ODE A NOI PAZZI ARTISTI

26 - elogio edTutti gli artisti sono dei pazzi. Per forza è inevitabile, in effetti. Pazzi come li intendono le persone “comuni”, ovvio. Perché loro sono quelli che vanno oltre, hanno una sensibilità rara, guardano con occhi diversi, vivono intensamente e con passione folle, si torturano, interrogano e da qualche parte tutto questo deve uscire, sennò impazzisci sul serio. È da qui che nascono le creazioni, le opere di vario genere. Sono fiera di essere una pazza completa…Ma… Sono anche seriamente preoccupata.

Chi più chi meno, da bambini, abbiamo tutti sognato di praticare un mestiere artistico: cantante, attore, ballerina, scrittore, perché in loro risiedevano la nostra stima o ammirazione. Perché, apparentemente, gli artisti hanno una vita invidiabilissima: talento, soldi, successo, fama, lusinghe, facili conquiste. Eppure, spessissimo, sono infelici, impazziscono del tutto, si suicidano o muoiono in solitudine. Ed è un paradosso eccezionale perché nessuno ha più bisogno d’Amore di chi lo scrive, lo canta o lo interpreta. Ecco, sono preoccupata e spaventata.

Ma credo anche sia abbastanza inevitabile. Le persone “comuni” non li possono capire. Tutti questi trip mentali, rifiniture, domande, isterismi, ma chi la sopporterebbe una persona così?

Sono pazzi, appunto. Chi avrebbe potuto scrivere la “Divina Commedia” se non un folle visionario dotato di una scrittura portentosa?

Michelangelo, dinanzi al suo Mosè ultimato, esclamò «Perché non parli??» e, preso dall’ira,  lo colpì col martello. Ma non era un pazzo?? È una statua, mica parla! E poi dopo aver faticato tanto per scolpirlo, lo colpisci rovinandolo?? Pazzo, pazzo completo.

Van Gogh ha vissuto di stenti e, forse, l’orecchio se l’è tagliato per mangiarselo, Leopardi era un nerd e lo sfigato del secolo, i Poeti Maledetti si facevano di tutto (in tutti i sensi…) ma chi le sopporterebbe accanto persone così?

A volte, al contrario, a certi artisti prende lo “schifo per il mondo esterno e gli altri”.

Perché gli altri non capiscono, sono superficiali, il mondo non capisce! Meglio starsene in solitudine e dedicarsi alle dea Arte.

Gli artisti sono anche “stufarelli”e il motivo è intuibile. Sono abituati a delle “botte emozionali” non indifferenti. L’appagamento che si prova ogni volta che si “partorisce” un’opera, un’eccitazione unica e ogni volta diversa, da ripetere tutte le volte che se ne ha voglia. Gli artisti vengono anche spesso adorati e idolatrati e l’adrenalina che si prova quando si sale su un palcoscenico, quando si ricevono dei complimenti, viene chiesto un autografo, si viene ricordati per quello che si è fatto, non è comparabile. Abituati a questo, come possono vivere i sentimenti gli artisti? Abituati a continue forti emozioni, cosa potrebbe scuoterli? E, soprattutto, per quanto tempo?

Sono dei pazzi…

I cantanti se ne stano lì a gorgheggiare come cornacchie tutto il giorno o sono sempre in giro per il mondo e circondati da groupies prostranti.

Gli attori sono di un narcisismo e di un’insicurezza mitologici. E gli scrittori? Be’ noi siamo la razza peggiore. Veniamo posseduti dalla musa dell’ispirazione e, spesso, scriviamo in trance. Quando viviamo qualcosa ci chiediamo come starebbe messa nero su bianco e perfino quando parliamo stiamo attenti a catturare l’attenzione dell’interlocutore.

La cosa ancor più insopportabile, per unire la beffa al danno, è che per la maggior parte degli artisti, il riconoscimento del loro talento avviene solo a morte sopraggiunta. «Ma questo era un genio!»

Una vita passata ad essere additati come dei poveri pazzi, una gloria arrivata postuma…

Per questo gli artisti dovrebbero morire giovani… Così almeno porrebbero presto fine a una vita di delusioni e inoltre una morte precoce “vende” sicuramente di più.

Quindi se, malauguratamente, hai velleità artistiche, ricordati che ti aspetta una vita, di lunghezza variabile,  di stenti e solitudine, ma più sarai infelice, più le tue opere saranno grandiose.

Gli artisti patiscono la solitudine anche perché, frequentemente, hanno un aspetto orribile. La vanità contrasta con la bellezza interiore e curarsi toglie tempo alle creazioni. E non so se sia peggio vivere di arte o praticare l’arte come hobby, come se non fossimo abbastanza impegnati.

Prendete, nel mio piccolo, me. Noi scrittori siamo la razza peggiore – già l’ho detto – in più di giorno conduco una vita comune, la notte non dormo e allora scrivo. O forse è il contrario, ormai non me lo ricordo più. Quindi, non dormendo e lavorando, ho un aspetto abbastanza orribile tutti i giorni. Ho il cervello che sta scoppiando dai troppi pensieri, la testa perennemente immersa nel mio mondo e prendo appunti di continuo. Se poi mi viene raccontato qualcosa, prendo spunto, ci scrivo subito un articolo o lo metto nei miei libri e quindi questo mi ha reso una persona poco affidabile e ormai nessuno si confida più con me. Sono socialmente inaccettabile e infrequentabile ma cavolo quando pubblico qualcosa sto alla grande!

Forse un giorno, sicuramente quando non ci sarò più, diventerò pure parecchio famosa. Metteranno slide con le mie frasi e le mie foto – in cui ho un aspetto orribile – su un Facebook 3.0 e i ragazzini moderni mi adoreranno. Compreranno i miei libri e i soldi dei diritti se li litigheranno parenti di dodicesimo grado perché, appunto, io sarò morta povera e in solitudine.

Sono un’artista, sensibile, pazza, visionaria, incompresa e sola. Nella più poetica delle formule possibili, l’unica cosa che mi viene da dire è… CHE CULO!

Forse, per il benessere della mia socialità, potrei cambiare. Potrei smettere di scrivere, pensare, “sentire”, interrogarmi, avere visioni e farmi scivolare la vita addosso, come le persone “comuni”, senza appassionarmi più a ogni singola cosa.

Potrei… ma non sarei più io e impazzirei sul serio…

Quindi fai un’opera di bene: adotta una pazza artista. Tel. 338.1234567890 anche di notte, tanto non dormo.

Prima pubblicazione: 10.04.2014

FUORI DI TESTI

18 - musicatesti EDNei nostri momenti di estrema tristezza, ovvero nei momenti estrema felicità, c’è sempre, è sempre presente: la “Canzone” che suggella il momento!!!!

Sììììììì!!! Sto da schifooo!!! Fammi sentire quella canzone così piango per sei giorni di fila!!!

Oppure ne sentiamo certe bellissime da single e pensiamo: «Che sfiga se avessi avuto il ragazzo sai che belle pomiciate su questa canzone!!!»

O anche: «Questa canzone mi fa pensare a LUI…»

Comunque si sa, la cosa più cantata è l’Amore, come ode o maledizione e alcune canzoni mi fanno pensare alquanto.

Prendiamo il buon Tiziano Ferro: dalla prima volta che ho sentito tale canzone mi son posta domande:

«Ed ero Contentissimo ma non te l’ho mai detto che chiedevo “Dio ancora”. Ed ero Contentissimo ma non te l’ho mai detto e dentro urlavo “Dio ancora”…»

Ma porcaccia pupazza zozza… MA SE ERI CONTENTISSIMO… PERCHE’ NON GLIEL’HAI MAI DETTO?????

Queste cose mi fanno impazzireee… Noooooo!!! Per caritààààà!! Non sia mai che lei sappia che ci tengo!!! La cosa brutta è che è vero!!! Moltissimi uomini tendono a non dire mai ciò che provano alle loro donne, col risultato che queste, ovviamente esasperate, alla fine se la danno a gambe levate! E loro poi piangono… E ti sta bene!!! Così impari a dirle le cose!!! Stupidooooo!!!

(NdBB: non volendo farmi mancare nulla dalla vita, all’epoca ho personalmente scritto e inviato una mail a Tiziano Ferro chiedendo spiegazioni in merito… Non ho mai avuto risposta, chissà perché?!?)

Volendo il buon Tiziano si riabilita con una stupenda frase da “Non me lo so spiegare”:

«Io non piango mai per te, non farò niente di simile No mai… No…No…No…No…No…No…No…. Sì lo ammetto… Un po’ ti penso… Ma mi scanso… NON MI TOCCHI PIU’»

Aaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!! Che liberazioneeeeeeeeeee!!!!! Della serie “Credevi che stavo a piangere per te, eh?? Invece NO!!! Beccate questaaaaaaaaa!!!!!!!” Frase che io dedico sovente a diverse persone… (che poi se uno la dedica forse un pochetto ci pensa… Ma va be’, teniamocelo per noi…)

Dello stesso avviso del “Vivo bene anche senza” il Liga: «Non fai più male, non ci contare…» Oh! “Non ci contare” perché il contorto animo umano prova anche un certo godimento nel pensare che qualcuno stia penando d’Amore per noi… Ma tu non ci contare! Tiè e Zumpappero aggiungerei!

Di parere totalmente opposto il filone dei “Fammi male, tanto male”. A partire da Antonio Maggio, la cui canzone è diventata l’inno dei Masochisti & Sadici Anonimi, ultimamente anche il buon Mengoni ci sta deliziando con un ritornello che recita «Grazie per avermi fatto male, non lo dimenticherò». Ora, che non te lo dimenticherai nessuno lo mette in dubbio, ma il “Grazie”??? Sì comprendo la soave metafora “prima ero immobile, ora sono pronto a correre”, ma ringrazia te stesso per questo, no ‘sta str!!!

La cosa si fa ancora più interessante/preoccupante se si pensa che qualche anno fa anche Irene Grandi affermava con sicurezza «Grazie per avermi spezzato il cuore, finalmente la luce riesce ad entrare». Anche qui colgo e apprezzo il ‘sepolcro imbiancato’ della luce che vince sull’oscurità ecc ecc e bla bla bla, ma è questo “Grazie” che proprio non mi va giù!!! Ma Grazie di che??? Una mazzata!!! Tra capo e collo! Che poi magari, a sorpresa, vi ringraziano loro…

Poi ci sono delle frasi che se ascoltate attentamente, lasciano non poche perplessità. Spessissimo impariamo a memoria talmente in automatico i testi che non ci soffermiamo sulle parole. Grossi interrogativi mi sono nati da:

«Dolce più che posso, come il mare come il sesso…»  Ora… Sul sesso ci posso anche stare, ma il mare dolce? Alex? Ma dove l’hai trovato?? Dimmelo ti prego che sono anni che me lo chiedo!

Sempre lui, stessa canzone (che adoro comunque… ) «…Non so neanche se ti rivedrò o resterai soltanto un’altra fragile illusione…» e prosegue con «…E domani poi ti rivedo ancora…» …….?!?

Ora perché lui si chiama Giuliano, ma se avessi scritto io «Ho pensieri blu cobalto… Io che un tempo ero altro, ora vedo a macchie blu » mi avrebbero accusata di farmi di droghe pesanti! Sicuro!!!

E il bello è che noi siamo tutti lì cretini e felici a cantare e nessuno che chieda «Ma che vuol dire?» perché poi fai la figura dello scemo ignorante, ovvio.

Questa canzone la stra-adoro, nel 1998 ha vinto persino il “Premio Lunezia” come miglior testo letterario. Ci ho messo anni, ma l’ho finalmente capita.  Dovrei riportare il testo integrale perché ogni frase dà parecchio da pensare… Comunque l’ho capita. (se qualcuno osa chiedermi qualcosa, gli tolgo l’amicizia su Facebook!!!) solo una cosa mi sfugge Samuele caro, ma Mastroianni con i Giudizi Universali che c’entra???

Il tragi-comico si raggiunge con le canzoni straniere. O si opta per una «larallalla» a copertura delle parole sconosciute, o si inventano, o si cantano anche correttamente ma senza capirne il significato. Mi affido alle parole sull’Italiano Medio di JAx: «Canto canzoni spagnole così non mi sforzo a capire le parole…»

Anche qui, se vogliamo analizzare i testi, c’è parecchio da scrivere, appunto.

Giuro che mi detesto per quello che sto per dire, perché amo loro e amo questa canzone, ma… Lo devo dire!!! “The Great Gig in the sky” dei Pink Floyd… 3 minuti e 22 secondi, di urla isteriche di una donna. 3 minuti e 22 secondi!!! Praticamente nel mio quartiere ogni giorno potremmo sfornare qualche hit. (Scusate Pink, scusate!!!

L’ultima meravigliosa ballata di Bruno Mars mi ricorda il suddetto Ferro: «Il mio orgoglio, il mio ego, i miei bisogni e i miei modi da egoista hanno fatto sì che una donna forte come te uscisse dalla mia vita. Avrei dovuto comprarti dei fiori e tenerti la mano, dedicarti tutto il mio tempo quando ne avevo la possibilità, portarti ad ogni festa, perché tutto ciò che volevi fare era ballare. Ora la mia ragazza sta ballando, ma sta ballando con un altro uomo…» E, anche qui, ti sta bene Bruno!!! Ci potevi pensare prima!!!

«Detesto saltarmene fuori dal nulla quando non sono invitata ma non potevo stare lontana, è più forte di me. Speravo che vedendo la mia faccia ti saresti ricordato che per me non è finita. Non importa troverò qualcuno come te. Spero solo nel meglio anche per te»

Adele, tesoro… Tu sei innamorata quindi ti ha lasciata lui, si è sposato con un’altra, tu comunque gli comunichi che sei ancora disponibile, per questo hai sfornato una serie incredibile di canzoni rompipa… Ehm… Strappalacrime e alla fine  gli auguri pure il meglio! Adele… Ripijate fai il favore!!!

Di opposta fazione, attenzione particolare merita la Signora Lily Allen. Dopo aver cantato la canzone dei senza-tanti-giri-di-parole “Fuck You” (e non è neanche la sola…) e, successivamente confermato i propri sentimenti con “Smile” in cui affermava «Quando ti vedo piangere sì, mi fa sorridere, sì, mi fa sorridere» nella sua ultima hit descrive il suo attuale fidanzato, PERFETTO in tutto, se non fosse che:

«C’è solo una cosa che ci sta ostacolando. Quando andiamo a letto, non sei tanto bravo. È davvero una vergogna. Ti guardo negli occhi voglio riuscire a conoscerti, ma tu fai quel rumore ed è chiaro che è tutto finito.  Dovrebbe importarti, invece non ti preoccupi mai di farmi gridare…»

…Io ‘sta donna la adoro…

Concludendo, della stessa canzone “Tu non mi basti mai” del Grande Lucio Dalla un plauso speciale per il miglior doppio senso del mondo:  «Vorrei essere l’uccello che accarezzerai e dalle tue mani non volerei mai…» e per una delle frasi d’Amore più belle mai scritte: «Vorrei essere la tomba quando morirai e dove abiterai, il cielo sotto il quale dormirai, così non ci lasceremo MAI, neanche se muoio e lo sai…»

Infine, una domanda  che ultimamente mi sta assillando: …ma di “Uomo Semplice”, c’è rimasto solo Vasco…???

PS: Non avrei mai creduto che nella mia vita avrei un giorno appreso di canzoni dedicate, rispettivamente, a Laura Palmer e Alfonso Signorini… A ‘sto punto intitolatene una anche a me, grazie!

Prima pubblicazione: 16.08.2013