UN COMPLEANNO DA RICORDARE…

Ebbene sì, il tempo passa! Per voi, chiaramente, perché io ho compiuto sempre 29 anni… per l’ennesima volta!!

Ma quest’anno è diverso. Questo è stato un compleanno da ricordare! Il film lo avete visto? Dai è un cult! Una mia amica ed io ci telefoniamo ogni volta che lo danno per guardarlo, tornare adolescenti e sognare ancora.

Comunque non ho compiuto sedici anni e il più figo della scuola non mi è venuto a cercare portandomi la torta e mai accadrà. In primis perché non vado più a scuola già da un po’ e soprattutto perché – come ben sapete – la vita è tutt’altro che un film!hero_EB19840101REVIEWS401010384AR

Il mio è stato un compleanno da ricordare per altri motivi…

Non so voi, ma a Capodanno e ad ogni genetliaco mi viene naturale stilare un bilancio: dove mi trovo, quali obiettivi ho raggiunto, sono felice? Stavolta voglio esternarlo al mondo…

Faccio parte della schiera di persone “che non si lasciano stare”, quelle che chiamano sensibili, empatiche, o – semplicemente – profonde, qualcuno anche“pesanti” e devo dire che hanno ragione. Io mi sento solo una con tanti pensieri e poche parole e il già noto “vaso di coccio tra vasi di ferro”.

Da piccola – come tutti – avevo dei sogni e dei progetti ed ero davvero una bambina favolosa! Un esserino impertinente e così sicuro di sé, che guardava al mondo con aria di sfida e l’incoscienza che possono avere solo i bimbi.

Non so in che momento questa bimbetta mi abbia lasciata, ma mi manca.

Forse è successo quando ho iniziato a scontrarmi con la realtà e ho permesso che la vita mi cambiasse. Questa stronza, non solo non ci dà sempre quello che vogliamo, ma – troppo spesso – prende il sopravvento e noi riusciamo ad esserne solo spettatori disarmati. Così tutti i nostri bei progetti si fottono, lo sguardo si abbassa e la sicurezza svanisce.

Gli ultimi anni, poi, mi hanno tolto e dato tutto, condotto all’Inferno e riportato.

Ho conosciuto la disperazione pura, la depressione più totale, un abisso così nero e profondo dal quale, tuttora, non riesco a capire come abbia fatto ad uscirne indenne. Forse la bimba impertinente ha preso di nuovo il comando e ci ha salvate entrambe…

Ho smesso di prendermi cura di me stessa e delle persone che mi erano davvero vicine, perché pensavo – avevo deciso – che non ne valesse più la pena. Per questo, non riesco ancora a perdonarmi. Ma sicuramente tutto ciò mi ha trasformata e ho finalmente trovato un mio equilibrio.

Si dice che chi abbia avuto problemi seri, subìto un lutto grave, visto la morte da vicino, poi cambi, affronti la vita in maniera totalmente diversa e apprenda appieno il significato di essa.8416518286_311d46f669

Queste persone le riconosci, io ho imparato a distinguerle a chilometri di distanza. Forse è questo che è capitato a me e che doveva accadermi perché capissi molte cose.

Una delle parole chiavi che ormai uso costantemente è: “ridimensionare”. Guardare tutto nella giusta prospettiva.

Quante volte ci siamo trovati in circostanze che sembravano disastrose, poi col tempo le abbiamo superate, il dolore è svanito e ci siamo resi conto che erano solo sciocchezze. Quanto tempo perso dietro a persone immeritevoli, situazioni malsane, sofferenze gratuite. Troppo.

Gli avvenimenti molto gravi sono pochi, per fortuna. E possiamo immaginarli… Si trova un rimedio per tutto. Non vedo più i problemi come montagne insormontabili. C´è sempre una soluzione e, anzi, molto spesso le cose si sistemano da sole e molto più facilmente di quel che crediamo.

Non mi lascio sconvolgere dagli accadimenti esterni.

Non mi affanno… Né nel cercare di cambiare le situazioni, né per piacere a tutti.

Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te, sempre, ma non farti neanche mettere i piedi in testa. Le persone tendono a prevaricarsi, rispetto tutti ma, sopra ogni altra cosa – finalmente –  rispetto me stessa e mi faccio rispettare. Anche se a volte con certa gente non vale neanche la pena discutere. Non lo vedo come un segno di debolezza, tutt´altro. Il mio tempo e i miei pensieri sono preziosi, quindi cerco di non sprecarli in discussioni sterili. Sono arrogante? Forse. Più che altro penso che le persone scelgano come vederti indipendentemente da quello che tu faccia o dica. Se decidono che piaci loro, potrai fare qualsiasi cosa, ma lo penseranno sempre. E vale anche il contrario. Perciò non mi lascio sfiorare dalle opinioni altrui. Faccio i conti solo con me stessa, il resto lo lascio andare….

Non sono mai riuscita a fare i finti sorrisi e, per questo, ora non mi colpevolizzo più. Anzi sono fiera della mia onestà comportamentale e consapevole che non possono piacermi tutti, né io posso piacere loro. E lo accetto.

Non mi va più di giustificarmi, di far capire o spiegare chi sono – anche se lo sto facendo proprio adesso – la massa sceglie di fermare il proprio sguardo ad altezza tette, alcuni sul trucco sempre perfetto, altri sul tacco dodici e decidono l’etichetta da darmi. Spesso rimangono delusi che io non corrisponda per niente all’idea che si erano creati e non mi interessa più. Non fingerò mai di essere quella che non sono.

Non mi piace stare in mezzo alla folla, se c’è troppa gente, in genere è sicuro che non ci sono io. Alcuni penseranno che sia per superbia, in realtà non ho la scioltezza necessaria per fronteggiare una ressa e non amo sgomitare, in nessun ambito. E poi, lo ammetto, spero anche che qualcuno noti la mia assenza. Sono patetica? Sì, e non me ne vergogno affatto… Non più. Ci faccio sicuramente una figura migliore se pensano che sia per alterigia e non mi va più di chiarirmi sempre con un: «Guarda che io non sono per niente così…». Tutti possono dire la loro, puntarmi contro il dito o parlarmi alle spalle. Io rimango imperturbabile. E, ancora una volta, qualcuno lo prenderà come freddezza, ma come ho già ampiamente esposto, non mi tange il pensiero altrui. Non mi interessa più l’opinione di chi ha fretta di giudicare, il mio equilibrio deve essere preservato.

Non posso farmi scalfire da chi preferisce pensare che io sia un’algida stronza, piuttosto che andare oltre l’apparenza e scovare un’anima impaurita che si difende. Io so chi sono, voi pensate ciò che volete e non posso farmi ferire da questo, il mio equilibrio deve essere preservato.

Ho una cerchia di persone insostituibili che mi coltivo con tutto l’amore di cui sono capace e che ci saranno sempre. Del loro giudizio mi interessa, eccome, del loro amore anche. Mi prendo cura di loro sempre, costantemente e dimostro loro quanto siano importanti per me. A chi lo merita, il cuore, l’anima e anche di più, agli altri auguro semplicemente una “Buona Vita” lontano da me.

Ce ne sono tanti che mi mancheranno per sempre. La vostra assenza, la mancanza dei vostri auguri, anche quest’anno, mi devasta.

Per un momento sono rimasta completamente da sola per scelta e circostanze varie. Probabilmente, in altri periodi della mia vita, non sarei riuscita a sopportarlo. Ora ho imparato a convivere con la mia solitudine che reputo un’alleata insostituibile e irrinunciabile dalla quale rifugiarsi e non più una nemica da rimpiazzare con chiunque. Mi cullo in lei ogni volta che ne avverto la necessità e, chi mi conosce davvero, sa e comprende questi miei momenti e che dopo ne esco rinata. Esco dal mio guscio solo se la compagnia mi aggrada, non ho più l’ansia delle uscite, né dell’onnipresenza alla mondanità e non mi fanno più paura quattro mura.

Preservo il mio ritrovato equilibrio, anche a costo di un’esistenza solitaria.

Sixteen_Candles_272Non gioco coi sentimenti degli altri e non tollero minimamente chi lo fa coi miei. Perciò rifuggo tutte le situazioni poco chiare, ambigue, disturbanti, anche se mi costa dolore, ma non posso più accanirmi, non posso inseguire, non posso aspettare. Il mio equilibrio ne uscirebbe devastato.

È che non me lo posso più permettere, capite? Non posso più piangere, rimuginare, fantasticare, di tempo ne ho sprecato già abbastanza e tutti noi sappiamo che non è infinito. Ho fatto dipendere troppo il mio umore da comportamenti e azioni altrui e ora non permetto più a nessuno di turbare la mia ritrovata pace interiore.

Sconvolgermi la vita positivamente, quello lo concedo a tutti.

Se mi trovo qui, adesso, in questo momento, con determinate persone piuttosto che altre, vuol dire che mi dovevo trovare qui. C’è sempre un motivo. Potrebbe sembrare assistere inermi alla propria vita, non viverla e lasciarsi trasportare da essa. In realtà è un adattarsi agli imprevisti pensando che non sempre quello che accade di negativo è negativo, anzi, certe volte è la nostra salvezza o è qualcosa che ci catapulta verso l’inimmaginabile.

Come dice qualcuno:“A volte il destino ha più fantasia di noi” a volte poniamo limiti alla Provvidenza e ciò che immaginiamo la delimita di molto. A volte ci convinciamo che quello che ci manca, sia il solo responsabile della nostra felicità o causa della mancanza della stessa. Ma siamo solo noi a scegliere se essere felici o meno e non possiamo davvero, davvero, immaginare cosa ci aspetti domani.

Lascio che la vita mi sorprenda…

Mi ha condotto in posti che non avrei mai immaginato, con persone sconosciute poi divenute pilastri, colonne poi sbriciolate, ma sono sopravvissuta.

Anche questo blog rappresenta un inaspettato portone aperto su una porta che mi è stata chiusa in faccia, con immenso dolore. Non so dove mi condurrà, ve lo dirò, ma – per ora – il viaggio mi sta piacendo molto e sta andando ben oltre ogni mia aspettativa. Grazie.

Mi guardo costantemente allo specchio in cerca di rughe inesistenti, mi muovo milioni di critiche ma in fondo, in fondo, molto in fondo, mi accetto così come sono. Non sarò mai una taglia quaranta, combatterò sempre contro cellulite e occhiaie e i capelli non staranno mai come dico io, ma va bene così.

Ho deciso di essere più indulgente con me stessa…un_compleanno_da_ricordare

Mantengo degli atteggiamenti da bambina e ne sono fiera. Ho imparato a ridere sempre e di tutto, a cominciare da me stessa. La mia Bimba Interiore ha finalmente smesso di urlare e ora canta, in macchina, sotto la doccia, fa scherzi ogni volta che ne ha occasione e non si prende MAI sul serio. E sono felice che la mia parte puerile, irrazionale, incontrollata, sia rimasta intatta, nonostante tutto.

Siamo il frutto delle nostre scelte: sbagliate, azzeccate, ridicole, ottime, pessime, va bene così! Tutti sbagliano. Siamo essere fallibili per fortuna! E sono i fallimenti che portano al miglioramento. E adesso ho scelto di essere felice. Ascolto il mio cuore, SEMPRE. Ci parla molto più di quel che percepiamo, basta spogliarsi del giudizio e saper ascoltare. Sbaglierò, ma almeno so che ogni gesto che compio o ometto, proviene direttamente dal mio cuore e questo mi fa stare bene.

Prima il mio compleanno doveva essere un giorno grandioso, avevo un motivo per sentirmi speciale, amata e festeggiare, in grande chiaramente. Ora tutto questo non m’interessa più… Poche persone, cose semplici, affetto autentico. Questo conta. Ho ricevuto tantissimi auguri. Il pensiero che tutte queste persone abbiano voluto trovare – perché si sceglie di trovarlo – del tempo da dedicarmi, mi ha riempita di gioia. Questo conta. E forse vuol dire, forse, che alla fine, non sono una così brutta persona…

Sono qui e sono viva.

Anche se le cose non sono andate esattamente come volevo, se quasi mai vanno come vorremmo, ho imparato ad accettarlo e oggi, nonostante tutto, nonostante tutto ciò o chi mi manca, nonostante una lista dei “nonostante” pressoché infinta, oggi, nonostante tutto, io mi sento felice e sono grata di questo.

E questa è tutta la teoria…

..La pratica è che – ve lo confesso – ogni tanto mi dispero ancora per cose stupide. Mentre scrivo queste righe, anche il mio viso è rigato e non so dirvi se siano lacrime di tristezza o commozione. Ma va bene così. Accetto anche i miei tanti limiti e i momenti di debolezza e fragilità. Vuol dire che sono ancora in grado di emozionarmi, di provare sentimenti profondi e di non vergognarmi mai di essi.

Comunque uso trucchi waterproof perché pure da commossa devo rimanere gnocca e poi così non c’è traccia, perché – si sa – le gnocche mica ce l’hanno un’anima!

Per i compleanni si augura la fortuna, la felicità, l’amore, d’ora in poi io augurerò tutto questo.

Per i vostri compleanni, vi auguro di arrivare dove sono io ora. Di trovare questa pace, felicità, serenità e consapevolezza che inseguiamo, a volte, per tutta la vita. Vi sembrerà banale, vi sembrerà poco, per me non lo è affatto.

Ve lo auguro di cuore.

…E Buon Compleanno da ricordare a me… 😉

«… E adesso dimmi com’è andata?

Com’è stato? II viaggio di una vita lì con te…

Io spero solo tutto bene, tutto come…

Progettavate voi da piccole…»

Liga

«Tutto questo tempo a chiedermi cos’è che non mi lascia in pace…

Tutti questi anni a chiedermi se vado veramente bene

così come sono

Così un giorno ho scritto..

Ho aspettato a lungo qualcosa che non c’è,

invece di guardare il sole sorgere…

 E miracolosamente non ho smesso di sognare

E miracolosamente non riesco a non sperare

E se c’è un segreto è fare tutto come

se vedessi solo il sole e non qualcosa che non c’è…»

Elisa

A chi c’è Sempre e a chi mi mancherà SEMPRE

LIBERTA’ & (IN)DIPENDENZA

In questi giorni riflettevo sul concetto di libertà: «La condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni…». (fonte: Wikipedia) Curiosamente se cerchiamo “indipendenza” ci viene fornito il significato nell’accezione meramente politica: «Situazione in cui un Paese non è sottomesso all’autorità di un altro». E dipendenza? «Alterazione del comportamento che da semplice o comune abitudine diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere attraverso mezzi o sostanze o comportamenti che sfociano nella condizione patologica. L’individuo dipendente tende a perdere la capacità di un controllo sull’abitudine». La dipendenza è, quindi, un’alterazione che può sfociare in una patologia. Ecco perché, forse, la temiamo così tanto…37 - 137012

Dipendenza: “non posso fare a meno di”. Allora è Indipendenza: posso fare a meno di tutto/i. E la libertà? E l’autonomia? Si può essere liberi e, allo stesso tempo, dipendenti? O una cosa esclude l’altra? O, magari, possiamo liberamente scegliere di essere dipendenti, a dispetto della nostra autonomia e indipendenza, assumendocene perfino le conseguenze?

In genere tendiamo ad evitare tutto ciò che possa delimitare la nostra libertà, in primis le relazioni. Abbiamo le nostre abitudini, seguiamo i nostri ritmi e, quando instauriamo un legame, l’altra persona si frappone tra noi e loro, è inevitabile. Già riuscire ad incastrare, tra tutti i nostri impegni, gli incontri con quest’individuo è una gran fatica. Poi, se malauguratamente, il soggetto in questione lamenta di voler godere un po’ di più della nostra compagnia, accade il dramma: «I giorni dispari ho la palestra, nei pari il calcetto, il corso di cucina e ricamo, mi hai conosciuto così e devi accettarmi così». Giusto, no? Come si permette di delimitare la nostra libertà? Sono libero di fare ciò che voglio! Io non capisco proprio, un perfetto sconosciuto/a che cerca di dettare i tempi della nostra vita, è inammissibile! Ok, ora pensiamola al contrario. Se noi volessimo vedere spesso una persona e questa ci dicesse di non avere del tempo da dedicare a noi, o averne molto limitato, come ci sentiremmo? Male, sicuramente. È davvero fastidioso. Eppure noi stessi lo facciamo di continuo. Tutti lo facciamo. Non ho il tempo, ovvero non lo voglio trovare. A piccolo dosi sì, nei ritagli, ma eviterei un impegno costante. Non è fantastico sapere che qualcuno – che ci piace, sennò il problema non si porrebbe nemmeno – voglia dedicarsi a noi? E cosa c’è di più bello che passare del tempo con qualcuno di speciale? Perché lo evitiamo? Io un sospettino ce l’avrei: temiamo la dipendenza.

“Non posso fare a meno di”, equivale a dire: “non posso vivere senza”… Oh cavolo!

Mantengo una discreta dipendenza dal fumo, abbastanza strana. Se mi trovo in posti o situazioni in cui non mi è consentito fumare, mi scordo persino di avere questo vizio. Viceversa, se mi accorgo di aver quasi finito le sigarette, inizio a diventare isterica. Curioso, vero? È la mancanza che crea problemi. Il venir meno della possibilità di poter fruire di una determinata cosa.

La dipendenza in sé, non limita la nostra libertà, poiché siamo noi a scegliercela. Ma è il venir meno dell’oggetto della nostra dipendenza, che prescinde dalla nostra volontà, a crearci dei danni. Per questo cerchiamo il più possibile di essere indipendenti da tutto e da tutti, così da avere il pieno controllo della nostra vita. Troviamo un nostro equilibrio e facciamo molta attenzione a fuggire tutto ciò che possa, in qualche modo, minarlo. Non possiamo permettere a niente e nessuno di destabilizzarci. Se sconvolgi il mio equilibrio io inizierò a “dipendere” da te e non so se ce la faccio…

Ogni tanto, qualcuno prende la deliziosa abitudine di inviarmi, quotidianamente, il messaggio del buongiorno. Ammetto di adorare questa pratica. Appunto per questo, lo lascio fare per una settimana, dieci giorni massimo e poi inizio a non rispondergli più. Come se mi scocciasse o non mi facesse piacere, finché lui non si stanca e smette. Perfetto. Oppure ci sono frasi apposite che tutti, chi più chi meno, abbiamo pronunciato, almeno una volta nella vita: «Non mi stare troppo addosso, ho bisogno dei miei spazi…» Eppure dovrebbe essere la cosa più fantastica del mondo, una persona (che ci piace) che ci sta addosso, che si preoccupa per noi, che ci riempie di premure e attenzioni. Dovrebbe essere un costante stato di beatitudine. Dovrebbe…

dipendenza_affettivaQualcuno mi ha detto: «Fai bene a comportarti così, perché si sa che “In Amore vince chi fugge”». Innanzitutto penso che sia una cazzata immane, perché – semmai – in Amore vince chi si viene incontro. Nessuno ha la pazienza, né merita di rincorrere e basta. Infatti io scappo sempre, ma è pur vero che nessuno mi ha mai trattenuta… Ma tutto questo non gliel’ho detto, un po’ per non rovinare la sua convinzione e poi perché la mia immagine ne traeva un gran vantaggio. Essere quella che “fugge per tattica” è molto meglio di essere quella che “fugge per fifa”.

La motivazione per questi comportamenti insani è sempre la stessa: temiamo di crearci una dipendenza, da una consuetudine carina, da un sentimento o perfino – orrore, orrore – da una persona.

Come posso abituarmi a un qualcosa non essendomi garantito che si protrarrà per sempre?

Come posso appoggiarmi a qualcuno non avendo la certezza che domani ci sarà? Meglio fare da soli, pensare da soli, camminare da soli. “Fino a un certo punto”, oltre non si va. Oltre non ti permetto di andare. Preservo la mia libertà e la mia indipendenza. Sono libero, non ho legami, non ho dipendenze, non ho schiavitù.

Con la scusa di salvaguardare la nostra libertà ci siamo incatenati da soli.articolo1210_2

C’è un film che amo molto, del compianto Luigi Magni, “Nell’Anno del Signore” che narra una storia tutt’a
ltro che romantica e un finale, manco a dirlo, tragico. Ho avuto il piacere e il privilegio di interpretarne un riadattamento teatrale, ma, purtroppo, la trasposizione scenica non prevedeva alcune battute del finale del film. Peccato. Avrei voluto dire con coraggio, almeno per finzione:

«…Ma che me ne frega a me della libertà! Io voglio essere schiava di un uomo… Se è schiavo pure lui, che me frega…?»

 

«Ok, non ero riuscita a domare Big,

ma il vero problema era che lui non era riuscito a domare me…

Forse certe donne non sono fatte per essere domate…

Forse hanno bisogno di restare libere…

Finché non trovano qualcuno altrettanto selvaggio con cui correre…»

Sex and The City 2×18

 

PS: usando il correttore, mi sono divertita a verificare i sinonimi di “dipendenza”: relazione, connessione, legame, correlazione, attinenza, soggezione, subordinazione, sottomissione. Come sinonimo solo di quest’ultima viene indicato “Schiavitù”. Ma mi è parso curioso che il primo sinonimo di dipendenza fosse, proprio, “relazione”. 😉

Prima pubblicazione: 11.02.2015