, anche se non possiamo sempre premiarlo. Così come siamo in grado di riconoscere comportamenti sbagliati da parte di chi ci piace da matti. Il problema è che al giorno d’oggi, sembra siano nella norma gli orridi approcci e quindi del tutto accettabili. Nel mondo del regno della superficialità e della fugacità è normale che sono sposato ma comunque ci provo, non ti conosco ma tento di baciarti, ti conosco da anni tanto che credo di meritarmela, visto che te la chiedo con sincerità.

Che male c’è? Famose ‘sta s******* no? Ognuno è libero di fare ciò che vuole, nel rispetto degli altri, si aggiungeva una volta. Ora non più. Ora il non-rispetto è quotidiano. Allo stesso modo, anche io credo di essere libera di fare ciò che voglio, ma sempre nel rispetto di ME STESSA. Quindi scusate, ma preferisco risultare acida che essere accomodante verso chi non mi mostra rispetto.

Siate UOMINI e non ometti e trattateci da DONNE, non da passatempi.

A conclusione del precedente articolo, invitavo chi fosse sprovvisto dei requisiti o degli orridi approcci a chiamarmi. Stavolta facciamo che vi chiamo io, magari il 30 Febbraio.

Ah! Prima che lo diciate voi, lo dico io: «Ecco un’altra che se la tira, che tra qualche anno supplicherà qualcuno di darglielo». Sicuramente. Cercherò ogni giorno di appagare con chicchesia la mia profonda solitudine, ma mi sentirò sempre più sola. È curioso, perché penso di esserlo già.

PS: visto che a noi piace sempre pensare positivo, un noto tombeur de femmes (anche più di uno…) mi ha confessato quanto segue: «Quando di una non me ne frega niente, io sono tutto “Vediamoci! Facciamo! Usciamo!” non perdo tempo. Invece quando una mi piace parecchio, divento un idiota e non so che fare…» Ecco. 😉

 Prima pubblicazione: 18.09.2014

Gli orridi Approcci continuano QUI

…SWEET JULY

«Hai mai visto il film “Sweet November”? Di un romanticismo fiabesco e delirante.

Allora… Lei propone a lui di frequentarsi per un mese intero e basta. Un mese, non un giorno di più né uno di meno. Un mese. «Abbastanza per conoscersi, ma non abbastanza per coinvolgersi sentimentalmente». Che poi è opinabile, a volte basta anche meno per innamorarsi. Comunque… Va be’, non te lo racconto tutto, ma lui accetta e fanno questa “prova”.  Il finale non te lo dico, però è scontato che si innamorano subito e passano un mese da favola, ecco. Un mese.

E lo sai che ti dico? È un’idea geniale!! Allora io te lo dico…

Voglio stare con te per un solo mese! Io voglio che tu sia il mio Luglio! È il mese del caldo, dell’estate, perfino del mio compleanno! Un mese tu ed io.29 - sweet-november_50 EV

E sai perché? Perché la prima volta che ci siamo visti… No, non te lo dico, lo sai! Perché mi piace il suono della tua voce e vorrei sentirlo davvero, davvero, tutti i giorni, più volte al giorno, per almeno un mese.

Perché adoro il tuo sorriso e vorrei vedertelo sfoggiare mentre guardi me.

Perché sono certa che scopriremo che ci piace ridere insieme e tenerci per mano.

Qualcuno ha usato l’espressione “Senza filtri né censure”. Capisci che intendo?

Ok te lo spiego. Tu e io per ora ci piacciamo e basta. Non sappiamo quasi niente l’una dell’altro, ma immaginiamo, nel bene e nel male. Poi abbiamo vari schemi che seguiamo: non farsi sentire spesso, non concedersi del tutto, non raccontare troppo di sé, evitare comportamenti che “in passato” hanno causato problemi… Io voglio abbattere questi paletti e voglio te per un mese intero senza limiti.

Sarebbe bello dirsi tutto senza paura, fare tutto quello che ci va senza seguire una cadenza dettata dalla ragione. «È troppo presto, è troppo tardi, andiamo con calma…»  No! Niente di tutto questo! Non abbiamo tutta l’eternità e quando il tempo è limitato, si deve dare il massimo. Un mese di tutto quello che ci passa per la testa e ci fa stare bene, senza preoccupazioni, senza paure, senza l’angoscia dei passi obbligati.

Tendiamo a rimandare, a mettere scuse, a filtrare i nostri pensieri che «Poi chissà che pensa…» Be’ non mi interessa cosa pensi, questo è quello che vorrei, pulito, puro e splendidamente folle. E vorrei essere capace di vivere così tutti i giorni… Un mese tu ed io. Non puoi avere paura di me. Perché per un mese io avrò cura di te, la mia missione sarà la tua felicità. E, credimi, io so, lo so per certo, che dopo questo mese tu non potrai fare a meno di me.

E non devi preoccuparti per me, so cosa faccio e quello a cui vado incontro e, credimi, sono felice già solo per averti detto questo. La mia felicità può solo aumentare, succeda quel che succeda. Ma io so già come andrà…

Un mese, poi si vedrà.

Quanto tempo sprechiamo? Troppo. Se va male, alle brutte, hai buttato un mese. Puoi dire in tutta onestà di non averlo, purtroppo, già fatto? La risposta la conosco.

Un mese tu ed io. Dimmi che ne pensi…»

…Mi sono svegliata sgomenta. Un sogno decisamente troppo romantico, un’audacia che non mi appartiene. E quei pensieri? Quelli, forse, un po’ sì…

Partendo dal presupposto che comunque non sono Charlize Theron, se facessi io una proposta del genere, quanto mi sentirei ridicola da uno a dieci? Un milione… Verrei presa per pazza. E se la facessero a me? Be’, devo dire che sarebbe stuzzicante…

Qual è il limite tra il romanticismo e la ridicolaggine? E chi è che lo stabilisce? Dovrebbe farlo un uomo per essere romantico e sarebbe patetico solo se fatto da una donna? O valgono entrambe le opzioni?

Qual è la giusta tempistica? Ma poi c’è?? Prima telefonata almeno tre giorni dopo che ti ha dato il numero, per non mostrarsi troppo bramosi. Sesso dopo tre appuntamenti, almeno. Dirsi «Ti Amo» dopo parecchio, perché se lo dici subito sembra che non è vero, se lo dici subito poi diventi quello più coinvolto,  dovrebbero passare dei mesi, almeno.

Tentare o rinunciare? Se va male? E se va bene? Questo tendiamo a non pensarlo mai, eppure la probabilità è la medesima. Anzi, è rassicurante pensare che un fallimento non cambia la situazione attuale, mentre un successo la muta, eccome! Ma non tentando…

Ma se uno sta bene con me, non dovrebbe venirgli naturale voler passare del tempo con me, senza che glielo chieda, e quasi imponga, io??

Ah ecco, perfetto! “Dovrebbe”! Ecco gli schemi, ecco i paletti, ecco i “dovrebbe”!

Continuo a girarmi, fantasticando su di un tipo fantastico che vuole farmi sua per almeno un mese, senza limiti, avendo come unico scopo la mia felicità.

Concludo che no, non succederà mai che io faccia a qualcuno una proposta del genere, perché mi vergogno, non ho il coraggio e non sopporterei un rifiuto. E penso che, da qualche parte nel mondo, magari un tipo fantastico sta pensando la stessa identica cosa e ha deciso di desistere.

Torno a dormire che forse è meglio… Cercando di ignorare la vocina nella mia testa che ripete: «Siamo noi che la complichiamo, la vita è semplice…»

Prima pubblicazione: 04.07.2014

MIOPIA FEMMINILE

Tempo fa lessi su un libro una frase che recitava più o meno così:

«La donna sviluppa un punto di vista MIOPE, secondo il quale quello che viene dato dall’uomo è di vitale importanza, tanto che se l’uomo non le dà ciò che vuole, lei si sente inutile e svuotata e si attacca, ancora di più, a lui (o all’idea di lui) attuando un circolo vizioso».

(Azz c’ha preso in pieno! No! Nego, nego, assolutamente nego!)

Che vuol dire? Che quando ci batte il cuore, la nostra vista e il nostro giudizio obiettivo si annebbiano. Facciamo dipendere la nostra felicità dai comportamenti altrui e tendiamo a vederci con gli occhi di lui. Perciò se costui disattende le nostre aspettative, ci convinciamo che sia per un problema o una carenza nostri. Non solo… Tante volte questo non ci permette nemmeno di vedere bene CHI abbiamo davanti, perché, signore mie, gli uomini di qualità sono un’altra cosa…24 - autostima-e-dieta ed

I pensieri che si formano nella nostra mente sono più o meno gli stessi: «Ma mi ha detto questo, mi ha detto quello, come è possibile? Se non mi vuole, significa che io non sono abbastanza, non sono speciale e non sono neanche bella. E se dovessi vederlo con un’altra, potrei impazzire. Perché allora quando mi ha detto (e lo dicono…) “non sono pronto, ho paura, andiamo con calma…”, erano tutte bugie. Era perché non voleva me. Perché io non sono abbastanza…»

Signore, vi presento, ma la conoscete già, la miopia femminile!

Potrei scrivere un altro libro, se non una trilogia, su aneddoti a dimostrazione di questo, su storie vissute o raccontate di come ognuna di noi, almeno una volta nella vita, si sia totalmente annullata per stare dietro a un Tutt’altro-che-Principe-Azzurro. Che abbia perso amicizie, parenti, chili, capelli, quintali di autostima, perché non si sentiva abbastanza.

Potrei scriverne tante. Ne scriverò una che basta per tre…

Lui e Lei si conoscevano già, per questo lei pensava che lui non l’avrebbe mai trattata male e che, tra milioni di donne da prendere in giro, non l’avrebbe mai fatto con lei. Per questo lei gli credeva.

Lui le aveva detto che a lei ci teneva parecchio, per questo voleva fare le cose per bene e che non avrebbe mai voluto mettersi in condizione di litigare con lei. Lui ci teneva parecchio, per questo – per mesi – appariva e scompariva a suo piacimento. Puntualmente, appena lei iniziava a scordarsi di lui e rinsavire, lui tornava più “tenente” e convincente che mai. Da una parte, evidentemente, non la voleva, ma dall’altra non la lasciava andare.

C’è da dire poi che aveva attuato anche la regola d’oro del “Corteggiamento educato” ovvero: non ti salto addosso subito perché con te faccio sul serio. (Il corollario inverso è alla base del “Corteggiamento mirato” = mirato a ottenere…).

Per questo lui, che ci teneva, non l’aveva ancora nemmeno mai baciata.

Finché una sera, mesi dopo, si coronò il loro sogno d’Amore.

Il galantuomo in questione credo che abbia visto più volte il film “Pretty Woman” e ne abbia preso insegnamento. Ma non per la parte bella, romantica, rosa, infiocchettata e stucchevole, in cui lei gli dice, sincera e pura come una bimba: «Voglio la Favola…» e lui corre a salvarla e vissero felici e contenti… Credo che lui abbia preso spunto, piuttosto, dalla frase pragmatica, da lavoratrice di strada: «Io faccio tutto, tranne baciare sulla bocca. Troppo intimo».

Perché “L’Uomo-che-ci-tiene”, proprio perché ci tiene, ti scopa senza baciarti. Niente brivido, occhi negli occhi, niente bacio con carezza sulla guancia, tocco leggero, poi più profondo, agitazione ed eccitazione che salgono, niente di niente. Girati e andiamo. Grazie e arrivederci. Anzi, addio.

Lui, tempo dopo, le aveva anche detto che si era tanto pentito di quello che aveva fatto. Di averla trattata come una sgualdrina di strada? No, di essere stato con lei, definendola una “cazzata fatta”.

La fanciulla si vergognava così tanto (LEI!) di un tale comportamento/trattamento che aveva mentito anche alle sue amiche più care «Ho passato una bellissima serata…» Ma, visto che “L’Uomo-che-ci-tiene” fa le cose per bene, era subito sparito e fu così che la verità venne fuori.

“L’Uomo-che-ci-tiene”: Parole tante, fatti pochini. Uno solo da registrare: distruzione totale dei sogni e dell’autostima della fanciulla. Ma ci teneva, eccome! A distruggerla.

Cosa c’è di peggio di fare l’amore, perché per lei era Amore, con uno che neanche ti bacia? Me lo sono chiesta tanto e non son riuscita a darmi una risposta. Ho solo concluso che penso che non ci sia nulla di più squallido e di più umiliante per una donna. La cosa davvero triste è che lei, anche dopo questo, lo voleva e continuava a credergli. Davvero deleteria la miopia.

barbie bastarda miopiaEvidentemente, tutti sapevano che a lui, di lei, non fregava una beata mazza. Tranne lei. E lei lo capì quando il migliore amico di lui si sentì in diritto di provarci con lei. Tu ci proveresti mai con uno/a che sai che piace tanto al/alla tuo/a migliore amico/a? (E in quanto amico/a certe cose le SAI…) La risposta la conosciamo tutti.

Lei l’ho vista piangere incredula, spenta per mesi, durante i quali però le ripetevo, perché lo era sul serio: «Comunque ‘sti giorni sei di un bello spaventoso». E lei mi rispondeva senza gioia:

«Saranno gli occhi lucidi…» E se ne andava in giro come un mucchietto d’ossa spaventato, annientata, ancora una volta, per cinque minuti di felicità.

L’ho sentita dire «Sono terrorizzata» ogni volta che le si avvicinava un uomo.

Perché se ti tratta così uno che dice di tenerci, cosa aspettarsi da chi non lo fa?

È assurdo, infantile e anche se ormai siamo addestrate a non credere più alle parole, purtroppo, quando ne sentiamo alcune, quando ci sfiorano il cuore e lo sentiamo battere più forte, e, soprattutto, quando uno ci piace da matti, tendiamo a crederci ciecamente. Appunto.

Fu significativo anche il comportamento a posteriori. Lei, una come noi, come tante, disillusa e amareggiata a tal punto che un giorno l’avevo sentita dire due frasi terribili:

«Ormai ho capito che le persone vanno maltrattate, perché più le tratti bene, più se ne approfittano».

«Non voglio innamorarmi mai più. Gli uomini vanno solo sfruttati, senza sentimento…»

Erano terribili perché, purtroppo, avevo capito che aveva iniziato a pensarla davvero così.

L’aveva pure fatto di, come credeva lei, “usare gli uomini senza sentimento”. Solo che dopo aveva pianto. E questo non faceva parte del piano.

Ma, per fortuna, significava che non si era totalmente inaridita e che in lei c’era ancora un, seppur piccolissimo, barlume di speranza, sopravvissuto comunque a quintali di lacrime e schifo.

Un bel giorno arrivò la Favola vera e propria, che narra della bella Principessa triste che un bel giorno incontrò un bel Principe Azzurro che le disse le belle parole che erano tutto ciò che ogni donna avrebbe voluto sentire… che da tempo la desiderava, che con lei era tornato felice e solo con lei era tornato a sorridere… La Principessa triste gliel’aveva detto di essere terrorizzata e disillusa e gli aveva chiesto di dirle sempre e solo la verità, ma lui voleva solo renderla felice. E anche la Principessa triste tornò a sorridere.

E vissero felici e contenti…

…per dieci minuti buoni…

La Bella Principessa e tutti i suoi «Ma perché?» erano tornati tristi e lei non riusciva a pensare altro che a lui. Uno che, per certe cose rappresentava quello che lei non aveva mai voluto, uno che non si era neanche preso il disturbo di guardarla negli occhi per scaricarla, ma l’aveva fatto con un misero messaggio su WhatsApp, ovvero neanche la decenza di spenderci 15 miseri centesimi! E lei? Lei lo voleva ancora! Lei non poteva capire né accettare una tale crudeltà. Un cambiamento così repentino. Dal paradiso all’inferno in un nanosecondo e senza spiegazioni plausibili. E… ancora una volta… Allora c’è davvero qualcosa che non va in me…

Ah! Anche lui aveva detto di tenerci… Ma parecchio, eh? Aveva usato anche la parola che inizia per “A”… A lei sembrava anche esagerato, ma chi è che non si sognerebbe una cosa del genere? Poi lui le aveva detto che le sentiva davvero quelle cose, ma poi non le sentiva più, ma forse non le aveva mai davvero sentite, ma forse… Ma perché vi comportate così?

Quando mi vengono raccontate certe cose, riesco a fare un’analisi precisa e distaccata, «I FATTI sono questi…» e mi chiedo come sia possibile non riuscire a vedere le cose per quelle che, semplicemente, sono. Come sia possibile continuare ad arrovellarsi o a sperare in qualcuno che, di fatto, dimostra tutt’altro che Amore. Poi mi ricordo di tutte le volte che è successo a me… ‘sta cazzo di miopia!!!

Forse è il fatto che siamo tutte potenzialmente madri, geneticamente disposte al perdono e alla comprensione, o forse perché crediamo sempre e comunque nel dannato Lieto Fine, o forse perché quando si tratta di sentimenti, vediamo, appunto, davvero solo quello che vogliamo vedere.

Basterebbe pensare una cosa semplice: quando ci tieni a una persona, non te lo sogni neanche lontanamente di farle coscientemente del male. Perché se ti comporti così, ne sei consapevole, eccome, di farle del male. Basterebbe ricordarsi questo. Pensare che quelle dette erano pure e semplici parole senza un vero significato, comunemente dette sporche bugie ingannevoli. Sì, le dicono eccome.

A volte, se sei davvero, davvero fortunata, potrai avere il piacere di sentirne altre del tipo “scaricamento di coscienza”: «Non sapevo di ferirti, non volevo, non pensavo che se fossi sparito saresti stata male, non l’avevo mai fatto, scusami, ero lobotomizzato, ero posseduto, non ero io…» Varie ed eventuali. Che alla fine riescono quasi a farti pena. Loro!

Io concedo sempre il beneficio del dubbio, perché uso come parametro il mio comportamento, ma soprattutto perché mi rimane mooolto difficile accettare la dura realtà. Ma purtroppo alla fine devo farlo e ricordarmi che non dipende da me, né è un mio problema. È un dato di fatto: certa gente fa SCHIFO. PUNTO.24 - autostima

Accettare e andare avanti. Semplice, no? A parole, parecchio.

Statisticamente devo dare un dato: tornano. Tornano sempre, tornano tutti. Perché? Non lo so… Certe volte perché davvero si rendono conto di quel che hanno perso (Aho ma sempre DOPO???) Certe volte perché non sono del tutto soddisfatti del lavoro precedente e tornano per annientarti ancora di più, con lo scopo di non farti rialzare (non ci riuscirai MAI, baby!). Altre volte tornano e a te non frega davvero più niente. E ti sembra quasi impossibile che quello che, un tempo, consideravi il tuo TUTTO, ora non sia più niente. E ti sembra impossibile di aver superato tutto quel dolore, quella morsa perenne nello stomaco, i tremila pensieri, le notti in bianco, e di essere sopravvissuta ed essere comunque qui. Più bella, più forte e più serena. Perché alla fine la vista torna, la miopia temporanea svanisce e riesci di nuovo a vedere bene.

Sorellina mia, più volte al giorno ti (mi) consiglio di combattere la miopia con una grossa lente d’ingrandimento. Guarda che bel pezzo di ragazza sei, pensa a quelli che ti hanno fatto convincere del contrario, pensa che è passata e che il sole è tornato a splendere. Pensa che loro, una come te, non la troveranno mai più. Perché quello sguardo, quel carattere, quel sorriso, quella battuta pronta, quella dolcezza e quella fragilità ce li hai solo tu… Pensa che, da qualche parte in questo bellissimo mondo, quegli stessi uomini stanno torturando qualche altra donzella e sentiti fortunata per non essere più lì. Pensa anche che, in virtù del karma, qualche sorella sta torturando loro e che loro ora stanno come te, qualche tempo fa. Se non peggio, perché l’uomo vero non può mostrarsi debole, quindi starà male e starà solo, per non lasciare testimoni.

Pensa tutto questo…

Sì, ora puoi sorridere.

«Chi ti ha fatto gli occhi e quelle gambe, ci sapeva fare. Chi ti ha dato tutta la dolcezza, ti voleva bene».  

Ligabue

Dedicato A TE. Tu hai capito e sai e ora ci vedi bene. 😉

Prima pubblicazione: 05.03.2014